Beni Culturali, Roma: l’Art Bonus, Bulgari e le Terme di Caracalla

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Si è conclusa la prima parte del restauro dei mosaici della Palestra occidentale delle Terme di Caracalla di Roma, iniziato alla fine del 2015 e finanziato da Bulgari con l’Art Bonus (con un investimento di circa 50 mila euro).

I lavori di restauro, curati da Anna Borzomati e Marina Piranomonte e realizzati dalla Soprintendenza speciale per il Colosseo, il Museo nazionale romano e l’Area Archeologica di Roma, hanno riportato alla luce una parte dei mosaici policromi rimasti nascosti per oltre 40 anni da uno strato di terra che li ricopriva interamente.

I mosaici della Palestra delle Terme di Caracalla, che rivestono una superficie di circa 80 metri quadrati, risalgono al III secolo d.C., epoca della costruzione dell’enorme complesso voluto, appunto, dall’imperatore Caracalla. I marmi provengono dai quattro angoli dell’impero: “c’è infatti il porfido egiziano, il giallo antico della Tunisia, il serpentino di Sparta, un bianco del Peloponneso. Un lavoro certosino fatto a mano dagli scalpellini,” sottolinea Marina Piranomonte.

Il restauro di questa porzione, che copre una superficie di circa 25 metri quadrati, si è articolato in diverse fasi: pulitura preliminare (che ha anche permesso il recupero di numerose tessere interrate), consolidamento strutturale del piano del mosaico per evitare cedimenti, pulitura definitiva e stesura di un velo protettivo.

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Come ha sottolineato Anna Borzomati, “Il mosaico era interrato, sono state realizzate diverse fasi di pulitura per rimuovere la terra. La presenza di vecchie stuccature di cemento, presenti nell’intervento precedente degli anni ’40, aveva creato dei difetti di degrado, soprattutto nella parte superiore, dove ci si è concentrati con una pulitura più specifica. Le mancanze sono state integrate con le tessere originarie, recuperate con la setacciatura della terra».

Terminata questa porzione, Bulgari ha annunciato che finanzierà anche la seconda parte del restauro dei mosaici della Palestra. Bulgari è da tempo impegnata nella valorizzazione dei monumenti di Roma, la “sua” città (il primo negozio è stato aperto proprio a Roma nel 1884). Questo restauro, infatti, segue quello del 2013 che ha coinvolto altri mosaici nella parte orientale della Palestra, e si affianca a quello della Scalinata di Trinità dei Monti (costato circa 1,5 milioni), che sarà concluso a settembre.

Intanto, il Soprintendente Francesco Prosperetti ha ricordato come si stiano cercando altri mecenati che possano investire servendosi dell’Art Bonus, e l’intervento più urgente riguarderebbe il recupero dei due pilastri del Calidarium (alti 37 metri) che ora fanno da scena al palco della stagione estiva del Teatro dell’Opera di Roma.

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