Bio-Term a setti sottili: isolare con naturalezza

Risparmiare vuol dire saper sfruttare fino in fondo quello che si ha a disposizione. Per costruire la casa occorre cercare le materie prime più semplici e disponibili, come può essere la terra su cui camminiamo, e impastarle in opportune miscele perché da sole possano dare tutte le prestazioni che servono. Bisogna aggiungere acqua e creare un prodotto che deve essere maneggevole, facile da usare e da manutenere, che duri nel tempo e a fine vita non diventi un rifiuto ingombrante. Ottengo così qualcosa di familiare perché so da dove arriva e che fine farà. L’abitazione deve essere realizzata con strutture che garantiscano protezione e comfort ambientale in tutte le stagioni, tenendo lontano pericoli, sbalzi di temperatura, rumore e inquinamento, sprecando meno energia possibile.
E, in questo modo, si inizia già a risparmiare… È con questa filosofia che nasce la gamma Bio-Term di Vincenzo Pilone spa a setti sottili: prodotti in laterizio ad alte prestazioni energetiche, realizzati con miscele di sole argille locali, senza alleggerimenti artificiali, utilizzabili con tecnica classica di posa in opera. La particolarità di questi blocchi è la geometria a setti sottili applicata a impasti tradizionali.
Grazie all’entrata in vigore delle NTC2008 (d.m. 14/01/2008) si possono ora realizzare blocchi portanti in laterizio con setti di spessore inferiore a 8 mm; a parità di percentuale di foratura, ciò significa che si può disporre di un maggior numero di fori nella direzione di attraversamento del flusso di calore disperso attraverso la parete. Si riesce così a sfruttare al meglio la capacità isolante dell’aria (oltre i 15 mm di intercapedine l’aumento di isolamento in proporzione all’aumento di spessore non è più significativo). Applicando poi, dove è possibile, lo sfalsamento dei setti ostacolo la capacità conducente dell’impasto argilloso. La geometria che si ottiene permette di aumentare la resistenza termica del blocco anche più del 30 % di quella di un blocco tradizionale. In questo modo si risparmia su tutti i fronti:
Risparmio ambientale. Le materie prime sono scelte tra quelle tradizionali, di provenienza locale, estratte secondo precisi piani di scavo che garantiscono una rimodellazione più naturale possibile con ripristino ambientale finale del sito sottoposto ad escavazione; l’attività produttiva è in regime di Autorizzazione Integrata Ambientale e il processo è pertanto sotto controllo delle autorità ai fini di ridurre al minimo le emissioni ambientali (inquinamento dell’aria, delle acque superficiali e delle falde acquifere, generazione di rifiuti, emissioni di rumore in ambiente esterno…);
Risparmio energetico invernale. L’abbattimento della conducibilità equivalente del blocco (eq = 0.12÷0.19) riduce la dispersione di calore attraverso le murature;
Risparmio energetico estivo. Ottenere isolamento senza perdere massa significa abbinare bassa dispersione ad alta inerzia termica. Ritardo così l’effetto del calore fornito dall’esterno nelle ore più calde stabilizzando la temperature interne a valori più bassi su tutto l’arco della giornata;
Risparmio sul comfort acustico. La capacità di una struttura opaca tradizionale di abbattere un rumore è fondamentalmente legato alla massa. Ecco quindi che una muratura di sufficiente spessore in laterizio mi consente da sola di rispettare i limiti del d.P.C.M 5/12/1997 (R’w >50dB per i tramezzi di separazione tra le unità abitative);
Risparmio sulla salubrità degli ambienti. Le strutture se ben progettate e realizzate garantiscono la traspirabilità e la protezione dagli agenti atmosferici e la presenza di bassa emissione radioattiva;
Risparmio sulla manutenzione. Questi blocchi in laterizio permettono di realizzare murature di capacità portante a norma di legge (Resistenza > 5 MPa in direzione dei carichi verticali e >1.5 MPa in direzione dei carichi orizzontale nel piano del muro) che conservano nel tempo le prestazioni meccaniche e l’integrità, con limitata manutenzione;
Risparmio nella realizzazione. Sono materiali “poveri” che in applicazioni comuni semplificano la fase di realizzazione. Ecco quindi si possono realizzare murature che rispettano i limiti dell’attuale normativa di risparmio energetico (trasmittanza U<0.33 W/m2 K e massa frontale mf > 230 kg/m2) sfruttando gli aumenti di spessore concessi e incentivati dal d.lgs. 115/2008 e le relative disposizioni regionali (non considerano nei computi per la determinazioni dei volumi, delle superfici e nei rapporti di copertura, la parte eccedente i 30 cm e fino a un massimo di ulteriori 25 cm per gli elementi verticali; si può derogare a quanto previsto dalle normative nazionali, regionali o dai regolamenti edilizi comunali, in merito alle distanze minime tra edifici, alle distanze minime di protezione del nastro stradale nonché alle altezze massime degli edifici) assemblando con tecniche classiche materiali naturali non tossici o pericolosi per la salute di chi li posa e di chi li utilizzerà, evitando il ricorso eccessivo a materiali derivati dal petrolio, limitando i costi e riducendo l’impatto ambientale sia nel processo di produzione che nello smaltimento. Nel panorama delle tecniche costruttive tradizionali italiane è difficile trovare una soluzione più semplice che raggiunga le stesse prestazioni termiche, acustiche e di resistenza strutturale, nonché di protezione al fuoco (REI 240).

 

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Montaggio di una filiera

 

Posa in opera 1 | 2

 

Prova di resistenza meccanica a compressione

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