Città dell’Altra Economia all’ex mattatoio di Testaccio a Roma

Il progetto di nuovi spazi per attività eque, ecologiche e solidali, realizzato a Roma all’ex mattatoio di Testaccio, opera di riqualificazione e rifunzionalizzazione di strutture di archeologia industriale, ha ricevuto la menzione speciale alla sesta edizione del Premio Internazionale Architettura Sostenibile 2009 durante la premiazione avvenuta lo scorso 27 maggio a Palazzo Tassoni, sede della Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Ferrara.

 

La cittadella dell’Altra Economia è il primo spazio in Europa dedicato al commercio equo e solidale, alla finanza etica, all’energie rinnovabili, alla comunicazione aperta, al turismo responsabile, al riuso e al riciclo. Nel vecchio Mattatoio di Testaccio, autentico monumento di archeologia industriale, l’originalità del programma e i suoi fini etici e sociali si traducono in un’opera che unisce al rigore del restauro una nuova coerente spazialità, che applica i criteri della sostenibilità ambientale, dell’innovazione tecnologica, dell’eco-efficienza.

 

Il progetto dell’architetto Luciano Cupelloni si sviluppa all’interno delle Pese del Bestiame e negli spazi reinventati tra il lungo portico ersochiano del 1888 e le tettoie del 1928, rari esempi romani di strutture in ghisa e ferro. L’edificio ospita, oltre agli spazi espositivi e documentari, dodici distinte attività su una superficie di circa 3.500 mq, ha un fronte di oltre 200 metri, si apre su un’area esterna di pertinenza di circa 8.000 mq, a sua volta parte del Campo Boario che diventerà una nuova piazza di oltre tre ettari. 

 

La risposta progettuale alla domanda di oltre tremila metri quadrati, in luogo di semplici tettoie, è la copertura del distacco tra portico e pensiline con una nuova struttura in acciaio che traduce le tettoie e il vuoto intermedio in un originale spazio coperto, delimitato da un perimetro prevalentemente vetrato. Nello sviluppo lineare il nuovo involucro si fraziona in più “moduli” a massima flessibilità, alternando spazi aperti, soltanto coperti o racchiusi, per evidenziare con chiarezza le parti originarie e quelle dove alla preesistenza si aggiungono nuovi segni ed elementi architettonici. I nuovi spazi sono stati realizzati con struttura antisismica in acciaio in gran parte assemblata in officina per facilitarne il montaggio, staticamente indipendente e reversibile.  

 

L’attenzione al comportamento termico dell’edificio e alle strategie passive ha richiesto un controllo ambientale attento, a partire da condizioni di orientamento e giacitura, ovviamente, non modificabili. Alla protezione del fronte vetrato a sud/est dalla radiazione solare diretta si è unita l’analisi dei flussi aerodinamici indotti dalle aperture frontali, disposte nella zona d’ombra, e dalle aperture alla sommità dei lucernari orientati a nord, che favoriscono il raffrescamento estivo e il ricambio. Alla serie degli shed si affiancano grandi lucernari piani, schermati da una doppia serie di forature, che consentono l’irraggiamento solare soltanto nei mesi freddi, garantendo comunque l’afflusso luminoso. L’ottimizzazione degli effetti termici e dell’illuminazione naturale ha comportato l’impiego di vetrate isolanti stratificate, a riflessione neutra, bassoemissive.  

 

Altre immagini del progetto 

 

Secondo il parere della giuria del Premio Internazionale Architettura Sostenibile, presieduta da Thomas Herzog, “alla scelta responsabile del recupero dell’esistente si è voluto unire una destinazione d’uso e funzioni con elevati fini etici e sociali, traducendo l’intervento in un esempio globale di approccio orientato ai temi della sostenibilità. La sensibilità d’intervento ha mantenuto una chiarezza compositiva tale da evidenziare le parti originarie rispetto ai nuovi elementi architettonici, realizzati in modo da essere completamente reversibili. Al rigore del restauro è stata affiancata una nuova coerente spazialità, che applica i criteri della sostenibilità ambientale, dell’innovazione tecnologica, dell’eco-efficienza combinando le soluzioni passive con l’integrazione di sistemi solari attivi”.

 

SCHEDA PROGETTO

 

Progetto
Città dell’Altra Economia all’ex mattatoio Testaccio

Localizzazione
Roma

Progettista
Luciano Cupelloni

Anno di realizzazione
2007

Committente
Comune di Roma

 

Nell’immagine, veduta esterna della Città dell’Altra Economia a Roma dell’architetto Luciano Cupelloni

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