Città contemporanea: annunciati i vincitori del concorso CityVision

CityVision Architecture Competition è un concorso annuale di architettura indetto dall’omonima rivista CityVision Magazine che invita architetti, designers, studenti, artisti e creativi a sviluppare proposte urbane e visionarie con l’intento di stimolare nuove idee per la città contemporanea. Il tutto attraverso idee innovative e metodologie che possano migliorare il legame tra la parte storica, quella contemporanea e la vocazione futura della città favorendo così una corretta evoluzione critica della storiografia architettonica.


Se il futuro è andato perso che passato ci aspetta?
Immaginare come sarà
New York nel suo prossimo futuro se la manipolazione del contesto urbano e dei suoi oggetti architettonici, uniti ai suoi abitanti, venissero influenzati da spazio e tempo: questo il tema dell’ultima edizione che ha visto la partecipazione di 151 progetti provenienti da 32 paesi.
La giuria composta da Joshua Prince-Ramus (REX NY), Eva Franch i Gilabert (Storefront for Art and Architecture), Roland Snooks (Kokkugia), Shohei Shigematsu (OMA NY), Alessandro Orsini (Architensions) e Mitchell Joachim (Terreform One) ha eletto vincitore il progetto di Eirini Giannakopoulou e Stefano Carera (SCEG) di Vigone (Torino), con Hilario Isola e Matteo Norzi (Isola and Norzi) di Brooklyn (NY).
Il secondo premio è andato agli italiani Enrico Pieraccioli  e Claudio Granato. Non sono mancate le menzioni d’onore ai progetti di A. Faoro – F. Rizzetto, J. Tigges – F. Segat – A. Menon – N. di Croce, S. Ferreira Rodrigues Pereira – M. Franco Sêrro Caiado, A. Koetter – J. Rowen – E. Zeifman, Uchida Kazuya, B. Roberts, T. Cukar – C. Lowery e F. Furiassi.

 

Il progetto vincitore immagina la città di New York nel 2076, rendendo omaggio all’artista Saul Steinberg (1914-1999), architetto, illustratore e cartoonist autore nel 1976 della nota copertina del New Yorker intitolata “Veduta del mondo dalla 9th Avenue”, divenuta un’icona della città.
Globalizzazione, preoccupazioni ambientali, nuove politiche economiche e culturali, adattabilità al contesto esistente, temi che rendono difficile immaginare una città ideale futura sostenibile.
Secondo i vincitori, mentre il tema del carbon footprint è ormai divenuto di interesse popolare, poco ancora si muove nella direzione di una sostenibilità ambientale che punti all’autonomia energetica degli agglomerati urbani e che si impegni seriamente nel riciclo dei rifiuti urbani.

 

La visione di “Manhattan Beautiful Dump” parte da queste considerazioni per immaginare un futuro in cui gli americani abbandonano l’atteggiamento not in my back yard e decidono di occuparsi autonomamente dei propri rifiuti ricoprendo l’isola di Manhattan. Da un esperimento tecnologico nasce un nuovo forma di land art: lo skyline più famoso d’America emerge da una collina sinuosa sotto cui i rifiuti vengono utilizzati per produrre energia, i grattacieli diventano camini o condotte per i rifiuti divenuti nel 2076 la risorsa più importante del pianeta, Manhattan rimane beautiful, anche sotto un montagna di rifiuti.

 

I progetti vincitori saranno pubblicati sul numero 7 di CityVision magazine in uscita a settembre 2012.


a cura di Simona Ferrioli


Per ulteriori informazioni
www.cityvision-competition.com/newyork

 

Nell’immagine di apertura, vista del progetto vincitore. © CityVision

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