Attorno al Museo: ricerca tecnologica, promozione culturale e territoriale

(di Stefania De Vincentis) Suggerire una riscoperta del luogo museale è un invito che in questo particolare momento della cultura italiana trova una corrispondenza con le modifiche di quello spazio in rapporto alle tecnologie digitali. Che il museo arrivi ad adeguarsi a questo cambiamento, nei sistemi di fruizione dei luoghi del viver quotidiano, più che un’innovazione è una logica conseguenza.

 

A veicolare questi mutamenti intervengono due fattori principali:
– uno scenario contemporaneo dove il cittadino assurge a ruolo di user, ovvero è il destinatario e l’attore dei servizi che permettono un’interazione con la città. Smart city è un ambiente in cui l’accesso ai servizi è fruibile attraverso strumenti digitali, dove l’esser connessi è condizione necessaria per la semplificazione delle attività quotidiane;
– la richiesta di un’offerta personalizzata all’accesso culturale che faciliti la ricezione dei contenuti culturali, e la trasporti in una esperienza condivisibile attraverso il web 2.0 nei canali delle principali piattaforme social (gli stessi Facebook, Twitter, Instagram, Pinterest diventano gli accessori imprescindibili per una efficace comunicazione culturale).

 

Quest’ultimo elemento è l’aspetto su cui realtà museali internazionali hanno giocato la propria strategia di marketing, nel modulare la qualità dell’offerta culturale rappresentata dalla propria collezione. L’imperativo della divulgazione si sposa a quello dell’accessibilità, ai luoghi e alla cultura. Così i musei esasperano il ruolo dell’audio-guida in una veste digitalmente accessoriata e personale lasciando al visitatore la possibilità di tarare la visita museale sui propri gusti e interessi.

 

È il caso del Rijks Museum di Amsterdam che sviluppa un software, il Rijks studio, per navigare all’interno dei capolavori del museo, progettando i diversi aspetti della propria visita, profilandola in base a soggetti e temi in linea con i propri gusti. Il Cleveland Museum of Art, Ohio, affianca alla preview privata del proprio portale web l’esperienza interattiva da vivere in loco. Gallery One è una interfaccia multimediale, composta da dispositivi touch screen, tablet e monitor, che connette in un’unica risorsa digitale l’intera collezione del museo.

 

L’ausilio di devices multimediali se da un lato accresce l’appeal di una collezione stimolando la curiosità del pubblico museale, è però fuorviante sul lato dei contenuti se questi non sono gestiti da un oculato supporto scientifico. Missione che in Italia si propone di portare a termine il MIBACT– Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, attraverso il recente protocollo d’Intesa con il MIUR– Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Al suo interno vengono sancite le linee che collegano la ricerca scientifica universitaria per lo sviluppo tecnologico alla conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale.

 

Restauro sostenibile e sistemi tecnologici di controllo del patrimonio culturale, tecnologie innovative per la didattica nei luoghi della cultura, teche museali high-tech, nuovi servizi di fruizione del patrimonio da parte dell’utenza basati sull’uso della tecnologia e della realtà virtuale sono fra i punti qualificanti dell’Accordo.
Questa direzione ribadisce il nuovo status del contenitore museale, da spazio a luogo fisico per la sperimentazione, la contaminazione e l’interdisciplinarietà delle competenze in favore di una fruizione che alle strategie sostenibili di un marketing culturale abbini quelle sostanziali della divulgazione.

 

Il museo, come laboratorio, è luogo di didattica e formazione permanente, dove la visita guidata si arricchisce di occasioni per il dibattito e l’approfondimento, a tu per tu con l’opera d’arte. Un presupposto questo seguito anche dall’Università di Ferrara che dal 2007 con il supporto di fondazioni statali prima (Ermitage Italia) e comunali ora (Ferrara Arte), invita a riflettere sull’arte, sul collezionismo e sui luoghi della cultura, dilatando il significato di museo nel confronto con casi studio di prestigio nazionale e internazionali.

 

Il Museo. Dentro e intorno è un appello a considerare lo stesso museo come un ambiente dinamico, caratterizzato da relazioni e suscettibile di interpretazioni. Le storie che lo riguardano raccontano di oggetti preziosi ma anche di mercato dell’arte e di nuove professioni.
La creazione di un dibattito oltre che attorno al museo e alla sua gestione, anche e soprattutto dentro il museo innesca il senso di appartenenza legato al proprio patrimonio culturale. 


Stefania De Vincentis, Dipartimento di Studi Umanistici, Università di Ferrara

 

Nell’immagine, Rijks studio. Interfaccia web

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