Catalogo Maggioli Musei per due mostre curate da Vittorio Sgarbi

Museo della Follia - immagine parte del Materiale Stampa disponibile sul sito

Maggioli Musei, il nuovo progetto del Gruppo Maggioli che offre ai Musei Comunali e Statali una vasta gamma di prodotti e servizi specifici, ha realizzato i cataloghi di due prestigiose mostre, ora in corso, entrambe curate da Vittorio Sgarbi.

La prima, a Catania, è la mostra itinerante “Museo della follia”, che è già stata ospitata dalla Biennale di Venezia (2011), dai Sassi di Matera (2012) e dal Palazzo della Ragione di Mantova (2015) ed è ora approdata al Castello Ursino (fino al 23 ottobre), prima della prossima tappa di Torino. Questo particolare Museo, nato da un’idea di Vittorio Sgarbi, è realizzato da Giovanni Lettini, Sara Pallavicini, Stefano Morelli e Cesare Inzerillo.

L’esposizione è composta da 68 oli, 12 sculture e 4 disegni di Antonio Ligabue, 26 tra dipinti e collage del pittore contadino Pietro Ghizzardi, varie sculture di Cesare Inzerillo e centinaia di opere, dal XVII secolo in poi, che affrontano la tematica della follia attraverso la storia dell’arte. Fanno parte della mostra anche numerosi documenti e documentari che esplorano il tema, apparecchi per l’elettroshock, apribocca, medicine, ritratti di pazienti psichiatrici e inchieste sugli ospedali psichiatrici giudiziari.

Vittorio Sgarbi ne parla così: “Un repertorio, senza proclami, senza manifesti, senza denunce. Uomini e donne come noi, sfortunati, umiliati, isolati. E ancora vivi nella incredula disperazione dei loro sguardi. Condannati senza colpa, incriminati senza reati per il solo destino di essere diversi, cioè individui”. Il sindaco di Catania ne sottolinea anche la rilevanza civile, che “risiede nella possibilità data ai più anziani di ricordare l’orrore che rappresentò la scoperta dei manicomi e dei reparti per gli irrecuperabili nell’Italia degli anni Settanta, e ai più giovani di comprendere perché non si debba mai tornare indietro”.

La mostra è organizzata in diverse sezioni:
– Tutti i Santi – Le sculture di Cesare Inzerillo
– La griglia – Fotografie, dipinti e neon
– Sala dei Ricordi – Oggetti abbandonati
– Franco Basaglia
– O.P.G.
– Antonio Ligabue – Pietro Ghizzardi

La seconda mostra di cui Maggioli Musei ha realizzato il catalogo si tiene invece al Palazzo della Ragione di Padova. Si tratta dell’esposizione del busto di San Lorenzo, terracotta solo recentemente attribuita a Donatello e per la prima volta esposta al pubblico. Con questa mostra (aperta fino al 25 settembre) Vittorio Sgarbi ha inaugurato il ciclo “Padova 2016. Le mostre di Vittorio Sgarbi”, realizzate dal comune di Padova.

Insieme al busto di San Lorenzo sono esposte altre sculture di dello stesso artista, in modo da poterle confrontare tra loro. Si trovano infatti in esposizione opere come la statua equestre del Gattamelata, e l’altare e il crocifisso bronzeo realizzati per la Basilica di Sant’Antonio.

Sgarbi parla della rilevanza di Donatello in questi termini, spiegando quindi anche l’importanza di questa mostra nel contesto padovano: “C’è una grande differenza fra l’arrivo a Padova di Giotto, ai primissimi del Trecento, e quello dell’altro grande artista che vi arriva un secolo mezzo dopo, appunto Donatello. Giotto lascia opera di inaudita grandezza, ma non crea una bottega, un seguito locale di allievi; Donatello, invece, istituisce a Padova una vera e propria scuola, diffonde un mestiere rinnovato e un gusto che si instaurano immediatamente nell’ambiente locale. Se per la lezione di Giotto valeva la discontinuità, per Donatello prevale la continuità: per circa un secolo, dall’epoca umanistica a quella manierista, Padova diventa una capitale della scultura italiana, punto di mediazione tra influenze toscane e lagunari. Il fatto che si tratti prevalentemente di sculture di dimensioni ridotte non intacca affatto il senso di questa valutazione, evidenziando anzi la particolarità specifica della produzione locale.”

Due mostre quindi molto diverse tra loro ma allo stesso modo importanti, accomunate non solo dallo stesso curatore ma anche dalla firma Maggioli Musei (www.maggiolimusei.it) che ne ha realizzato i cataloghi.

Leggi anche Beni culturali, Maggioli Musei per lo sviluppo dei musei italiani.

 

L’immagine di apertura è parte del Materiale Stampa disponibile sul sito internet del “Museo della Follia”.

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