Barozzi Veiga, Fine Arts Museum

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Lo studio Barozzi Veiga firma il progetto del Fine Arts Museum di Chur, Svizzera, come ampliamento dello storico edificio preesistente e attraverso una strategia progettuale che inverte il rapporto tra spazi interni ed esterni, valorizzando lo spazio urbano pubblico attorno agli edifici.

L’ampliamento di Villa Planta, che ospiterà il Bündner Kunstmuseum, è un esercizio di integrazione all’interno del tessuto urbano. Nonostante i limiti stringenti del lotto, il progetto si impegna a ridurre al minimo il suo volume esterno, invertendo l’ordine logico del programma attraverso la realizzazione di un nuovo spazio pubblico che incorpora il giardino che circonda la villa ed è integrato con i giardini degli edifici vicini.

Questa inversione programmatica consiste nel collocare gli spazi espositivi al di sotto del livello del suolo, in modo tale che il volume emergente, sopra il livello stradale, contenga solo gli spazi di accesso pubblico. Il ridotto ingombro del volume permette di estendere il giardino esistente e di migliorare la coesione complessiva dello spazio urbano.

L’ampliamento è un edificio autonomo, indipendente dall’edificio storico, anche se il progetto mira a reinterpretare quei concetti che permettono di stabilire un dialogo architettonico tra i due edifici in un rapporto chiaro e coerente, attraverso un continuum tra la Villa Planta e il suo ampliamento.

Questo dialogo tra preesistenza e nuovo edificio si basa sull’equilibrio che esiste tra le loro strutture classiche, con un chiaro riferimento all’influenza palladiana di Villa Planta e al suo impianto decorativo. Per quanto riguarda l’organizzazione spaziale, entrambi gli edifici presentano un piano di simmetria centrale e utilizzano la geometria come strumento di coesione. Nell’ampliamento, questa configurazione classica consente anche di semplificare il sistema strutturale e di organizzare le sale espositive ai livelli inferiori.

Per quanto riguarda l’apparato decorativo, gli ornamenti di Villa Planta evocano le influenze orientali delle sue origini, mentre nell’ampliamento il sistema compositivo delle facciate rafforza la sua espressività e autonomia rispetto alla Villa. Ogni edificio mostra la propria identità sulla base di principi comuni (struttura e ornamento), per rafforzare l’idea di un tutto.

Il processo di eliminazione degli elementi superflui che ha avuto inizio con i progetto per Piloña e Losanna, raggiunge un punto di maturità nel Museo grigionese. Qui struttura, costruzione e divisione programmatica sono uniti in un tutto unico.

SCHEDA PROGETTO
Fine Arts Museum

Localizzazione
Chur, Svizzera

Progettisti
Barozzi Veiga

Architect in Charge
Fabrizio Barozzi, Alberto Veiga

Project Leader
Katrin Baumgarten

Project Team
Paola Calcavecchia, Shin Hye Kwang, Maria Eleonora Maccari, Anna Mallen, Verena Recla, Laura Rodriguez, Ivanna Sanjuan, Arnau Sastre, Cecilia Vielba

Local Architect
Schwander & Sutter Architekten

Superficie
4000 mq

Anno
2016

Fotografie
Simon Menges

 

Per ulteriori informazioni
barozziveiga.com

Nell’immagine di apertura, Barozzi Veiga, vista esterna del Fine Arts Museum. Foto © Simon Menges

 

— english text

The extension of the Villa Planta, which will accommodate the Bündner Kunstmuseum, is an exercise of integration within an urban ensemble. Despite the stringent limitations of the plot, the design strives to minimize its exterior volume by inverting the program’s logical order. Hence, a new public space is generated that incorporates the garden that surrounds the Villa and is integrated with the gardens of the nearby buildings.

This programmatic reversal consists of situating the exhibition spaces below ground level, in such a way that the emerging volume, above street level, contains only the public access spaces. The volume’s reduced footprint makes it possible to extend the existing garden and improves the cohesion of the ensemble.

The extension is understood as an autonomous building, independent from the historical building, even though the design’s main efforts are aimed at reinterpreting those concepts that allow an architectural dialogue to be established between the two buildings in a clear and coherent relationship that is a continuum between the Villa Planta and its extension.

This dialogue between the new and the old buildings is based upon the equilibrium that exists between their classical structures, a clear reference to the Palladian influence in Villa Planta, and to its ornamentation. As for their spatial organization, both buildings present a central symmetrical plan and both use geometry as a tool for cohesion. In the extension, this classical configuration also makes it possible to simplify the structural system and to organize the exhibition halls on the lower levels.

As for the ornamentation system, the Villa Planta’s ornaments speak of the Oriental influences of its origins, while in the extension, the compositional system of the facades reinforces its expressivity and autonomy with respect to the Villa. Each building displays its own identity, based on common principles (structure and ornament), to reinforce the idea of a whole.

The process of the purging of superfluous elements which began with the designs for Piloña and Lausanne reaches a point of maturity in the Bündner Museum. Here, the design strips away everything that is not structure, construction and programmatic division, all united in a single whole.

From the Architects

 

PROJECT INFO
Fine Arts Museum

Location
Chur, Switzerland

Architects
Barozzi Veiga

Architect in Charge
Fabrizio Barozzi, Alberto Veiga

Project Leader
Katrin Baumgarten

Project Team
Paola Calcavecchia, Shin Hye Kwang, Maria Eleonora Maccari, Anna Mallen, Verena Recla, Laura Rodriguez, Ivanna Sanjuan, Arnau Sastre, Cecilia Vielba

Local Architect
Schwander & Sutter Architekten

Area
4000.0 sqm

Project Year
2016

Photographs
Simon Menges

 

For further information
barozziveiga.com

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