Bit.fall: Il flusso d’acqua che rinnova lo spazio

L’acqua, cui siamo soliti pensare come “contenuto che riempie”, sotto input esterni disegna lo spazio tramite la creazione del vuoto. Bit.fall, installazione ideata da Julius Popp come riflessione sulla comunicazione, ed esposta al MoMA di New York, induce a una riflessione ulteriore sul rapporto tra acqua e ambiente circostante. Un ciclo informatico, ovvero di informazioni, e un ciclo liquido, creano lettere e parole, in lingua inglese. Le parole sono pixel d’acqua in caduta verticale: la macchina cerca informazioni sul web, estrae alcune parole in base alla loro forza comunicativa e le trasmette alle valvole che le trasformano in gocce d’acqua. Un modulo orizzontale, appeso al soffitto, dà origine al movimento di caduta tramite tali valvole, programmate con una sequenza di apertura/chiusura, e rilascia gocce d’acqua in tempi prestabiliti, a creare forme predeterminate. Lo spettatore si ferma a guardare la cascata, si interroga su come accade ciò che vede e scopre un’analisi della realtà, del suo significato e del veloce processo che li modifica. Oltre a questo, creando pieni e vuoti, Bit.fall dà vita a un rapporto particolare con lo spazio circostante, poiché lo occupa solo parzialmente. La cascata, catalizzando l’attenzione sulla parola intesa come significante e come forma fisica fatta di pieni e vuoti, può essere utilizzata per la realizzazione di centri di attenzione, e per dare valore all’ambiente in cui è installata, come succede all’interno dello show room della Jeep. Installare Bit.fall in funzione di un ambiente significa accrescere ulteriormente il valore dell’opera di Popp: l’acqua crea un rapporto del tutto particolare con lo spazio architettonico – e, nel caso della Jeep, con un prodotto, immerso in quello stesso spazio. Ne è prova l’utilizzo che è stato fatto di Bit.fall in Karlsplatz a Vienna, nel 2007, in cui la cascata, grazie anche all’illuminazione, diventava polo di attenzione, nella piazza che rappresenta il fulcro dell’espansione urbanistica della città sin dal XVII secolo. Valorizzazione reciproca: questo lo stretto legame che si può instaurare tra Bit.fall – al di là del meccanismo che la costituisce e del messaggio originario per cui è nata, che in sé contiene comunque un rapporto con uno “spazio circostante”, seppur virtuale, il web, un’immensa “opera di architettura” – e un ambiente determinato, ma soprattutto tra quest’ultimo e il flusso d’acqua.

di Giacomo Sacchetti

 

Fonti:
http://www.saatchi-gallery.co.uk
http://www.huffingtonpost.com
http://www.300000kms.com

Video:

Installazione MoMA NY


 

 

Presentazione Bit.fall di Julius Popp
http://www.youtube.com/watch?v=AICq53U3dl8

Installazione per Jeep
http://www.youtube.com/watch?v=Z2LUz2WVcek&feature=related

 

 
Ulteriori approfondimenti sulla tecnologia dei water-walls, sono contenuti nella e-zine n. 7 dal titolo “Acqua” scaricabile gratuitamente dal sito. Il nuovo numero contiene anche un’interessante anteprima sulle novità dell’edizione 2008 di CERSAIE – Salone Internazionale della Ceramica per l’Architettura e dell’Arredobagno, che si svolgerà a Bologna dal 30 Settembre al 4 Ottobre 2008.

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