Benvenuti nell’era dell’hotel a emissioni zero

L’efficienza energetica degli edifici è un tema sempre più importante per l’edilizia in generale e per le strutture ricettive in particolare: questione di immagine, per una clientela sempre più sensibile ed esigente, ma soprattutto una questione di sostanza, per spendere meno e meglio, rispettando l’ambiente. Appuntamento il 2 ottobre al Cersaie con l’incontro “Hotel ed efficienza energetica”.

 

Nella Riviera romagnola li chiamano “alberghi ecologici”, hotel che soddisfano una serie di requisiti nella gestione dei rifiuti, consumo di acqua, alimenti proposti, addirittura inquinamento acustico. In realtà, quello che si sta muovendo all’interno delle principali catene alberghiere italiane è molto di più rispetto a un – pur prestigioso – marchio di qualità. Entriamo nel campo dell’efficienza energetica tout court, un concetto che sta ricevendo crescente attenzione da parte sia della legislazione – che in Emilia-Romagna per esempio impone il certificato energetico per ogni edificio oggetto di compravendita – sia da parte di un utente sempre più sensibile ai temi della sostenibilità ambientale.

 

Di questo e altro si parlerà in occasione dell’incontro “Hotel ed efficienza energetica”, in agenda al Cersaie il prossimo 2 ottobre (ore 9.30, Galleria dell’Architettura), nell’ambito del ciclo di appuntamenti “Costruire, abitare, pensare”. Inutile negare che gli alberghi sono strutture particolarmente “energivore” ed il tema dell’efficienza rappresenta non solo una questione di immagine, al limite una questione di legge – a breve il certificato energetico servirà anche per la stipula di un semplice contratto di locazione –, ma anche e soprattutto un elemento di competitività.

 

Tra i relatori, l’architetto Andrea Rinaldi, responsabile del Centro Architettura>Energia della facoltà di Architettura dell’Università di Ferrara e l’architetto Paolo Rava, rappresentante dell’Anab e assessore all’Urbanistica presso il Comune di Forlì. È nell’efficienza energetica, peraltro, che l’architettura si lega in modo virtuoso all’ingegneria: perizie, misure, calcoli, spessori; un lavoro complesso che impone all’architetto e all’ingegnere di lavorare fianco a fianco, con l’obiettivo dell’“impatto zero”, un traguardo che è già realtà in alcune strutture d’avanguardia, sia di edilizia pubblica che privata. Proprio a testimonianza di questo rapporto simbiotico tra l’architettura e l’ingegneria in tema di efficienza energetica degli edifici, all’incontro interverrà anche il professor Luigi Martirano, docente al Dipartimento di Ingegneria elettrica dell’Università La Sapienza di Roma.

 

Sullo sfondo, un nuovo modo di concepire il concetto stesso di edificio: la casa, come una persona, ha i suoi punti deboli, le sue particolari esigenze. Anche l’edificio – si potrebbe affermare – ha un proprio “metabolismo”. Si chiama appunto efficienza energetica, e si traduce in un “indicatore di prestazione” (dalla classe A alla classe G) che riunisce tutta una serie di variabili, il più delle volte veri e propri “punti deboli” di un edificio. I vetri ma anche la coibentazione delle pareti, l’isolamento del tetto e del pavimento. Quindi vengono gli impianti – materia appunto per ingegneri – il tipo di caldaia, il sistema di riscaldamento a tubi o a pavimento, ecc. La stessa struttura dell’edificio – secondo alcuni studi addirittura la forma delle stanze – può incidere sul rendimento energetico.

 

La soluzione? Conservare l’energia, anzitutto, ma anche chiedersi come produrla spendendo e inquinando meno, alla luce del fatto che il 40% delle emissioni di anidride carbonica in Europa non dipende dalle automobili ma dagli edifici e dai loro sistemi di riscaldamento e di condizionamento. Dimostrare che l’edificio a emissioni zero non è fantascienza ma un obiettivo realizzabile – e in diversi casi già realizzato – è proprio l’ambizione dell’incontro “Hotel ed efficienza energetica”, che non a caso vedrà l’intervento di Martina Demattio, responsabile dell’Agenzia CasaClima di Bolzano, la provincia d’Italia dove gli edifici “ecologici” sono oramai una realtà diffusa, in un’area peraltro a elevatissima vocazione turistica, dunque ricca di alberghi e strutture ricettive. Un’occasione per conoscere più da vicino qualche esempio eccellente e concreto di cosa si intende per efficienza energetica degli edifici, alberghi compresi.

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