Cohousing, partecipazione e riqualificazione energetica: al Fuorisalone 2012 il ‘condominio sostenibile’

Costruire per condividere il condominio sostenibile. È questo il titolo della giornata dedicata alle nuove possibilità di condivisione della unità abitative che Eco-network e Anaci Monza e Brianza hanno organizzato lo scorso mese di aprile per uno degli appuntamenti che ha catalizzato l’interesse degli addetti ai lavori dell’ultima edizione milanese del Fuorisalone.

 

Anche la location scelta per promuovere l’incontro era suggestiva: l’avveniristico Spazio Anniluce, in via Sirtori a Milano, dove design e innovazione sono di casa. Il filo rosso che dal cuore pulsante e produttivo della Brianza è arrivato nella metropoli milanese ha permesso di spiegare, attraverso una sorta di talk show, l’attualissimo tema del condominio sostenibile dove non sono solo le tipologie costruttive e la filosofia di vita rappresenta un’innovazione ma anche figure chiave come gli amministratori, al passo con i tempi, si sono confrontati su soluzioni e servizi chiave per garantire il benessere di chi scegli di vivere in condominio.
Ad aprire la giornata di studio la presentazione del progetto, filo conduttore dell’intera manifestazione, Costruire per condividere il condominio sostenibile, diventato un concorso, grazie all’architetto Giovanni Sallemi, riservato a giovani architetti, ingegneri e interiors.
Nutrita la rappresentanza dell’Anaci, l’associazione nazionale degli amministratori condominiali che oltre al suo rappresentante locale, Renato Greca, presidente della provincia di Monza e Brianza, ha voluto portare al tavolo dei relatori anche Claudio Bianchini, presidente regionale del sodalizio nazionale, oltre a Carlo Zanella, Centro studi Anaci Mb che ha illustrato un tema sentito come la riqualificazione energetica per il risparmio e il benessere dei condomini.

 

Ma che cos’è il cohousing?
Un nuovo modo di abitare con spazi e servizi condivisi tra persone amiche che hanno scelto di intraprendere insieme un percorso per un nuovo tipo di comunità residenziale. Chi vive in cohousing – sono più di mille gli insediamenti di questo tipo nel mondo – vive una vita più semplice, perché meno costosa e meno faticosa decidendo innanzitutto cosa condividere: un micronido per i bambini, un orto o una serra, un living condominiale, un servizio di car sharing o una portineria intelligente che paga le bollette e ritira la spesa.
Il fenomeno dell’abitazione con spazi condivisi è nato in Scandinavia negli anni Sessanta e da allora si è diffuso in molti paesi come del Nord Europa come la Danimarca, la Svezia, l’Olanda, l’Inghilterra, gli Stati Uniti, il Giappone e negli ultimi anni sta prendendo lentamente piede anche in Italia.
La parola chiave dell’intero pomeriggio è stata “condividere”. Analizzati da diversi punti di vista, nuovi e per certi versi innovativi nel circuito italiano, i processi di ristrutturazione e gestione del condominio. A catalizzare gli interessi di tecnici che quotidianamente operano in diversi campi sono sicuramente la volontà di valorizzare l’utilizzo di spazi comuni pensati non solo come luoghi d’incontro ma con una finalità più sociale. “Spazi di solidarietà tra condomini in cui si svolgono attività culturali, di scambio, di aggregazione ricreativa e nello stesso tempo ‘angoli’ dove è possibile ridurre lo stress, la complessità della vita e non ultimo e sempre più attuale, ridurre i costi di gestione della attività quotidiane” hanno spiegato i relatori presenti alla giornata dedicata al Cohousing.
Presenti al tavolo dei relatori numerosi sponsor come Eon, Piquadro Luce, Grimm Sevice Linee, Ariambiente e Casambiente. Importanti i progetti presentati: innovative le possibilità presentate da Ester Biscotti, architetto di giardini che ha parlato del “Verde condominiale”.
Non solo parchi, giardini ma anche piccole aree come pianerottoli, balconi e terrazzi possono trasformarsi in piccole oasi di pace con semplici accorgimenti e la volontà di condividere un’esperienza con chi ti risiede accanto quotidianamente.

 

Un importante e prestigiosa presenza è stata quella di Emanuele Plata, vice presidente di Planet Life Economy Foundation, una onlus senza scopo di lucro che si occupa di dare concretezza ai principi della sostenibilità al fine di includerli nelle dinamiche gestionali dell’impresa facendo attenzione alle reali aspettative dei cittadini. L’obiettivo principale è di promuove la realizzazione di un nuovo modello economico e sociale in grado di creare vero “Valore” superando le tesi contrapposte della “Crescita” o della “Decrescita”.
La Fondazione si rivolge principalmente al mondo delle imprese e della comunicazione, il fulcro, su cui si fonda ogni pensiero ed attività è sempre e comunque il cittadino con le sue esigenze, i suoi sogni, il suo stile di vita, la gioia di vivere e di partecipare.

 

Per ulteriori informazioni
www.eco-network.it

 

Nell’immagine, la CO-House con la pista ciclopedonale rialzata che corre sui garage dei cohousers e sui passaggi verso il parcheggio pubblico, render di progetto dell’azione-pilota di cohousing LeCaseFranche nel forlivese, Flavio Gardini, Simona Zoffoli e Fabrizio Foca dello studio Clusterize

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