Bonus mobili 2013, ecco tre chiarimenti su decorrenza e tempistiche

Ricordiamo alcune informazioni importanti sulle tempistiche e sulle situazioni in cui è possibile godere del Bonus Mobili 2013 ovvero dell’agevolazione fiscale del 50% della spesa sostenuta per l’acquisto di arredi da destinare a unità immobiliari  ristrutturate. Intermini di tempistiche ci sono infatti sorti molti dubbi, in quanto la prima formulazione del decreto (che è ancora quella in vigore) non ha chiarito numerose perplessità, tra le quali la data di decorrenza dopo la quale si può sfruttare il Bonus Mobili 2013.


1) Tutto parte dal 6 giugno 2013
L’acquisto di arredi può essere scontato sul Modello 730 usufruendo del Bonus Mobili solo se il pagamento con bonifico bancario è avvenuto a partire dal 6 giugno 2013. Nessuna retroattività ammessa.


2) Lavori e pagamenti terminati ed eseguiti nel 2012
Se hai fatto lavori di ristrutturazione nel del 2012 e hai fatto bonifici bancari perfezionati entro lo scorso anno, non puoi sfruttare il Bonus Mobili 2013. I periodi di competenza fiscale, infatti, sono diversi (i lavori di ristrutturazione e i relativi pagamenti sono infatti di competenza dell’anno 2012, quelli per gli arredi dell’anno 2013): viene meno il collegamento tra lavori di ristrutturazione edilizia e acquisto dei mobili, condizione necessaria per sfruttare l’agevolazione fiscale sugli arredi.


3) I lavori terminati nel 2013 ma senza dichiarazione di chiusura lavori
Se hai iniziato i lavori nel 2013, pagando con bonifico l’impresa edile e gli artigiani coinvolti negli interventi di ristrutturazione, hai diritto al Bonus Mobili 2013 a condizione che:
– la spesa per gli arredi sia stata effettuata con bonifico bancario dopo il 6 giugno 2013;
– anche se terminati, la chiusura lavori non sia ancora stata comunicata al Comune.


I caratteri generali del Bonus mobili 2013
Il decreto legge 63/2013 ha introdotto all’articolo 16 la possibilità per i contribuenti di portare in detrazione un tetto massimo di spesa di 10.000 euro per mobili e arredi, compresi i grandi elettrodomestici “bianchi” (lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi, forni, ecc.), fino a una quota di 5.000 euro rimborsabili in 10 rate annuali di pari importo.

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