Competenze tecnici. Riacceso il dibattito: il commento

Come già pubblicato, due giorni fa il Presidente Nazionale dei Geometri Fausto Savoldi ha rivendicato la possibilità da parte dei geometri di progettare edifici in cemento armato, definendo faziose e fuori luogo le sentenze della Cassazione. Secondo Savoldi gli Ordini professionali di architetti e ingegneri non devono intromettersi con comunicazioni fuorvianti inviate alle Amministrazioni interessate. Avevamo pubblicato il commento al vitriolo di Antonio Marco Alcaro, Presidente di “Amate l’Architettura”. Ecco oggi il commento di Marcello Balzani, Architetto, Professore Associato presso l’Univeristà di Ferrara Dipartimento di Architettura e Direttore delle riviste Paesaggio Urbano e Architetti.

 

È una faccenda “pelosa”…
In realtà non è vero che l’Italia è l’unico Paese europeo in cui non ci sono conflitti tra le professioni. Dove ci sono gli Ordini e/o i Collegi professionali, ci sono sempre conflitti. Il nostro Paese è particolarmente in disagio per aspetti “storici” dettati da modelli di ordinamento non banali.

 

Un esempio: fino a quando nelle amministrazioni pubbliche a qualunque livello (Soprintendenze, enti di tutela del paesaggio e delle costruzioni in zona sismica, dell’urbanistica, dell’edilizia pubblica e privata, ecc. nelle Regioni, Province, Comuni e Comprensori) ci saranno tecnici diplomati nel ruolo di verifica all’interno delle prassi amministrative, sarà molto difficile riordinare il sistema.
Ma in questo “periodo storico” è, per lo Stato e per gli Enti Locali, impossibile fare a meno di un profilo di competenze anche ricco di esperienza come quello dei tecnici diplomati. Ci sono realtà italiane in cui un geometra svolge funzioni pari a quelle di un architetto e di un ingegnere messi insieme e “costa meno”. Non dovrebbe essere così, ma accade e anche troppo spesso. Dietro questi conflitti si celano “tradizioni” che non sono facili da modificare. Alcune albergano anche nella mentalità comune dei cittadini. La “committenza” non è un’entità astratta dal mercato: determina bisogni e definisce un “clima di interesse e di comportamenti” non banale anche nel rapporto di fiducia e di costo/beneficio.

 

Insomma può essere giustificata una “rivendicazione di parte” in un periodo di “vacche magre” ma la responsabilità dell’attuale situazione è diffusa ed è stata foraggiata per decenni da un’abitudine “d’interesse complementare” che stava bene a molti (se non a tutti).
Credo che sia importante accendere il riflettore sul tema del progetto. E chiedersi perché è importante per una società moderna e avanzata e perché deve essere coordinato e sviluppato con competenze integrate e consapevoli.

 

di Marcello Balzani

 

Leggi la notizia Progetto in cemento armato. Ordini Architetti e Ingegneri, non intromettetevi: contiene i commenti del Presidente Nazionale dei Geometri Fausto Savoldila e la lettera di Antonio Marco Alcaro, Presidente di “Amate l’Architettura”.

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