Castel Sant’Angelo Roma: scopri i suoi segreti

Una veduta della zona di Castel Sant'Angelo in un dipinto di fine XVII secolo
Una veduta della zona di Castel Sant'Angelo in un dipinto di fine XVII secolo

Il Castel Sant’Angelo di Roma, o Mausoleo di Adriano, ha aperto le sue porte più segrete ai turisti più curiosi. Sono infatti stati recentemente aperti per le visite guidate ambienti come il “Passetto di Borgo”, le prigioni e la “stufetta”, o sala da bagno, di Clemente VII. Questi luoghi solitamente risultano chiusi per ragioni di sicurezza, ed è per questo che saranno aperti, per la prima volta in assoluto, solo per un periodo limitato e per un numero di persone abbastanza ridotto: un’occasione da non perdere.

L’itinerario prevede tappe davvero particolari. Il Passetto di Borgo è il camminamento di 800 metri che collega il Castello ai Palazzi Vaticani, e che serviva ai Papi per mettersi al riparo in caso di imminente pericolo. In particolare, è proprio questo il percorso segreto che consentì a Clemente VII di salvarsi dalle violenze dei lanzichenecchi durante il Sacco di Roma (1527). Il tragitto è caratterizzato da feritoie che permettono di avere scorci esclusivi sulla città.

Le tappe successive, raggiungibili tramite una ripida scaletta, sono le Prigioni Storiche, create nel Cinquecento da Alessandro VI Borgia, le antiche Oliare, ovvero i depositi alimentari del castello, il cortile di Leone X, il locale detto “del Forno”, e infine la Stufetta di Clemente VII. Questo piccolo spazio è un ambiente davvero particolare: è sì una sala da bagno, ma nobilitata dagli affreschi della bottega di Raffaello Sanzio.

L’iniziativa “Il Castello Segreto”, ideata dal Polo Museale del Lazio, proseguirà fino al 20 settembre, con un numero limitato di visite guidate giornaliere (2 in italiano e 2 in inglese) per gruppi di massimo 15 persone. Per informazioni e prenotazioni visita castelsantangelo.beniculturali.it.

 

Nell’immagine di apertura, una veduta della zona di Castel Sant’Angelo in un dipinto della fine del XVII secolo.

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