Città del futuro, i vincitori del concorso Beijing Cityvision

Sono stati annunciati i vincitori del concorso internazionale Beijing Cityvision 2014, il sesto concorso internazionale lanciato da Cityvision e parte del programma annuale 2014, Evolution: the architecture of future mankind.
Il concorso ha lo scopo di immaginare il futuro di Beijing intesa come supercittà (l’unica) che assorbirà le caratteristiche migliori dalle altre città (satellite) e le farà sue per poi rigenerarle secondo un nuovo ed inedito modello globale e utile per tutti.

 

Allo stesso tempo il concorso chiedeva di immaginare chi abiterà questa super realtà e come si saranno evoluti i suoi abitanti. Esisterà una nuova specie risultato del nuovo step evolutivo dopo l’Homo Sapiens? L’evoluzione “naturale” si è probabilmente conclusa con noi e in futuro saremo il risultato di un’ibridazione bio-meccanica e tecnologica che darà inizio ad una nuova fase evolutiva dopo l’Homo Sapiens, che chiameremo Homo Vision.

 

Nel formulare le loro proposte, i partecipanti dovevano tener conto dei tre scenari descritti dalla ricerca annuale – Evoluzione, Involuzione o Estinzione – scegliendone uno o combinandoli tra loro.
Beijing Cityvision Competition ha avuto 102 gruppi iscritti e ha ricevuto 65 proposte provenienti da tutti e cinque i continenti. Le idee di Beijing Cityvision sono state giudicate da una giuria internazionale che ha avuto come presidente Ai Weiwei insieme a Greg Lynn, Sou Fujimoto, Eric de Broche des Combes e Andrea Bartoli con il suo annuale Farm Cultural Park Prize.

 

Quest’anno la giuria ufficiale ha selezionato un primo premio, due secondi premi (ex aequo) e 6 menzioni d’onore. Ecco i risultati:

 

Il primo premio va a Eugene Tan (Singapore) e Vittorio Lovato (New York), con il progetto denominato Beijing: The Moral City. Ai Weiwei in proposito dice che “Beijing: The Moral City è un progetto lucido e preciso nel suo breve testo e illustrazioni, che guarda avanti ed è rappresentato in maniera originale attraverso la sua grafica. Il Morality Software è scherzosamente dirompente e fuori dagli schemi per il modo di fare cinese. Il progetto contesta la riconfigurazione della nostra mente, portando avanti il tema della proporzione in architettura; la proporzione del corpo, la configurazione del nostro corpo fisico sulla forma collettiva…”.


Secondo premio ex aequo a Giulia Lambiase e Filippo Quaranta per il loro Beijingland giudicato da Weiwei “molto speciale, a differenza di molti altri progetti che descrivono, in una comune approssimazione, Beijing come una ‘città globale’ fatta di una ‘sofisticata’ idea o metodologia” e a Jae Woochon per il suo The Great National Diet una narrazione eccentrica e originale, combinazione di bellissimi disegni che rendono questo progetto particolarmente interessante. Nonostante l’idea peregrina di alterare la struttura e la composizione interna del corpo umano, la narrazione mette in evidenza i problemi di immagine corporea dilaganti nella grande parte delle società consumistiche, come Pechino”.

 

Le Menzioni d’onore sono state assegnate a Yuan Gao e Shannon Bassett (The Wall), Melissa Shin e Isaiah Miller (SUPER(inner)CITY), Anthony Harrington, Matthew Radune e Nimet Anwar (urban path), Carlos Peñalver (temple 01), Peiying Ban, Xinwei Zhang, Yunjie Zhou, Jingxuan Hou (content), Andra Stanciu ed Elisabeta Dinu (HUTOPIA).

 

Il Farm Cultural Park Prize ex aequo va a Sarah Mui e Alan Cheung Kwok Iun con il loro The national laboratory for perfect city e ancora una volta ad Eugene Tan e Vittorio Lovato, per il loro progetto Beijing: The Moral City.


Per ulteriori informazioni
E-mail: info@cityvisionweb.com     
www.cityvisionweb.com

 

Nell’immagine di apertura, Sarah Mui e Alan Cheung Kwok Iun, The national laboratory for perfect city, vincitore ex aequo del Farm Cultural Park Prize

 

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