Biennale di Architettura 2016, sarà Simone Sfriso il curatore del Padiglione Italia

Il ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, ha annunciato che sarà Simone Sfriso il curatore del Padiglione Italia alla Biennale di Architettura 2016 di Venezia. La scelta è avvenuta a seguito di una procedura di selezione a cui sono state invitate a presentare un progetto espositivo dieci personalità di elevata competenza e professionalità del panorama dell’architettura nazionale.

Sono pervenute proposte curatoriali di grande interesse – spiega il ministro Franceschini – e tutte molto attente alle più avanzate ricerche nell’ambito delle nuove frontiere del futuro urbano, con un’attenzione particolare alle periferie. Il progetto presentato da Sfriso è in linea con il tema scelto dal curatore della mostra internazionale Alejandro Aravena, che indaga la necessità di coniugare l’architettura con l’esigenza di una migliore qualità dell’ambiente edificato, e quindi della vita delle persone”.

La proposta curatoriale di Simone Sfriso, “Taking Care – Progettare per il bene comune”, vuole essere una prova tangibile di come l’architettura possa contribuire a diffondere e rendere efficaci i principi di cultura, socialità, partecipazione, salute, integrazione, legalità in qualsiasi luogo e a qualsiasi scala.

Sfriso è stato scelto nell’ambito della terna proposta dal Direttore Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie urbane. È stato espressamente chiesto ai curatori di affrontare il tema delle periferie e dello sviluppo delle città, in continuità con l’azione del governo che, con la recente riforma del Mibact, ha creato una direzione generale ad hoc nel ministero e approvato norme che incentivano i comuni, anche economicamente, a trasferire molte iniziative culturali dai centri storici alle periferie urbane.

Il tema scelto da Alejandro Aravena per la 15. Mostra Internazionale di Architettura è Reporting from the front: “Ci sono ancora molte battaglie da vincere e molte frontiere che occorre ancora espandere per poter migliorare la qualità dell’ambiente edificato e, di conseguenza, la qualità di vita delle persone. Sono sempre di più le persone sul pianeta alla ricerca di un luogo decente in cui poter vivere e le condizioni per raggiungere tale scopo si fanno di ora in ora sempre più ardue. […] Reporting from the front si propone di mostrare a un pubblico più vasto cosa significa migliorare la qualità della vita mentre si lavora al limite, in circostanze difficili, affrontando sfide impellenti. O cosa occorre per essere in prima linea e cercare di conquistare nuovi territori”.

Va senz’altro vista con favore la scelta del Ministro dei Beni e delle Attività culturali, Dario Franceschini, di scegliere Simone Sfriso quale curatore del Padiglione Italia alla 15esima Biennale di Architettura di Venezia. Una scelta, operata al di fuori del sistema delle archistar, che premia un architetto che, insieme ai suoi colleghi, ha dato prova di saper operare con grande capacità nella contemporaneità e soprattutto nell’architettura ‘sociale’ con tanti progetti per ospedali e centri di accoglienza in zone difficile del mondo lacerate da conflitti”, ha commentato Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, che prosegue: “È sicuramente di fondamentale importanza  che la prossima Biennale abbia come tema la necessità  di coniugare l’architettura con l’esigenza di una valorizzazione dell’ambiente edificato e quindi dell’habitat soprattutto nelle periferie: segno, questo, del fatto che – come da tempo sottolineano gli architetti italiani –  architettura e rigenerazione urbana sostenibile rappresentino sempre di più un binomio inscindibile”.

Simone Sfriso (1966), partner di Tamassociati, è progettista e consulente nei settori dell’architettura bioecologica della riqualificazione urbana e degli spazi pubblici, della pianificazione e direzione dei cantieri urbani, e si occupa degli aspetti progettuali ed esecutivi nei processi di progettazione partecipata e comunicativa. Nel 2013 ha ottenuto il premio Aga Khan per l’architettura per l’eccellenza rappresentata dal Centro Salam di cardiochirurgia in Sudan. Tra i riconoscimenti, anche il premio internazionale Ius-Capocchin per la realizzazione dell’ospedale pediatrico di Port Sudan e il Curry Stone Design Prize per l’insieme della sostenibilità (sociale e ambientale) dei recenti progetti realizzati nel mondo. Nel 2014 ha vinto lo Zumtobel Group Award per l’innovazione e la sostenibilità rappresentate dall’ospedale pediatrico di Port Sudan. È inoltre Architetto Italiano dell’anno 2014.

Per ulteriori informazioni
www.labiennale.org
www.tamassociati.org

Nell’immagine, studio tamassociati, Salam Centre for Cardiac Surgery, Khartoum, Sudan, Aga Khan architecture Award 2013

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