Beni Culturali, Ministro Bray: ecco il programma di sviluppo e tutela

Pubblichiamo il documento programmatico del MiBac per lo sviluppo e la tutela dei beni artistici e culturali, illustrato dal ministro per i Beni Culturali e il Turismo, Massimo Bray, alle Commissioni Cultura, nell’ottica del parternariato pubblico-privato per l’utilizzo delle fonti rinnovabili e l’avvio del processo di adeguamento antisismico. Fonte: www.beniculturali.it/mibac.


“La tutela, lo sviluppo e la diffusione dei beni, delle attività, dei valori della cultura si collocano necessariamente al centro degli obiettivi di crescita civile, sociale ed economica del nostro Paese. Del resto, è ormai acquisita la convinzione secondo cui la cultura costituisce un bene comune di straordinaria ricchezza e complessità, che, in tutte le sue diverse manifestazioni, deve essere protetto e potenziato.

 

Ma la cultura non è soltanto uno degli interessi pubblici essenziali, tutelato dalla Costituzione e dai Trattati internazionali. Rappresenta anche l’oggetto di un insieme di diritti fondamentali del cittadino, della persona, delle formazioni sociali: il diritto di accesso al sistema della produzione culturale; il diritto alla più ampia fruizione di tutti i beni culturali, dei prodotti delle attività culturali.

 

Le linee programmatiche del Ministero sono definite partendo da queste premesse di fondo, tenendo conto del lavoro già compiuto nel corso degli ultimi anni.
Occorre, però, compiere passi ulteriori, aumentando gli sforzi per affrontare con coraggio e convinzione le difficili sfide che il Ministero ora ha di fronte.
Le nuove politiche per la cultura italiana dovranno muoversi nel contesto europeo in modo convinto, sottolineando con fermezza alcuni punti essenziali, incentrati sulla peculiarità dei “valori culturali”. Questi impongono di assegnare all’Italia il ruolo di capofila nella espressione di posizioni coerenti con questa impostazione in seno alle istituzioni dell’Unione europea.

 

Una prima importantissima manifestazione di questa precisa linea di azione è costituita dalla sottoscrizione di un documento, predisposto insieme al Ministro della cultura francese, incentrato sulla chiara enunciazione del principio della “eccezione culturale”, applicabile anche al livello delle scelte politiche dell’Unione europea. Nella elaborazione delle regole di libero scambio tra Europa e Paesi Terzi, quali gli Stati Uniti, i prodotti della cultura non possono essere disciplinati come “merci” comuni, ma vanno considerati nella loro esatta natura di espressioni di “valori”.

 

Il ruolo attivo e dinamico della cultura italiana deve essere chiaramente riproposto nel contesto mondiale. Le trasformazioni dello scenario globale avvenute a cavallo del secondo e del terzo millennio non possono che accrescere la necessità di potenziare gli scambi culturali e di promuovere la conoscenza dell’immagine italiana nelle diverse aree geografiche.
La cooperazione dell’Italia con altri Paesi, anche in realtà complesse, rappresenta un fattore importantissimo per agevolare i processi di pace e di ricostruzione. Inoltre, la dimensione internazionale delle politiche per la cultura attuate dall’Italia favorisce l’integrazione, anche all’interno del nostro Paese, tra realtà provenienti da diverse origini.

 

In questa prospettiva, devono essere sviluppati i progetti di cooperazione per il restauro di siti culturali con Giordania, Israele, Palestina, Iraq, Iran, Libia, Tunisia.
Gli indirizzi programmatici del Ministero devono tenere conto anche dei principi di sussidiarietà verticale e orizzontale.
Va osservato, infatti, che i risultati più rilevanti nei campi della tutela e della promozione dei beni e delle attività culturali possono essere realizzati efficacemente solo attraverso un pieno e responsabile coordinamento con le politiche regionali e con le funzioni svolte dagli enti locali.
Gli ambiti di svolgimento di questa cooperazione verticale sono diversificati e utilizzano strumenti molteplici, in relazione ai settori considerati. Ma è in ogni caso indispensabile individuare, allargandone lo spazio operativo, forme virtuose di coordinamento: la presenza di più attori pubblici nel campo della cultura deve rappresentare occasione di accrescimento dell’efficacia complessiva delle azioni istituzionali e non causa di conflittualità, come talvolta è avvenuto in passato.
In questo ambito è necessario rafforzare il coordinamento con il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, per lo svolgimento di azioni congiunti con le regioni e con le istituzioni europee per la promozione della ricerca sul patrimonio culturale.

 

Anche l’importanza, in alcuni casi l’insostituibilità, dei soggetti privati nell’attuazione delle politiche per la cultura deve essere ribadita e accompagnata da azioni concrete.
Il mondo delle associazioni nazionali e locali attive nel campo dei beni e delle attività culturali è particolarmente ampio e ha contribuito in modo straordinario alla diffusione di valori condivisi di tutela e valorizzazione dei beni culturali.
Non solo: anche i contributi offerti individualmente da soggetti privati impegnati nel campo della cultura hanno consentito spesso la realizzazione di iniziative culturali che il settore pubblico, da solo, non avrebbe potuto attivare.

 

Occorre proseguire su questa strada, individuando ulteriori forme di sinergia tra pubblico e privato, senza sovrapposizioni di ruoli e senza “supplenze”, facendo convergere le forze e gli interessi dei diversi soggetti verso obiettivi determinati.
In ogni caso, nella giusta prospettiva della trasparenza e della partecipazione dell’amministrazione e dei processi decisionali di maggiore spessore, vanno ampliate le occasioni di ascolto e di confronto dei soggetti privati, specie di quelli portatori di interessi collettivi e diffusi. Il ricorso a modalità di azione partecipate e, il più possibile, condivise con i cittadini, le categorie e i portatori di interesse potrà infatti, auspicabilmente, contribuire a ricostituire un clima di fiducia della collettività nei confronti delle Istituzioni.

 

In questa cornice di riferimento si collocano, più specificamente, i punti essenziali delle linee programmatiche del Ministero, suddivisi in funzione dei settori più importanti in cui si esplica la missione istituzionale dell’amministrazione”.

 

Linee programmatiche dell’azione del Ministro per i beni e le attività culturali: scarica il pdf.

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