C’era una Volta

Negli spazi di Metrooffice-Architetti a Firenze inaugura sabato 27 marzo la mostra “C’era una Volta”. L’esibizione presenta 13 opere in grande formato del fotografo e grafico fiorentino Lorenzo Mennonna, una selezione di immagini realizzate all’interno di siti industriali e fabbricativi dismessi e abbandonati, destinati alla demolizione (prossima per alcuni, già effettuata per altri).

 

Il tempo passa inesorabile, e su ogni cosa lascia tracce che devono essere però capite e approfondite, in una società dove il “bello” (o il presunto tale) impera. L’uomo crea, usa, consuma e infine distrugge, in una spirale senza fine.
In un’ottica di documentazione, non soltanto architettonico-archeologica, lo sforzo creativo è quello di restituire a questi luoghi una dignità e una comprensione che vadano oltre la patina dell’invecchiamento e, questo facendo, scoprire sotto strati di polvere e di fango, la “poesia” della luce, dei luoghi e degli anni.
Inoltre, attraverso questa poesia, raccontare la vita nascosta dei giganti che attendono il momento dell’abbattimento, senza ricordarne il momento dello splendore, dell’operosità e della produzione, ma solo gli anni di vita solitaria, quelli in cui mastodonti di cemento, mattoni e ferro, sembrano respirare nel silenzio e nella calma surreale dei loro spazi.

 

“C’era una Volta” è un lavoro in continua evoluzione.

 

Costruzioni pachidermiche e fatiscenti, corrose dal tempo e dalla polvere: e proprio il tempo le reclama come memoria storica attraverso quelle profonde lesioni inferte negli elementi architettonici che le contraddistinguono: strutture in ferro e arcate di mattoni a ritagliare spazi di vita e di lavoro che furono, ormai divelte. Carcasse di auto, bidoni, attrezzature di lavoro ancora allineati contro pareti  senza più intonaco ed avvolti da edere ed erbe selvatiche, ferri contorti: tutto giace  sul selciato di stanzoni vuoti e silenti, privi ormai di ogni presenza umana. Sono fantasmi, residui, frammentarie esistenze di uno scenario che Lorenzo Mennonna si propone di indagare col mezzo fotografico per restituirlo non come  puro ammasso materico ma come palcoscenico semplicemente trasformato. In questa prospettiva tutta personale, gira una  sequenza di immagini e con le sue inquadrature riesce abilmente a raccontare quel lento e inesorabile degrado che dura da decenni portandosi dietro scie di esistenze incomprese. Con i suoi scatti queste strutture palpitano ancora fra quinte di finestre senza vetri, pilastri scorticati come di un incantato proscenio, ed aleggiano in un atmosfera lugubre e morente che nelle sue immagini diventano un microcosmo surreale, quasi come ad ammonirci. Qui vita e morte, nel loro ciclo inarrestabile di disgregazione operata dall’abbandono, sembrano darsi la mano quando l’occhio vigile e raffinato del  fotografo ne percepisce i segnali e ci conduce attraverso un percorso tutto emozionale, verso la  conoscenza di quella che oggi si definisce “archeologia industriale”. Non marmi, non colonne mozzate o capitelli sgretolati, ma graticci di ferri, lamiere, ammassi di oggetti, ‘cose’ abbandonate e sparse ovunque, androni che si succedono e si rincorrono e in cui filtra una luce senza tempo. Ad un visitatore distratto,  questi luoghi spettrali non suggeriscono storia. Soltanto la sensibilità del fotografo ne rintraccia il nesso e  ritesse quei fili con sapienti angolazioni di ripresa, in una lettura nuova, elegantemente grafica talvolta, oppure  semplicemente forma di un verso poetico: segni tangibili e reconditi di una vivezza soltanto sopita… Restituire questi edifici dal torpore diventa per Mennonna quasi uno scopo, una missione. Ed è così che osa oltrepassare la semplice apparenza e varca quelle porte, si arrampica per scale pericolanti, guarda con occhio incantato perfino i rubinetti dei bagni che sembrano stare lì come protagonisti, oggetti metafisici. Si inoltra con pudore e rispetto per questi spazi  esplorandoli e ritraendoli nella loro presente ed esangue trascuratezza, con uno spirito che non è solo fredda documentazione o testimonianza, ma proiezione progettuale, perché no, di uno sperato recupero che il futuro può loro offrire in maniera reale. (Daniela Cammilli)

SCHEDA EVENTO

 

C’era una Volta

 

fotografie di Lorenzo Mennonna

 

Luogo
Metrooffice-Architetti
via Pisana 234 / 202 rosso
Firenze

 

Inaugurazione
sabato 27 marzo 2010
ore 18.00

 

Periodo
27 marzo 2010 – 9 maggio 2010
visibile su appuntamento

 

Per informazioni
Tel. +39 339 5607583        
E-mail: lorenzo@mennonna.com

 

Tel. +39 055 703390        
E-mail: office@metrooffice.it

 

Nell’immagine, una delle 13 fotografie di Lorenzo Mennonna esposte durante la mostra “C’era una Volta”

 

Altre immagini delle opere presentate: 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | 13

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet



Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico