Biennale di Venezia: Grafting Architecture, Catalonia at Venice

L’Istituto Ramon Llull sarà presente per la seconda volta alla Biennale di Venezia nell’ambito degli Eventi Collaterali con un progetto a cura di Josep Torrents i Alegre: Grafting Architecture. Catalonia at Venice. Questa proposta, scelta da una giuria attraverso un concorso pubblico organizzato dall’Istituto Ramon Llull, vuole mostrare il cambiamento di paradigma che sta interessando l’architettura contemporanea catalana, presentando esempi di una pratica in grado di aggiornare una tradizione ancora viva, proiettandola verso il futuro.


Grafting, ovvero “innesto”, è un processo che prevede l’inserimento di una parte di un albero, con una o più gemme in un ramo o nel tronco, in un altro albero, in modo da generare un’unione permanente tra le due piante, al fine di produrre un nuovo organismo più forte e vigoroso, nuova qualità o eccellenza.
In architettura esistono diversi processi che presentano grande somiglianza con questa pratica botanica. Le strutture preesistenti sono “innestate” da nuovi interventi generando un edificio che unisce e fonde armoniosamente le caratteristiche di ciò che esisteva con il nuovo. È possibile trovare diversi esempi di “architetture innestate” nel corso del secoli, ma è tra la fine del XX e l’inizio del XXI secolo che l’architettura catalana ha prodotto eccellenze in diverse tipologie e a diverse scale.

 

La proposta rappresenta la volontà di riconoscere, apprezzare e riformulare la specificità dell’architettura catalana locale, in contrasto con l’architettura globale e in franchising che è stata dominante negli ultimi anni. Il punto di partenza è Casa Bofarull (1913-1933), una delle opere fondamentali di Josep Maria Jujol (1879-1949). Nel lavoro dell’architetto di Tarragona è possibile identificare un atteggiamento comune a numerosi progetti del secolo scorso basato su un intenso dialogo con le caratteristiche preesistenti (fisiche e non) che consentono al progetto di armonizzare tra loro elementi nuovi e già esistenti, proprio come le talee sono innestate (grafting) in un albero.


Casa Bofarull consente di esplorare un atteggiamento architettonico senza tempo. Ad accompagnarla vi sono IES La Llauna a Badalona (1984-56, Carme Pinós e Enric Miralles), Espai La Lira a Ripoll (2004-11, RCR Arquitectes e Joan Puigcorbé), e lo spazio per il tumulo megalitico/dolmen a Seró (2007-2013, Toni Gironès), progetti lontani nel tempo ma molto vicini tra loro: tutti operano su edifici preesistenti e sono il risultato di una stratificazione in cui i materiali tradizionali vengono reinterpretati e sono inseriti nel loro ambiente innescando un profondo dialogo. Si tratta di progetti complessi e “arricchenti” che riflettono una lunga tradizione architettonica e che aggiungono una pietra miliare temporanea ai luoghi in cui sono costruiti, e non possono essere compresi svincolati dal loro intorno, essendo impossibile separare le parti dal tutto, una sintesi locale-universale vista come forza trainante del progetto.

 

