Complessità e sostenibilità nel progetto, scarica il numero 12

(Read english text)

Il processo generale di trasformazione-modernizzazione della società post-industriale, che ha investito il sistema degli insediamenti e delle città, ha dato il via ad una serie di fenomeni, che hanno indotto importanti mutazioni negli scenari territoriali e sociali.

 

Sono in corso vistose innovazioni strutturali, per ora solo parzialmente visibili, ma destinate a consolidarsi e a diffondersi in futuro.

 

Si tratta di processi non interpretabili nei termini di un semplice cambiamento o razionalizzazione, in continuità con le forme organizzative esistenti, ma che hanno una portata e un significato più radicale, e rappresentano una cesura col passato.

 

Stiamo assistendo al passaggio, non sempre voluto anzi, più spesso, ostacolato, da una organizzazione di tipo “gerarchico” ad una “interattiva” di tipo reticolare e informale, che investe sia i processi produttivi che quelli insediativi generali e specifici.

 

Questa trasformazione dalla gerarchia al reticolo appare come la soluzione alle anomalie e il passaggio obbligato per il processo di riassetto territoriale, ma si presenta di non facile realizzazione, in quanto l’ambiente istituzionale, accademico, professionale e delle grandi organizzazioni finanziarie è caratterizzato da pre-esistenze, resistenze e inerzie piuttosto forti.

 

Il mutamento da gerarchia a interazione, risulta ostacolato dal fatto che  le componenti strutturali di questi due modelli sono per molti versi contrastanti. Infatti, la sostituzione delle gerarchie specializzate da parte di modalità interattive comporta risultati non ancora sufficientemente sperimentati, mentre, viceversa, le concettualizzazioni gerarchiche sono sostenute da una tradizione teorica (basata sulle teorie di localizzazione), da una tradizione disciplinare (basata sullo zoning e sulla legislazione vigente), da una tradizione operativa (basata sui piani urbanistici adottati ai vari livelli), tradizioni che si presentano notevolmente consolidate.

 

La mancanza di una risposta valida ai problemi della decadenza delle vaste aree urbane e la sfiducia verso lo strumento fondamentale della pianificazione del territorio sono, tuttavia, la dimostrazione della crisi delle teorie urbanistiche dominanti e mostrano la necessità di ricercare nuovi presupposti, su cui fondare l’intervento sul territorio e sulle risorse territoriali, urbane e architettoniche esistenti.

 

Per una comprensione della città, nel suo stato attuale di crisi, non appaiono sufficienti le osservazioni  e le interpretazioni dell’urbanistica dominante, relative ai processi urbani degenerativi, che si manifestano al suo interno e l’evidenziazione dei fenomeni (diseconomie, inquinamento, insicurezza, degrado, ecc.), che sono alla loro  origine.

 

Se si vuole affrontare il problema dell’insostenibilità delle città, occorre andare alla sua radice e alla ricerca di una nuova forma di modernità liquida e sostenibile.

 

Disponibile in download gratuito il n. 12 di CSP, l’ezine IN ITALIANO E INGLESE Complessità e sostenibilità nel progetto. Contiene progetti di Tom Wiscombe Architecture, Xefirotarch, Laura Pedata architecture, MAD. Scaricala qui.

 

L’e-zine (bilingue: italiano e inglese) ha una periodicità trimestrale. Ecco i numeri già usciti:
CSP n.1, gennaio-marzo 2012
CSP n.2, aprile-giugno 2012
CSP n.3, luglio-settembre 2012
CSP n.4, ottobre-dicembre 2012
CSP n.5, gennaio-marzo 2013
CSP n.6, aprile-giugno 2013
CSP n.7, luglio-settembre 2013.
CSP n.8, ottobre-dicembre 2013.
CSP n.9, gennaio-marzo 2014.
CSP n.10, aprile-giugno 2014.
CSP n.11, luglio-settembre 2014.

 

— english text

The general process of transformation-modernisation of post-industrial society which invested the system of settlements and cities in Europe generated a series of phenomena which induced important changes within territorial and social spheres.

 

Extensive structural innovations are underway and while they are only partially visible at the moment, they are destined to be consolidated and to spread in the future.

 

These processes cannot be interpreted in terms of a simple change or rationalisation, in line with existing forms of organisation, but have a much broader, more radical meaning and extent, representing a break with the past. We are witnessing the often hampered rather than desired passage from a “hierarchical” to a reticular and informal “interactive” organisation, which invests both production and specific and general installation processes.

 

This transformation from hierarchy to reticule seems to be the solution to the anomalies and the obliged passage for the process of territorial reorganisation, but it is far from easy to achieve because the institutional, academic, and professional environment and that of the big financial organisations are characterised be pre-existing situations, resistance and inertia of some strength.

 

The change from hierarchy to interaction is further obstructed by the fact that the structural components of these two models are characterised characterised by numerous contrasting elements.

 

The replacement of specialised hierarchies by interactive modes implicates results which still require a lot of experimentation while, vice versa, hierarchical concepts are supported by a theoretical tradition (based on the theories of localisation), by a regulatory tradition (based on zoning and the legislation currently in force) and by an operational tradition (based on the town planning systems implemented at various levels), all of which are clearly consolidated.

 

The absence of a valid answer to the problems of decay affecting large urban areas and the lack of confidence in the fundamental instrument of territorial planning are proof of the crisis of dominant town planning theories and demonstrate a need to seek new foundations on which to base intervention on the territory and on existing territorial, urban and architectural, resources.

 

To understand the city in its current condition of crisis, the observations and interpretation of dominant town planning in relation to the degenerative urban processes taking place within it and the highlighting of the phenomena that cause them (diseconomies, pollution insecurity, degradation, etc.), don’t seem to be sufficient.

 

If we want to tackle the problem of the lack sustainability in cities, we have to go to its roots and seek a new form of liquid and sustainable modernity.

 

Download CSP complexity and sustainability in the project n. 12 (italian/english), with projects by Tom Wiscombe Architecture, Xefirotarch, Laura Pedata architecture, MAD.

 

Previous CSP:
CSP n.1, january-march 2012
CSP n.2, aprile-june 2012
CSP n.3, july-september 2012
CSP n.4, october-december 2012
CSP n.5, january-march 2013
CSP n.6, aprile-june 2013
CSP n.7, july-september 2013.
CSP n.8, october-december 2013.
CSP n.9, january-march 2014.
– CSP n.10, april-june 2014.
CSP n.11, july-september 2014.

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