Case a caso: abusivismo edilizio e dissesto idrogeologico, sempre loro

All’inizio di ottobre 2013 il Governo italiano aveva preso un impegno, attraverso il Ministro Orlando “a dare priorità nell’ambito della legge di stabilità 2014 agli interventi per la difesa del suolo e contro il dissesto idrogeologico”.

 

Il territorio italiano è fragile e sono a rischio oltre il 45% dei comuni italiani (sei milioni di persone) servirebbe una politica preventiva di manutenzione, l’unica soluzione per la salvaguardia dei territori. A questi dati dobbiamo aggiungere i sei milioni e mezzo di edifici a rischio sismico e il dilagare dell’abusivismo: il Riuso, la rigenerazione sostenibile dei territori e delle città, deve diventare un Programma Nazionale, un progetto politico fondamentali nella legge di stabilità e nella futura presidenza dell’Unione”.

 

case a caso

 

Cosa c’è di fatto nella Legge di Stabilità? Alle misure di riduzione del rischio, tutela e recupero degli ecosistemi e della biodiversità vanno le risorse esistenti sulle contabilità speciali relative al dissesto idrogeologico fino a 600 milioni di euro, e 800 milioni di risorse dalle delibere CIPE n. 6/2012 e n. 8/2012 del 20 gennaio 2012. Non troppo tempo fa su Comuni.it è uscito un articolo in cui si analizzano i dati del rischio frane elaborati dal Centro Documentazione e Studi Anci-Ifel che evidenzia come 10 grandi città su 12 siano in zone a rischio frana molto elevato.

 

case a caso

 

Proprio nei giorni scorsi, in seguito agli allagamenti della periferia di Roma, il Sindaco Marino ha sottolineato la gravità della situazione affermando che il problema è l’edilizia casuale, la costruzione di edifici senza regole, oltre alla mancanza di cura del territorio. Prima Porta è un esempio della mancanza di criterio nella costruzione: le conseguenze le abbiamo avute nelle immagini dei telegiornali nel corso del fine settimana appena concluso. Come sappiamo tutti, in Italia si parla molto e si fa poco, per tante cose, non solo per il problema del dissesto idrogeologico. Le leggi non vengono applicate, o non sono sufficienti, e i soldi mancano, o vengono utilizzati male e, diciamo così, “altrove”.

 

case a caso

 

Sul dissesto idrogeologico è più difficile realizzare controlli: il terreno frana anche perché molti terreni sono abbandonati e non coltivati. In altri casi non sono state costruite o manutentate le vie di deflusso delle acque. Ma i controlli vanno fatti. La domanda è: dove sono i soldi?
Per quanto riguarda l’abusivismo edilizio, è un mondo complesso, in cui c’entrano tante “mani”. Il controllo rigido dovrebbe essere fatto, ma da quanto tempo sentiamo parlare, che ne so, di case costruite ai piedi dell’Etna? Il discorso sulle case costruite dove non si può a Roma non è tanto diverso, il rischio (di vita) è sempre elevato. I disastri di questo ultimo mese hanno dimostrato ancora una volta che, nonostante finanziarie, leggi di stabilità e fondi, non siamo in grado di gestire noi né tanto meno il nostro territorio, che ha una forza inadeguata, e se non lo controlli e lo tratti bene, va a finire che spacca tutto.

 

di Enrico Patti

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