Bonus mobili, tre domande e tre risposte utili

Finalmente è arrivato il Bonus Mobili: è contenuto all’interno del decreto legge sulla detrazione 50% per le ristrutturazioni (il n. 63/2013, che contiene anche la proroga e l’innalzamento dal 55% al 65% degli sconti sugli inteventi di efficienza energetica sugli edifici).

 

Vai allo speciale Bonus mobili.

 

In estrema sintesi: chi effettua lavori di ristrutturazione edilizia può, in aggiunta alle spese sostenute per i lavori, portare in detrazione sul Modello 730 anche i costi documentabili per l’acquisto di arredi fino a un massimo di 10.000 euro.
Quando si parla di spese documentabili nel Bonus Mobili si intende esattamente la stessa cosa di quanto già avviene per i costi delle ristrutturazioni edilizie: fattura e pagamento tramite bonifico bancario.

 

Il decreto legge n. 63 del 4 giugno 2013 è in vigore dal 6 giugno 2013, per cui tutte le spese per gli arredi sostenute a partire da questa data, purché ovviamente destinate a un immobile ristrutturato, godranno del Bonus Mobili.
Vediamo di dare qualche utile chiarimento su questo tema, presentando ai lettori uno schema simile a quello delle FAQ (per ulteriori informazioni consulta la Pagina Speciale Detrazione 65% su Ediltecnico.it).


Ma chi ha ultimato i lavori edilizi lo scorso anno, può usufruire dell’agevolazione prevista dal decreto legge?
La risposta è affermativa. L’art. 15 del decreto, infatti, stabilisce che la detrazione per l’acquisto dei mobili è riconosciuta ai contribuenti che usufruiscono della detrazione 50% per ristrutturazione. Poiché questa è in vigore dal giugno dello scorso anno, la detrazione per gli arredi si applica anche a chi ha ristrutturato casa nel 2012.


E chi ha eseguito interventi di ristrutturazione, magari a cavallo tra il 2012 e il 2013, ma non ha richiesto la detrazione prevista dal Bonus Mobili (perché ancora non presenta), può sperare di recuperare qualcosa nella dichiarazione dei redditi? Magari avendo conservato le fatture e gli scontrini che attestano l’acquisto degli arredi?
Qui la questione è un po’ più complicata. Posto, infatti, che di norma i provvedimenti non hanno valore retroattivo, il testo del decreto 63/2013 riconosce il Bonus Mobili solo in caso di “spese documentate”. In materia di ristrutturazioni è sempre richiesto il pagamento con bonifico, che deve, peraltro, riportare i riferimenti di legge. Quindi in questo caso l’agevolazione sembra esclusa, salvo ulteriori chiarimenti dall’Agenzia delle Entrate.


Che tipo di arredi rientrano nella detrazione prevista dal Bonus Mobili? Solo quelli in muratura oppure anche altri?
Il testo del decreto legge 63/2013 non pone limitazioni in riferimento alla tipologia dei mobili che è possibile acquistare. L’unico requisito richiesto, infatti, è che si tratti di arredi destinati all’immobile sul quale sono stati effettuati o sono in corso lavori di ristrutturazione per i quali è riconosciuta la detrazione 50%.

 

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