Bonus Mobili: è di nuovo NO al vincolo di spesa tra mobili e ristruttrazioni

Arriva un altro no al doppio vincolo di spesa che lega mobili e ristrutturazione edilizia nel Bonus Mobili. Il Senato ha confermato l’emendamento che dà la possibilità di spendere di più (e non per forza meno) per i mobili rispetto alla ristrutturazione. Ora il testo passa alla Camera per la definitiva approvazione.

 

Martedì 13 maggio, nel corso della discussione per la conversione in Legge del Decreto Casa, il Senato ha approvato l’emendamento 7.4 che elimina il doppio vincolo al bonus mobili, introdotto con l’ultima Legge di Stabilità, che di fatto limitava il bonus alla spesa totale sostenuta per i lavori di ristrutturazione.

 

Grazie al nuovo articolo, questo limite viene esplicitamente escluso, con effetti retroattivi su tutto il periodo di vigenza del bonus mobili.

 

Il testo dell’emendamento infatti recita:
«2-bis. All’articolo 16, comma 2, del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito con modificazioni dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, l’ultimo periodo è soppresso.
2-ter. Per un periodo dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2014 le spese per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di cui all’articolo 16, comma 2, del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, sono computate, ai fini della fruizione della detrazione di imposta, indipendentemente dall’importo delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione che fruiscono delle detrazioni di cui all’articolo 16, comma 1, del medesimo decreto-legge n. 63 del 2013.»

 

Il percorso che ha portato alla votazione favorevole in Senato non è stato semplice e ha richiesto un forte impegno da parte di Federmobili, di Confcommercio Rete Imprese per l’Italia e di FederlegnoArredo, che insieme hanno lavorato per una positiva soluzione del problema, arrivata grazie al diretto interessamento del Governo e del Relatore.

 

In particolare si sono dovute superare alcune rigidità in tema di coperture economiche ed altre di natura più ideologica espresse dal Movimento 5 Stelle, che in aula ha definito il bonus mobili come una vera e propria “regalia a un determinato settore produttivo”; aggiungendo inoltre: “perché dobbiamo individuare solo il settore dei mobili e dei grandi elettrodomestici, e non avere una politica più chiara su quali sono i settori di intervento dell’industria sui quali vogliamo intervenire? Anche perché, come sappiamo, spesso questi mobili sono prodotti all’estero”.

 

Ora il testo di legge, contenente il nostro articolo, passa alla Camera per l’approvazione definitiva e la successiva conversione in legge e pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, che dovrà avvenire entro fine maggio.

 

Fonte: FederLegno Arredo

 

 

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