Complessità e sostenibilità nel progetto, è on line il numero 13: scaricalo

(Read english text)

Il presente numero dà inizio al nuovo anno di pubblicazione della rivista ed è, forse, opportuno riprendere, brevemente, per i lettori vecchi e nuovi, i fondamenti teorici, che costituiscono l’orizzonte culturale e disciplinare, sui quali si sviluppa il nostro lavoro di informazione sulla ricerca progettuale.
Molti dei concetti e dei termini enunziati per trasmettere idee teoriche e suggerimenti operativi sul problema del territorio e dell’architettura della complessità sostenibile si rivelano non sempre adeguati per cogliere le realtà sfuggenti e comprendere un mondo in movimento, prevedere soluzioni o indicare realizzazioni e progetti esistenti da assumere a modello.

 

In questa ottica i nodi da affrontare sono essenzialmente costituiti dalle difficoltà che si incontrano di fronte alla complessità, ai problemi sociali, a quelli economici, a quelli relativi alle risorse energetiche e ambientali (sostenibilità), alle difficoltà della progettazione territoriale, urbana e architettonica.
Nel paradigma fisico-razionale della modernità solida viene ricercata, viceversa, una particolare riduzione della molteplicità relazionale, per consentire forme di semplificazioni autoreferenziali.

 

La modernità solida ha suscitato, nel campo della progettazione, una cultura delle separazioni che ha prodotto:
– la formazione delle autonomie disciplinari con i loro confini riduttivi;
– la specializzazione delle attività e la loro localizzazione nello spazio fisico, in modo che risultino ben distinte, classificate, gerarchizzate e prive di sovrapposizioni;
– la segregazione e/o autosegregazione delle parti a destinazione monofunzionale;
– la divisione dei momenti di vita: un tempo per il lavoro, uno per il tempo libero, uno per la politica, uno per le esigenze dello spirito, ecc.;
– la divisione tra antico e moderno, tra patrimonio esistente e sviluppo futuro, tra centro storico e città costruita, tra paesaggio artificiale e paesaggio naturale;
– la divisione nella tutela dell’esistente tra beni architettonici classificati e non;
– la contrapposizione tra riferimenti progettuali forti e situazioni di contesto;
– una discontinuità dal reale operata attraverso la storia, secondo valenze diverse, ma ugualmente devastanti, che vanno dal ricordo nostalgico di forme evocative alla “memoria senza ricordi” di repertori formali de-contestualizzati.

 

La crisi di questa impostazione tende ad introdurre la definizione di nuove strategie del progetto, che abbiano alla loro base un insieme di condizioni…

 

(Brano estratto dall’editoriale del n. 13 di CSP. Se vuoi leggerlo tutto scaricalo qui)

 

L’e-zine (bilingue: italiano e inglese) ha una periodicità trimestrale. Ecco i numeri già usciti:
CSP n.1, gennaio-marzo 2012
CSP n.2, aprile-giugno 2012
CSP n.3, luglio-settembre 2012
CSP n.4, ottobre-dicembre 2012
CSP n.5, gennaio-marzo 2013
CSP n.6, aprile-giugno 2013
CSP n.7, luglio-settembre 2013.
CSP n.8, ottobre-dicembre 2013.
CSP n.9, gennaio-marzo 2014.
CSP n.10, aprile-giugno 2014.
CSP n.11, luglio-settembre 2014.
CSP n.12, ottobre-dicembre 2014.

 

— english text

Many of the enunciated concepts and words to convey theoretical ideas and operational suggestions regarding the problem of territory of sustainable complexity fail to be adequate and neither capture the elusive reality nor understand a world in motion; in addition, they do not provide solutions or indicate achievements and existing projects to be taken as model.

 

In this perspective, the issues to be addressed are  difficulties created by complexity,  social difficulties, economic difficulties, difficulties related to energy and environmental resources (sustainability), difficulties of the territorial and urban planning, difficulties of architectural design.

 

In the field of planning, the solid modernity has produced a culture of the separations that has carried with it:
– the formation of the disciplinary autonomies with their reductive limitations;
– the specialisation of the activities and their localisation in the physical space so that they very may turn out distinguished, classified, hierarchical and lacking in super-impositions;
– the segregation and/or auto-segregation of the parts with mono-functional destination;
– the division of the moments of life: a time for job, one for leisure, one for politics, one for the needs of the spirit, etc;
– the division between ancient and modern existing patrimony and future development, historical centre and constructed city, artificial landscape and natural landscape;
– the division in the protection of the existing assets, between classified and not classified architectonic assets; or the contrast between strong designing references and contextual situations;
– the separation from real life, operated through history, following varying valences, but equally devastating, which go from the nostalgic memory of evocative shapes to the “memory without memories ” of de-contextualised formal “repertoires”.

 

The crisis of this formulation tends to introduce the definition of new strategies of the project which are based on a set of conditions…

 

(From the CSP n. 13 editorial, if you wanna download it, click here)

 

Previous CSP, italian/english:
CSP n.1, january-march 2012
CSP n.2, aprile-june 2012
CSP n.3, july-september 2012
CSP n.4, october-december 2012
CSP n.5, january-march 2013
CSP n.6, aprile-june 2013
CSP n.7, july-september 2013.
CSP n.8, october-december 2013.
CSP n.9, january-march 2014.
– CSP n.10, april-june 2014.
CSP n.11, july-september 2014.
CSP n.12, october-december 2014.

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