Centro per gli investimenti a Cracovia. Tre domande a Claudio Nardi

Pubblichiamo una breve intervista a Claudio Nardi, vincitore del concorso per il futuro Centro Amministrativo della città di Cracovia.

 

1) Hai ben due progetti in corso a Cracovia: il nuovo museo di arte contemporanea nell’ex fabbrica di Shindler ed il Centro Investitori del Comune, come sta cambiando la città polacca e quale credi sia il tuo contributo al suo cambiamento.
 
Credo che i due progetti in corso, per collocazione, funzioni e linguaggio architettonico, rappresentino qualcosa di totalmente nuovo per la città.
Possono essere un’occasione importante per dare un segnale di innovazione nella “antica” capitale polacca attraverso una trasformazione slegata dalle mode. Tra l’altro si inseriscono in un periodo di forte crescita edilizia che investe l’immediata periferia della città con interventi prevalentemente di tipo residenziale e commerciale, ma fin’ora era un po’ mancato un vero confronto sui temi della ricerca architettonica, specialmente in merito agli edifici pubblici.
Sono infatti pochi gli interventi recenti, e portati a termine, in questo settore, tra quelli più interessanti si potrebbero citare il Japanese Art and Tecnology exhibition hall di Arata Isozaki lungo il fiume Vistola e il Padiglione “Wyspiansky 2000” dei polacchi?Ingarden & Ewy, ambedue edifici di grande, forse eccessiva “solidità”.
A Cracovia molti progetti per edifici di interesse pubblico si sono scontrati, nel recente passato, con un assetto normativo e burocratico di enorme complessità e sono naufragati, anche per questo l’essere arrivati in un anno e mezzo alla gara d’appalto per i lavori del museo è motivo di grandissima soddisfazione, non solo per noi ma anche per l’amministrazione della città.

 

 

2) Nel progetto per il nuovo centro investitori di Cracovia hai abbandonato il rigore del razionalismo che caratterizza le tue architetture per affrontare volumetrie più complesse. Quali sono stati i principi ispiratori del progetto?
 
Mi pare invece che pur nella loro diversità i due progetti, museo e centro investimenti, si esprimano con un linguaggio simile e al tempo stesso nuovo. Tutti e due i progetti nascono attorno al concetto di preesistenza, di limite, alla ricerca di una armonia tra il luogo e le nuove edificazioni. Entrambe sono reinterpretazioni dell’esistente, sia che si tratti delle poderose e numerose alberature dell’area del Coi, sia che siano gli edifici della vecchia Fabbrica Schindler. Poi, certo, la forma risultante è diversa, i materiali accennano a racconti diversi, a diverse suggestioni.

 

3) In questo ultimo progetto per Cracovia emerge una propensione alla leggerezza grazie all’utilizzo del vetro, dell’acciaio e del bianco, cosa ti ha guidato nella scelta dei materiali per questo edificio?
 
Come dicevo prima il progetto è nato intorno agli alberi e le ampie superfici vetrate, così come tutti gli altri materiali, sono pensate per definire la nuova architettura ma anche per riflettere il contesto, quasi a fondersi con esso.

 

 

Fonte: ARCHITETTI numero 3, Marzo 2009, p.4

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