Butler House, Andrew Maynard Architects

Tra le linee ondulate della copertura del celebre magazzino MacRobertson di Fitzroy, Melbourne, si nasconde una terrazza che si differenzia da quelle vicine per la presenza di una tettoia e di un manto erboso. Si tratta della sommità della Butler House, opera recente dello studio australiano Andrew Maynard Architects.
I due elementi posti in cima all’edificio definiscono un ambiente architettonico supplementare che sopperisce alla mancanza di spazi aperti che affligge la maggior parte delle residenze urbane.
Le innate carenze di comfort termico ed acustico che caratterizzano le abitazioni ricavate all’interno di edifici produttivi, rendendole generalmente inadatte ad ospitare nuclei familiari tradizionali o, come in questo caso, animati dalla significativa presenza di due giovani ragazzi rumorosi, sono state risolte attraverso un’ingegnosa distribuzione degli spazi interni – all’insegna della flessibilità – che ha consentito di ottenere il giusto equilibrio tra privacy ed intimità domestica.

 

La trasmissione di suoni indesiderati è stato uno dei fili conduttori principali del progetto. La presenza di una scala totalmente “aperta” e a forte sviluppo verticale permetteva ai suoni di raggiungere gli angoli più remoti dell’abitazione, accentuanti ed amplificati dalla onnipresenza di superfici riflettenti in acciaio e cemento. La sfida principale è stata quella di riuscire a ridurre la propagazione del suono senza creare un vero e proprio isolamento – la famiglia apprezzava molto la connessione generata dalla intercomunicazione tra i livelli. La soluzione è stata trovata attraverso l’enfatizzazione dell’aspetto più caratterizzante del progetto e che ha reso questa casa diversa dalle altre: la sua natura verticale.

Una spina ad assetto variabile si snoda verticalmente tra il pavimento e la copertura, generando un isolamento flessibile tra i diversi livelli grazie all’impiego di particolari accorgimenti: pannelli composti da lamelle orientabili che consentono di controllare i gradi di riservatezza; mensole in legno che nel tempo si riempiranno di vari oggetti, offrendo un’ulteriore resistenza alla propagazione del rumore; una striscia di tappeto verde sgargiante che affianca il percorso verticale della spina, introducendo una superficie necessariamente più soffice. La verticalità del sistema distributivo risulta inoltre enfatizzata dal naturale “effetto camino” che durante i mesi estivi induce una ventilazione strategica verso l’alto, convogliando l’aria calda verso lo spazio esterno della terrazza.

Il tetto giardino è posto sulla sommità della spina verticale, all’interno della struttura esistente, la cui copertura è stata semplicemente tagliata “a nodo di cravatta” e rimodellata, minimizzando l’utilizzo dell’acciaio, in modo da consentire l’alloggiamento del nuovo guscio protettivo, – una sorta di aggiornamento “bionico” della struttura di partenza.
Il lifting della copertura ha consentito ai progettisti di rivelare la vera essenza dell’abitazione, nonostante la necessità di mantenere il collegamento con i sottostanti ambienti della casa abbia imposto di contenere l’ingombro del nuovo guscio all’interno della sagoma preesistente. In questo modo, chi cucina le salsicce sul terrazzo può conversare con chi prepara l’insalata in cucina.
L’analisi del contesto ha messo chiaramente in luce che le terrazze confinanti risultano inutilizzate non solo a causa della loro elevata esposizione al sole e al vento, ma anche in ragione della mancanza di una connessione spaziale con i rispettivi alloggi di sotto.

 

Rivestita da uno strato nero di Butynol, la copertura del nuovo guscio riprende le sagome dei tetti adiacenti in termini di dimensioni e passo, aprendosi alle estremità per dare adito a due spazi di risulta a cielo aperto che consentono di osservare la città oltre l’orizzonte.
Il manto erboso di copertura, pratico e vivace, rafforza il contrasto con le lamiere grecate di allumino che rivestono le coperture limitrofe. A porte aperte, la continuità della superficie verde rende invisibile la linea di separazione tra interno ed esterno.

Una lastra di vetro calpestabile, posta a fianco della scala a chiocciola, consente il collegamento visivo con la sottostante zona giorno e offre un significativo apporto di luce solare che genera un suggestivo gioco di ombre e riflessi attraverso i tre piani dell’edificio, regolabile. Anche in questo caso, le lamelle orientabili disposte lungo la spina verticale agevolano il controllo dell’intensità luminosa.

Il piano ammezzato esistente, utilizzato principalmente come tavernetta per i bambini, rappresentava una sorta di “vaso di pandora”, potenzialmente nocivo per il benessere acustico dell’intera abitazione. I progettisti hanno risolto il problema modificando la destinazione d’uso dell’ambiente, ora adibita a camera da letto, e circoscrivendolo con pareti attrezzate in legno che combinano giocosamente letto, armadio e scrivanie, ottimizzando gli spazi senza ostruire le finestre esistenti e lasciando un varco per convogliare luce e aria verso la zona giorno sottostante.
Sull’altro lato della stanza, il muro cieco esistente è stato sostituito da grandi pannelli scorrevoli che forniscono isolamento termico ed acustico in caso di necessità.

La cucina è stata mantenuta e arricchita da elementi d’arredo con funzione di dispensa e di collegamento con la retrostante zona giorno. Incorporando dal basso la nuova scala a chiocciola è stato possibile conferire la giusta spazialità architettonica all’angolo cottura esistente.

The Butler House è stato un progetto di difficile concezione. La natura consolidata dell’edificio esistente ha implicato un approccio progettuale creativo, al fine di sfruttare al meglio le risorse a disposizione. Il risultato è un’abitazione capace di adattarsi e di crescere nel tempo, proprio come la sua famiglia.

 

a cura di Mirco Vacchi

Fotografie
Kevin Hui © 2010

Disegni, diagrammi e testo originale
Andrew Maynard Architects © 2010
www.maynardarchitects.com

 

Altre immagini del progetto (Kevin Hui © 2010)

 

SCHEDA PROGETTO

Butler House

Localizzazione
Fitzroy, Melbourne, Australia

Progettisti
AMA Team
Andrew Maynard
Mark Austin
Tommy Joo

Fotografo
Kevin Hui

Cronologia
Ultimazione lavori: settembre 2010

Superficie Lorda
85mq (nuovo intervento)
44mq (interventi sull’esistente)

Costi
3.700$/mq

Dati Tecnici
Rivestimento esterno: Butynol membrana in gomma | Pannelli di multistrato marino
Rivestimento interno: Boral PremierWood
Persiane e avvolgibili: lamelle orientabili in legno (Cedro rosso occidentale) by Shade Factor
Finestre: porte e finestre in acciaio di Skyrange Engineering
Solaio in vetro calpestabile: Viridian Glass
Opere di falegnameria: Guenther & Reinhardt
Scala a chiocciola: Enzie Spiral Staircases
Tetto: Butynol membrana di gomma
Tappeto: Mr. Carpet
Prato Artificiale: Greenplay Australia

 

Nell’immagine di apertura, vista esterna del nuovo pinnacolo architettonico della Butler House. Foto: Kevin Hui © 2010

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