Biennale Architettura 2016, le proposte visionarie del Padiglione Antartico

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Il bisogno di spazio dell’umanità è ineluttabile ed è un fattore chiave nel prevedere cosa ha in serbo il futuro del pianeta. In particolare, uno sguardo attento al futuro dell’Antartide è ora più fondamentale che mai.

L’Antartico è un luogo suggestivo, di grande bellezza e perfezione. Questo luogo prezioso senza dubbio risentirà del riscaldamento globale e dell’innalzamento del livello del mare. Secondo il parere di molti, il clima della terra cambierà così profondamente nei prossimi 100 anni, che sistemi meteorologici e temperature che oggi consideriamo “normali” nella Scandinavia del nord, potrebbero benissimo essere la norma in alcune parti dell’Antartide, rendendolo abitabile da grandi popolazioni forse entro la fine di questo secolo.

L’idea che l’Antartide potrebbe un giorno vedere la produzione di colture, di per sé pone la questione di come architetti e progettisti potranno considerare un futuro globale così stranamente riconfigurato. Poiché è sempre più plausibile che vi sia un futuro in cui queste distese straordinarie di neve e ghiaccio potrebbero essere sfruttate in maniera massiva per necessità, oggi dobbiamo confrontarci con alcuni seri problemi relativi a come potremmo affrontare una realtà così imminente ed estrema.

Alla Biennale Architettura 2016, Hani Rashid con i suoi assistenti di ricerca e studenti della University of Applied Arts Vienna (Die Angewandte), espone una serie di proposte architettoniche visionarie incentrate sulla prospettiva di costruire nuove tipologie e formazioni di comunità per la fine XXI secolo e oltre. Se e quando costruiremo in Antartide, come lo faremo? L’Antartide, come cantiere, è una location in cui esiste l’opportunità di costruire con la conoscenza, l’intelligenza, e con un occhio al futuro del pianeta nella sua interezza.

Le opere in mostra prendono in esame sette scenari in cui l’architettura viene proposta come una potenziale soluzione, invece di contribuire al problema, come ha fatto in certa misura in passato. Le installazioni al Padiglione Antartico sono una vetrina di iniziative per il Deep Future del continente Antartico. Il presupposto del lavoro esposto è focalizzato sulla presa di controllo del futuro del nostro pianeta.

L’Installazione presso il Padiglione Antartico comprenderà sette visioni architettoniche presentate olograficamente, che si concentrano sulle principali sfide da affrontare e su cui indagare. L’architettura affronta problemi e possibilità come le tecnologie costruttive robotiche e di stampa, tecnologie di materiali di bioingegneria, sistemi di approvvigionamento alimentare sostenibili e le loro infrastrutture, la raccolta di energia sostenibile, e una serie di altre questioni chiave che avranno un impatto sul lavoro degli architetti che attraversano il futuro.

La mostra si concentra sulla realizzazione di un’architettura che utilizzi nuove e potenti tettoniche dove la forma architettonica e lo spazio sono parte integrante delle soluzioni da cercare e rendere manifeste nel corso di questo secolo e del prossimo.

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Hani Rashid, partner di progettazione e co-fondatore di Asymptote Architecture di New York. Fin dalla sua istituzione nel 1989, Asymptote ha ricevuto numerosi premi per il design edilizio visionario e per le opere realizzate, progettazioni, installazioni d’arte e ambienti digitali. Dall’ottobre 2011 è professore presso la University of Applied Arts Vienna.

È visiting professor presso numerose università tra cui la Royal Academy of Fine Arts di Copenhagen, il Southern California Institute of Architecture di Los Angeles, la Harvard University Graduate School of Design, il Berlage Institute di Amsterdam e l’Istituto Federale Svizzero di Tecnologia (ETH) di Zurigo. Come Professore Associato di Architettura alla Graduate School of Architecture della Columbia University, ha co-sviluppato il programma di Advanced Digital Design della scuola nel 1991 e co-fondato i Paperless Design Studios nel 1996. Hani Rashid ha ottenuto la Kenzo Tange Chair for Architecture a Harvard e ha fatto parte del comitato direttivo per l’Aga Khan Award for Architecture.

Oggi Hani dirige un dipartimento di ricerca “Deep-Futures” presso l’Università di Arti Applicate di Vienna in Austria. Nel 2000 ha co-rappresentato gli Stati Uniti alla 7° Biennale di Architettura di Venezia. Nel 2004 ha ricevuto la Chair to the Cátedra Luis Barragán a Monterrey, in Messico. Ha conseguito un Master in Architettura presso la Cranbrook Academy of Art di Bloomfield Hills, Michigan. Asymptote Architecture ha ricevuto il prestigioso Premio Frederick Kiesler per l’Architettura e le Arti a riconoscimento dei contributi eccezionali al progresso e alla fusione di arte e architettura. Hani Rashid e la partner Lise Anne Couture stanno attualmente progettando l’Hermitage Modern Contemporary Museum di Mosca, che aprirà nella primavera del 2018.

 

SCHEDA EVENTO
15° Biennale Architettura di Venezia 2016

Antarctica: Re-Cyclical
a frontier in flux
Studio Hani Rashid

Team
Sophie Luger Univ.-Ass. Mag.arch., Joerg Hugo Univ.-Ass. Dipl.-Ing., Eldine Heep Univ.-Ass. Mag.arch., Andrea Tenpenny Executive Assistant (Vienna), Sophie Grell Univ.-Ass. Mag.arch., Reiner Zettl Prof., Julianne Jones Executive Assistant (New York)

Ricerca / Studenti
Mary Denman, Fady Haddad, Johanna Jelinek, Mathias Juul Frost, Jong Hoon Kim, Noemi Polo, Lenka Petrakova, Angelica Lorenzi, Jalal Matraji, Alexander Nanu, Mihai Potra, Dennis Schiaroli, Barbara Schickermüller, Adam Sebestyen, Andrej Strieženec, Colby Suter, Angel Yonchev

Luogo
Padiglione Antartico
Fondaco Marcello, San Marco 3415
Calle dei Garzoni, Venezia

Durata mostra
27 maggio 2016 – 31 luglio 2016

Orari di apertura
dal martedì alla domenica | 12:00-16:00

 

Per ulteriori informazioni
www.studio-hani-rashid.at

 

Nell’immagine di apertura, Antarctica Bioprospecting Station, Lenka Petráková, Studio Hani Rashid.

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