Assicurazione professionale: gli Ordini al palo, le Compagnie alzano i prezzi

Il dpr 137/2012 (Riforma degli Ordini Professionali) impone l’assicurazione RC professionale come obbligo solo agli Ordini, non alle assicurazioni. Tale lacuna normativa  attribuisce un potere discrezionale molto ampio alle compagnie assicurative: visto che il vuoto normativo riguarda anche i massimali, le Compagnie stesse potrebbero rifiutare la copertura o imporla a prezzi molto cari, per esempio, a un iscritto all’albo che fosse ritenuto “distratto” perché in passato ha ricevuto molte richieste di risarcimento.

 

Gli Ordini si ritrovano quindi a rincorrere le compagnie assicurative, che giocano il ruolo del padrone. Solo gli Ordini sono obbligati ad assicurarsi, le compagnie non sono obbligate ad assicurare: questo significa che gli Ordini devono affrettarsi (entro il 13/8/2013 devono, secondo la normativa, chiudere la questione), le assicurazioni possono prendere tempo e trovare la soluzione più economicamente vantaggiosa per loro, con calma. Anche gli Ordini devono trovarla, ma in fretta.
Una delle preoccupazioni dei rappresentanti di categoria è legata infatti alla contraddizione del doversi assicurare e l’impossibilità di farlo con una copertura totale riconosciuta dalle compagnie. Marina Calderone, presidente del Cup, chiede condizioni standard uguali per tutti, in modo da creare un sistema non basato sulle richieste di risarcimento ricevute in passato.

 

Il problema rimane normativo, al Ministero tocca sbrogliare la matassa: il dpr 137/2012 va modificato.

 

Il dpr di Riforma degli Ordini Professionali affida proprio agli Ordini il compito di stipulare convenzioni con le compagnie assicurative per abbassare i costi del nuovo adempimento. La scadenza entro la quale occorre adempiere a tale obbligo è agosto 2013 (dopo la proroga di un anno voluta ad agosto 2012): oltre quella data , l’obbligo non rispettato costituirà illecito disciplinare. Il 137/2012 dice che l’assicurazione deve essere idonea a coprire i danni derivanti dall’esercizio dell’attività professionale e, come detto, non precisa nulla su massimali, rischi da coprire, franchigie. Tutto è nelle mani degli Ordini anche in questo caso: in sede contrattuale, devono valutare questi elementi insieme con le compagnie.
Gli Ordini sono quindi al lavoro per trovare la compagnia giusta che conceda la convenzione giusta che garantisca costi bassi.

 

Detto questo, è evidente che i problemi segnalati nel 2012 e che avevano imposto una proroga di un anno non sono stati risolti. Si avvicina la scadenza, ci sono ancora 5 mesi, e nulla è stato fatto.

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet



Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico