Beni culturali: Il MiBACT è utile?

beni culturali - palazzo altemps

Il 24 maggio è uscito su Artribune un articolo di Stefano Monti che riporta alcune riflessioni sull’utilità del MiBACT (Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo) e che prende le mosse da un ulteriore recente articolo in cui lo storico dell’arte Salvatore Settis affermava che tra qualche anno il MiBACT potrebbe non avere più motivo di esistere.

L’uscita del tanto atteso bando beni culturali per l’assunzione di 500 “professionisti per la cultura” (di cui 130 riservati agli architetti) e le polemiche che ha suscitato a causa dei requisiti troppo restrittivi – è stato infatti definito da più fonti un “concorso per pochi eletti” – ci sembrano una buona occasione per sollevare la questione.

Nell’articolo, basandosi sul confronto tra i risultati raggiunti dalle attività del Ministero e i costi che il mantenimento della struttura richiede, l’autore afferma che il MiBACT probabilmente già da tempo “manca di una raison d’être”. Secondo lui è proprio da qui che bisogna avviare la riflessione, cercando di capire se, negli ultimi anni, il MiBACT abbia ottenuto dei risultati che non avrebbero potuto essere ottenuti attraverso l’azione di altri ministeri. In sintesi, l’efficacia delle azioni ministeriali giustifica i costi che il mantenimento della struttura comporta?

Monti ci ricorda come negli ultimi anni siano state introdotte delle riforme che riguardano le attività culturali, come ad esempio l’Artbonus, ma anche come riforme di questo tipo in realtà non abbiano bisogno di un ministero apposito. Secondo lui, infatti, sarebbe molto più sensato, e utile, che ci fosse un’apposita sezione del Ministero delle Finanze destinata a “individuare discipline fiscali ed economiche volte alla valorizzazione del nostro patrimonio culturale”.

A conferma della sua tesi l’autore riprende quindi le cifre recentemente pubblicate da Roberto Cecchi nel suo “Abecedario” e si chiede se le azioni del MiBACT valgano davvero gli 1,1 milioni di euro annui che il Ministero viene a costare solo per il suo personale, e si chiede se “non sarebbe meglio, per il bene della cultura italiana, che questi fondi venissero desinati a chi la cultura la realizza”.

Le argomentazioni di Monti ci sembrano, in effetti, ben fondate, voi cosa ne pensate?

A questo proposito, leggi l’opinione di Marcello balzani.

 

Nell’immagine di apertura, Palazzo Altemps, Roma, di proprietà del MiBACT.

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