Biennale Architettura 2016, viaggio tra gang e periferie del mondo

biennale architettura 2016 gangcity

Il mondo delle gang raccontato attraverso mostre, performance artistiche, spettacoli, concerti, cinema e incontri. Un viaggio nelle periferie disagiate delle grandi città alla ricerca del profondo legame tra tessuto urbano e fenomeni sociali caratterizzati da illegalità e violenza. È quanto proposto da Gangcity, evento collaterale della Biennale Architettura 2016 aperto fino al 27 novembre 2016 nello spazio Thetis dell’Arsenale Nord.

Leggi anche l’articolo sull’evento collaterale Time Space Existence

Il progetto, coordinato da Fabio Armao, docente di Politica e processi di Globalizzazione dell’Università di Torino, ha lo scopo di divulgare e coinvolgere attivamente a livello internazionale il mondo accademico, la comunità scientifica e artisti di ogni settore per far emergere soluzioni operative innovative e sostenibili al problema dei cluster urbani come terreno fertile per la proliferazione di gang e criminalità.

Gangcity è un programma di ricerca che documenta il fenomeno delle associazioni criminali come forma di controllo dei tessuti urbani periferici nelle grandi città del mondo, con l’obiettivo di studiare processi di riqualificazione, riappropriazione e cura degli spazi pubblici e privati colpiti dal degrado.

Il progetto è volto a rivelare la reciproca influenza tra la violenza e la geografia delle città, prestando particolare attenzione alle gang come gruppi primari che nascono e si diffondono nei ghetti urbani, con un coinvolgimento prioritario di adolescenti. Il registro narrativo che emerge dall’analisi scientifica delle gang si integra con il racconto corale di scienziati sociali, architetti, urbanisti e artisti, attori anch’essi, insieme agli abitanti, dei nuovi cicli di vita di cluster urbani, liberati infine dalla violenza delle gang attraverso le pratiche dell’inclusione sociale, invece che della repressione.

Il progetto si articola in diverse fasi e attività, declinando il percorso di indagine: una mostra fotografica collettiva con 80 scatti dei fotografi Letizia Battaglia, Francesco Cito, Donna De Cesare, Salvatore Esposito, Walter Leonardi, Valerio Polici; una mostra di design sui simboli e sul linguaggio delle gang, per raccontare abbigliamento, tatuaggi, accessori e oggetti di culto caratteristici dei gruppi criminali; un simposio internazionale; un percorso con erogazione di crediti formativi, tra giugno e novembre, con workshop per studenti e cicli di seminari per mettere in rete professionisti di tutti i settori; un programma di iniziative culturali che spaziano dal teatro ai concerti, dalla proiezione di film, documentari e corti alle installazioni artistiche; un concorso fotografico internazionale rivolto agli studenti, chiamati a raccontare per immagini manifestazioni e soluzioni del problema.

La mostra fotografica, a cura di Anna Zemella, intende raccontare da diverse angolazioni quaranta anni di drammatica relazione tra degrado urbano e degrado civile. L’esposizione si sviluppa tra la tragica Palermo di Letizia Battaglia, la Roma borderline dei graffitari di Valerio Polici, la desolazione di Scampia di Salvatore Esposito, la Napoli degli storici fatti di camorra e le visioni dell’Albania di Francesco Cito, le gang dell’America latina di Donna De Cesare, la violenta East Los Angeles di Walter Leonardi.

Ad accompagnare l’esposizione fotografica è una mostra di design, curata da Davide Crippa, docente di Design degli Interni alla Scuola di Design del Politecnico di Milano, che propone un percorso tra i linguaggi, i simboli e i rituali delle gang come parti integranti della quotidianità, sia degli affiliati, sia dei cittadini estranei alle organizzazioni criminali. Ognuna delle opere esposte, realizzate da oltre 20 designer, contiene due valori e più significati: quelli dell’immaginario collettivo e quelli delle gang.

In assenza di forme alternative di socialità e di assistenza, lo spazio urbano può diventare terreno di sviluppo delle gang e si ritrova vittima di un radicale mutamento territoriale, sociale e culturale. È proprio lo studio di questo fenomeno la base di partenza dell’indagine del progetto, che si presenta come piattaforma internazionale di ricerca interdisciplinare per creare azioni di contrasto e di opposizione preventiva alla formazione di Gangcity.

La 15. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, dal titolo Reporting from the front, vede nell’evento collaterale Gangcity un importante progetto internazionale che intende analizzare, studiare e raccontare tutti gli aspetti del legame, tanto stretto e capillare quanto poco conosciuto dall’opinione pubblica, tra criminalità organizzata e tessuto urbano.

 

SCHEDA EVENTO

15. Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia
Evento Collaterale
Gangcity

Promotore
DIST – Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio, Torino

Luogo
Arsenale Nord, Spazio Thetis
Venezia

Periodo
26 maggio – 27 novembre 2016

Orario
11.00-18.00, chiuso lunedì (eccetto 05.9, 31.10, 21.11)
venerdì e sabato | 11.00-20.00 dal 28.5 al 24.9

 

Per ulteriori informazioni
www.dist.polito.it
www.gangcity.it

 

Nell’immagine, Gangcity. Foto © Walter Leonardi.

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet



Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico