Bando per Restauratore di Beni Culturali: ecco i requisiti per partecipare e ottenere punti

È passato già un mese esatto. Però vale ancora, naturalmente. Il 22 giugno 2015 è stato pubblicato il Bando pubblico per l’acquisizione della qualifica di Restauratore di Beni Culturali.

La domanda di partecipazione deve essere compilata e inviata esclusivamente da qui https://ibox.beniculturali.it, altrimenti venite esclusi, entro le ore 12 del 30 ottobre 2015, utilizzando l’applicazione informatica che sarà resa disponibile dal 31 agosto 2015. Le domande incomplete dei dati richiesti e necessari nel modulo verranno considerate inammissibili. Controllate anche la validità dei documenti di identità.

Comunque, se ancora non siete registrati, potete andare su ibox.beniculturali.it, in modo da non incontrare problemi, già riscontrati, relativi ai tempi tecnici di registrazione per la verifica dei dati: il sito consente la registrazione di nuovi utenti che vogliono anticipare la fase della registrazione in attesa della data del 31 agosto, giorno a partire dal quale si può utilizzare l’applicazione per candidarsi alla qualifica di restauratore di beni culturali.
Il sito è comunque aperto, se siete già registrati, e potete vedere le domande (una sorta di FAQ), i dati inseriti e i dati pregressi.

La procedura è stata avviata con la registrazione del 6/8/2014 da parte della Corte dei Conti del D.M. di approvazione delle Linee guida applicative dell’art. 182 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio e la pubblicazione il 12/9/14 del bando per il conseguimento della qualifica di Collaboratore Restauratore.

Per un supporto alla compilazione e alla trasmissione del modulo potete scrivere a: restauratori@beniculturali.it

 

Scarica il bando per la qualifica di Restauratore di Beni Culturali

 

La selezione viene superata con un punteggio pari o superiore a 300 punti, ai sensi  dell’ art. 182, comma I-ter del Codice.

Il Bando per i candidati Restauratori decreta l’iter di procedura, i requisiti e le modalità di partecipazione. Le diverse fasi previste dalla legge verranno espletate una tantum. Tale operazione non potrà essere ripetuta in futuro, dal momento che la natura della disciplina in esame è transitoria, volta alla stabilizzazione di situazioni pregresse o in fieri.

 

Bando per Restauratore: il rifiuto

Dopo la valutazione dei requisiti, se i requisiti minimi vengono ritenuti insussistenti, sarà inviato all’interessato il preavviso di rigetto della domanda, ai sensi dell’articolo 10-bis della legge n. 241/1990. Si potranno presentare entro venti giorni osservazioni e considerazioni, sulla base delle quali verranno adottati i provvedimenti definitivi.

Non si possono comunque presentare nuovi documenti.

 

I requisiti per la partecipazione al bando di Restauratore

(articolo 2 del bando) Alla procedura di selezione pubblica può partecipare chi alla data di pubblicazione del bando sia in possesso dei titoli ed abbia svolto le attività di cui all’allegato B del Codice, conseguiti ed espletati nei termini fissati dal comma I-ter dell’ art. 182 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n 42 e dall’articolo 3, comma 4 del presente bando.

Ai sensi  dell’art. 182, comma I-ter, la procedura di selezione pubblica consiste nella valutazione dei titoli e nell’attribuzione dei punteggi indicati nell’ allegato B del Codice.

Ai fini dell’attribuzione dei punteggi indicati nell’allegato B del Codice:
a) il punteggio previsto dalla tabella 1 dell’allegato B spetta per i titoli di studio conseguiti alla data del 30 giugno 2012, nonché per quelli conseguiti entro la data del 31 dicembre 2014 da coloro i quali risultino iscritti ai relativi corsi alla data del 30 giugno 2012
b) il punteggio previsto dalla tabella 2 dell’allegato B spetta per la posizione di inquadramento formalizzata entro la data del 30 giugno 2012
c) il punteggio previsto dalla tabella 3 dell’allegato B spetta per l’attività di restauro presa in carico alla data di entrata in vigore della presente disposizione e conclusasi entro il 31 dicembre 2014. (ossia, l’attività di restauro presa in carico alla data di entrata in vigore della legge n. 7/2013 (il 14.2.2013) e conclusasi entro il 31 dicembre 2014)

 

