Biennale Arte Venezia. Al Padiglione Italia la scultura di Salvatore Cuschera

Infinita dimensione è il titolo dell’opera inedita dello scultore siciliano Salvatore Cuschera al Padiglione Italia, curato da Vittorio Sgarbi, della 54. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia 2011 all’Arsenale. La scultura monumentale è composta da due elementi speculari in ferro forgiato, saldato e patinato, ed è stata appositamente realizzata per l’evento.

 

Per me è armonia – dice Cuschera commentando la sua creazione – è un’opera completamente priva di tensioni,  in cui traspare quel senso di equilibrio tra elementi naturali e umani, tra energia e luce in cui credo profondamente”.
La figura artistica di Salvatore Cuschera contiene in sé le caratteristiche dello scultore contemporaneo e dell’antico artigiano del metallo. La scultura esposta alla Biennale colpisce per le linee morbide e fluide imposte alle pesanti forme di metallo con una tale semplicità da far sembrare persa ogni loro consistenza e caratteristica.
Nelle sue opere, accanto alla grande energia nella forgiatura di spesse masse di ferro, si coglie la sensibilità per i volumi e la materia e, allo stesso tempo, si percepisce la ricerca nell’ambito della luce e dello spazio per arrivare all’equilibrio di pieni e vuoti, chiari e scuri che caratterizza la sua arte.

 

Cuschera è un artista che negli anni ha saputo sviluppare la sua forza artistica nella costante ricerca dell’assoluto dominio della materia: lavorando principalmente il ferro oltre al legno e alla terracotta, riesce a imporre la sua volontà artistica ad entrambi i materiali, così diversi tra loro per consistenza e duttilità.
“Ogni scultura è per me come un racconto, una visione della vita – spiega l’artista – Il vuoto nelle mie sculture non è mancanza di qualcosa ma frammento di energia, passaggio perenne e continuo di luce e colore. La luce batte sulla superficie delle mie sculture come su un tamburo”.
E la luce, calda e abbacinante della Sicilia, che è stata la compagna dei suoi giochi di bambino e delle sue fatiche di giovanissimo apprendista fabbro, ora è la grande protagonista delle sue opere.
La luce è per lui colore e materia allo stesso tempo e la creazione di spazi e vuoti nel metallo sono un’opportunità unica per poter manipolare la luce e dare ai materiali una lettura completamente diversa, un’altra possibilità di vita.
Luce, aria, materia sono concepiti come elementi imprescindibili, così come il volume, lo spazio e la relazione che s’istituisce fra essi. L’artista forgia imponenti masse di ferro grezzo e le rende parlanti, sculture caratterizzate da geometrie originali, da un forte equilibrio dei pieni e dei vuoti, dalla combinazione perfetta di volumi, netti, definiti ed essenziali. Proprio in queste caratteristiche è contenuta la poetica di Cuschera, legata al tema della specularità e degli opposti: luce e ombra, pieni e vuoti, spazi aperti e spazi chiusi. La loro analisi tende alla ricerca di una dimensione più elevata: il raggiungimento dell’equilibrio e dell’armonia.
Infinita dimensione è un’opera estremamente esemplificativa di questo concetto, i due elementi speculari sono rappresentativi di un dualismo che si estende alla natura, alla terra e al cielo, al buio e alla luce, che riportano ad un gioco di opposizioni armoniche ed equilibrate, che raccolgono e sprigionano una primordiale energia.

 

Salvatore Cuschera nasce nel 1958 a Scarlino, Grosseto. Dopo essersi trasferito con la sua famiglia in Sicilia, nel 1971 inizia a lavorare nella bottega di un fabbro, seguendo contemporaneamente il suo interesse per la pittura e per la scultura. Trasferitosi a Milano nel 1982 si diploma in scultura all’Accademia di Belle Arti di Brera e realizza le prime sculture in ferro colorato. I suoi bozzetti verranno particolarmente apprezzati da Consagra che gli permetterà di realizzare una grande scultura pubblica per il comune di Gibellina (1990-91).
Dall’inizio degli anni Novanta realizza opere in lamiera di ferro verniciato, sintesi di pittura, scultura e architettura e nelle quali è raccolta l’eredità delle Avanguardie russe degli anni Trenta. Nei suoi lavori sono evidenti i richiami al naturalismo e al primitivismo della scultura totemica religiosa africana. Nel percorso artistico di Salvatore Cuschera è evidente una costante ricerca e interesse per la lavorazione del ferro, materiale principe. Tuttavia non sono da sottovalutare le numerose opere realizzate in creta e in legno.
Tra le numerose partecipazioni a mostre collettive si ricordano l’“Atelier del Mediterraneo con Markus Lupertz” a Gibellina nel 1992, la collettiva “Cinquepercinque” al Museo della Permanente di Milano, invitato da Salvatore Scarpitta nel 2000, nel 2002 è tra i vincitori del III Premio Internazionale di Scultura della Regione Piemonte e nel 2005 è invitato alla mostra “La Scultura Italiana del XX Secolo” alla Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano.
Tra le numerose mostre personali realizzate, si ricordano la prima mostra del 1996 alla Galleria Vismara di Milano, la personale alla Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano nel 2004 e nel 2006 la mostra “Salvatore Scarpitta/Salvatore Cuschera” allo Spazio Mazzotta.
Di lui hanno scritto importanti critici d’arte italiani quali Gillo Dorfles, Guido Ballo, Giuseppe Appella e Flaminio Gualdoni.
Attualmente l’artista vive e lavora fra Milano e Tromello in Lomellina.

 

 

SCHEDA EVENTO

 

La Biennale di Venezia. 54 Esposizione Internazionale d’Arte
Salvatore Cuschera al Padiglione Italia

 

a cura di Vittorio Sgarbi

 

Luogo
Biennale di Venezia 2011, Arsenale
Padiglione Italia

 

Periodo
4 giugno – 27 novembre 2011

 

Orari mostra 
martedì – venerdì ore 10.00-18.00
chiuso lunedì

 

Per ulteriori informazioni
Biennale di Venezia
Tel. 041 5218 828
Fax 041 5218 732
www.labiennale.org

 

 

Nell’immagine di apertura, Salvatore Cuschera, Infinita dimensione, 2011, due elementi, ferro forgiato, saldato e patinato, cm 260 x 350 x 440 ciascuno

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