I quattro edifici selezionati consentono una profonda comprensione di un atteggiamento condiviso da altri esempi architettonici. Viene così presentata una selezione di dodici progetti attraverso cui è delineare diversi modi di affrontare problemi diversi: Appartamenti a La Pedrera (1953-1955, Francisco Juan Barba Corsini), restauro della Chiesa di L’Hospitalet (1981-1984, José Antonio Martínez Lapeña & Elias Torres Tur Architects), Caldereria Petita House a Barcellona (2001-2002, Calderon Folch Sarsanedas Arquitectes), Can Framis Museum a Barcellona (2007-2009, BAAS Arquitectura), Juan Apartment a Barcellona (2011, Vora Arquitectura), Auditorium della chiesa di San Francesc a Santpedor (2003-2011, David Closes), tre stazioni della Metropolitana della Linea 9 di Barcellona: Amadeu Torner, Parc Logistica e Mercabarna (2008-2011, Garcés – De Seta – Bonet Arquitectes: Jordi Garcés, Daria de Seta e Anna Bonet, e Ingeniería Tec-4: Ferran Casanovas, Antonio Santiago e Felipe Limongi), Arenys de Munt Health Center – Can Zariquiey (2006-2013, MIAS Arquitectes), Centro Culturale Casal Balaguer a Palma (1996 – in costruzione, Flores & Prats Arquitectes & Duch – Pizá), Vall d’en Joan landfill a Begues (2002 – in costruzione, Enric Batlle, Joan Roig e Teresa Galí I Izard), Torre con 94 unità abitative sovvenzionate (2012 – in costruzione, Josep Llinàs) e il progetto di riqualificazione dell’area di Adhamyia a Baghdad (2012 – in costruzione, AV62 Arquitectos & Pedro García del Barrio & Pedro Azara).

 

Josep Torrents i Alegre, affiancato nella curatela della mostra da Guillem Carabí, responsabile della sezione dedicata a Jujol, e da Jordi Ribas, afferma: “la proposta non è un dibattito sui progetti di conservazione ma esamina un approccio architettonico che genera nuovi ‘strati’ e stabilisce nuove relazioni nei luoghi in cui si interviene. L’ibridazione è un concetto che trasmette l’idea di un nuovo vigoroso organismo che emerge da due organismi combinando i loro componenti originari, e le architetture presentate sono il risultato di queste combinazioni”.
Il filo conduttore dell’evento è la descrizione dei progetti attraverso il processo architettonico e la successiva percezione dell’edificio risultante.

 

Quando il processo di intervento è concluso l’edificio inizia una nuova fase e subisce le trasformazioni dovute all’influenza dell’ambiente, dei suoi utenti e del passaggio del tempo, finché il quotidiano è incorporato nella costruzione. È in questo momento che l’edificio diventa parte del paesaggio. Questa fase è rappresentata, nell’esposizione, da fotografie, schizzi, disegni e modelli, e consente di scoprire i diversi modi di affrontare il processo di grafting attraverso la voce dei progettisti.

 

La seconda parte della mostra enfatizza la percezione della vita di queste nuove architetture; a tal fine sono stati scelti quattro edifici per tracciare un secolo di architettura: Casa Bofarull, l’edificio scolastico La Llauna, La Lira Public Theater Space e lo spazio per il Tumulo megalitico/Dolmen.
Tale percezione è rappresentata attraverso tre diversi canali: 365 days, in cui una macchina fotografica collocata di fronte ai quattro edifici cattura diverse immagini ogni giorno, registrando i cambiamenti ambientali e le attività che si svolgono, tracciando le sottigliezze del passaggio della vita e del tempo; Daily life, in cui una telecamera fissa è posta come una finestra aperta sulla vita che si svolge all’interno degli edifici e Actions, performance artistiche che suggeriscono una diversa percezione degli edifici.


a cura di Federica Maietti


SCHEDA EVENTO
Evento Collaterale della 14. Mostra Internazionale di Architettura
Grafting Architecture. Catalonia at Venice

 

a cura di Josep Torrents i Alegre
con Guillem Carabí Bescós e Jordi Ribas i Boldú


Organizzazione
Institut Ramon Llull


Luogo
Cantieri Navali, Castello, 40 (San Piero di Castello)


Opening
giovedì 5 giugno | ore 18.30


Periodo
7 giugno – 23 novembre 2014


Orari
10.00-18.00
chiuso il lunedì


Per ulteriori informazioni
www.llull.cat

 

Nell’immagine di apertura, Calderon Folch Sarsanedas Arquitectes, Caldereria Petita House, Barcellona, 2001-2002. Foto © Rodrigo Díaz Wichmann

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