I settori di competenza per il Restauratore di Beni Culturali

Per l’individuazione dei settori di competenza per i quali si acquisisce la qualifica di restauratore di beni culturali si applica quanto stabilito al comma 1-novies del citato Art. 182:
a) i titoli di studio di cui alla sezione I, tabella 1, dell’allegato B consentono l’iscrizione nell’elenco, di cui al comma 1, relativamente ai settori di competenza, di cui alla sezione II dell’allegato B, cui si riferiscono gli insegnamenti di restauro impartiti
b) le posizioni di inquadramento di cui alla sezione I, tabella 2, dell’allegato B consentono l’iscrizione nell’elenco relativamente ai settori di competenza cui si riferiscono le attività lavorative svolte a seguito dell’inquadramento
c) l’esperienza professionale di cui alla sezione I, tabella 3, dell’allegato B consente l’iscrizione nell’elenco relativamente al settore di competenza cui si riferiscono le attivita’ di restauro svolte in via prevalente, nonche’ agli eventuali altri settori cui si riferiscono attività di restauro svolte per la durata di almeno due anni.

 

Attribuzione dei punteggi per il bando di Restauratore

Per il bando di Restauratore di Beni Culturali, per l’attribuzione dei punteggi nella tabella 3 dell’allegato B del 241/1990:
– è riconosciuta solo l’attività di restauro svolta dall’interessato, direttamente e in proprio o in rapporto di lavoro dipendente o di collaborazione coordinata e continuativa o a progetto, o nell’ambito di rapporti di lavoro alle dipendenze di amministrazioni pubbliche, con regolare esecuzione certificata nell’ambito della procedura di selezione pubblica
– l’attività svolta deve risultare da atti di data certa emanati, ricevuti o anche custoditi dall’autorità preposta alla tutela del bene oggetto dei lavori o dagli istituti (articolo 9 del decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368), prodotti in occasione dell’affidamento dell’appalto, in corso d’opera o al momento della conclusione dell’appalto, ivi compresi atti concernenti l’organizzazione e i rapporti di lavoro dell’impresa appaltatrice
– la durata dell’attività di restauro è documentata dai termini di consegna e di completamento dei lavori, con possibilità di cumulare la durata di diversi lavori eseguiti in uno stesso periodo

La qualifica di Restauratore di Beni Culturali può essere acquisita:
– in a una selezione pubblica (commi 1-bis ed 1-ter); la possibilità è aperta a gli interessati con i titoli previsti dalle Tabelle 1, 2 e 3 dell’Allegato B al Codice, nella misura ivi stabilita
– dopo aver superato una prova di idoneità con valore di esame di Stato abilitante all’esercizio dell’attività, per coloro che hanno la qualifica di Collaboratore Restauratore di Beni culturali (Comma 1-sexies, comma 1-quinquies, primo periodo): è la modalità che consente di conseguire la qualifica superiore a quelli che hanno già quella inferiore
– attraverso il superamento di una “distinta” prova di idoneità, anch’essa con valore di esame di Stato abilitante, che si svolge presso Università o Accademie di belle arti, a cui possono partecipare quelli che “entro il termine e nel rispetto della condizione previsti dal comma 1-ter (…) abbiano conseguito la laurea o il diploma accademico di primo livello in Restauro delle accademie di belle arti, nonché la laurea specialistica o magistrale ovvero il diploma accademico di secondo livello in Restauro delle accademie di belle arti, corrispondenti ai titoli previsti nella tabella 1 dell’allegato B, attraverso un percorso di studi della durata complessiva di almeno cinque anni.” (comma 1-quinquies, secondo e terzo periodo). È la modalità riservata a quelli che hanno un titolo, universitario o accademico, attinente alla formazione specifica che deve ormai possedere il restauratore.

Queste sono alcune informazioni utili per partecipare al bando di Restauratore di Beni Culturali. Per tutte le informazioni visitate il sito del MiBac.

 

Nella foto: Palazzo Farnese, restauro di dipinti murali e stucchi nella Sala dei Fasti Farnesiani.

 

articolo a cura di Giacomo Sacchetti

 

Scopri il libro “Tecnologie innovative per il restauro dei beni culturali”.

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet



Un commento su “Bando per Restauratore di Beni Culturali: ecco i requisiti per partecipare e ottenere punti

  1. ma scusate, una persona con una laurea in architettura e con vari anni di esperienza, perchè non è riconosciuta come restauratore???? la laurea in architettura vale zero…..secondo la nuova legge dei beni culturali!! ma comè possibile??’

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico