Grafica, Carlo Scarpa e la forma delle parole al MAXXI
- ‘Carlo Scarpa e la forma delle parole’ (Bellini), in mostra al MAXXI di Roma Immagine 1
- ‘Carlo Scarpa e la forma delle parole’ (Bellini), in mostra al MAXXI di Roma Immagine 2
- ‘Carlo Scarpa e la forma delle parole’ (Brescia), in mostra al MAXXI di Roma Immagine 3
- ‘Carlo Scarpa e la forma delle parole’ (Bellini), in mostra al MAXXI di Roma Immagine 4
Ha inaugurato lo scorso 28 luglio al Museo MAXXI di Roma Carlo Scarpa e la forma delle parole, la prima mostra dedicata alla grafica di Carlo Scarpa (1906-1978), in particolare al suo disegno di caratteri e all’impaginazione delle parole nelle architetture e nelle opere a stampa del grande maestro.
La mostra, esposta al Centro Archivi MAXXI Architettura, è curata da Ilaria Abbondandolo (CISA Andrea Palladio) con il coordinamento generale di Esmeralda Valente. È prodotta dal MAXXI Architettura e promossa dal Comitato Paritetico per la conoscenza e la promozione del patrimonio legato a Carlo Scarpa, dalla Regione Veneto, dal Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio di Vicenza e dall’Archivio di Stato di Treviso.
Se oggi architetto e grafico sono figure professionali distinte, ciascuna specializzata nel proprio campo, Scarpa eredita dalle avanguardie del Novecento una forte attenzione al lettering e all’impaginazione grafica, che egli cura personalmente.
La sua ricerca di caratteri originali, anche quando si basa su geometrie modulari, segni elementari, standardizzabili, non è mai finalizzata alla creazione di un alfabeto universale, quanto alla soluzione, per ogni occasione progettuale, di un problema compositivo specifico e irripetibile.
I lavori esposti coprono l’intera attività professionale di Scarpa e dimostrano come tutte le tipologie architettoniche con cui egli si confrontò lo impegnarono anche come progettista di scritture. Inoltre, Scarpa si cimentò con la composizione di prodotti “cartacei” - materiali di corredo per esposizioni, pubblicazioni e stampati di natura diversa - esordendo con il disegno della copertina di una rivista d’arte (1945) che oggi è presentata al pubblico per la prima volta. Fra le novità della mostra anche la riscoperta del monumento Rizzo, una delle prime prove scarpiane di “archiscrittura”, oggi rinvenuto grazie alla generosa disponibilità di uno degli artigiani di fiducia di Scarpa.
Le maggior parte delle opere provengono dalle collezioni del MAXXI Architettura, che comprendono l’archivio Carlo Scarpa, e da collezioni pubbliche e private del Veneto. In totale 63 opere originali, per lo più inediti; manifesti, bozzetti e prove tipografiche di materiali promozionali per eventi espositivi: prototipi in metallo e legno; la rivista d’arte e un famoso repertorio tedesco di alfabeti appartenuto all’architetto, su cui egli annotò le forme di scrittura preferite per poi sperimentarle nelle proprie “invenzioni”.
Le scritte tuttora esistenti sono illustrate anche da fotografie recenti e dalle loro restituzioni grafiche bidimensionali; quelle scomparse sono testimoniate da scatti fotografici d’epoca. La ricostruzione video di alcune sequenze di disegni permette di calarsi nei panni dell’architetto e di ripercorrerne i processi creativi come se tenessimo in mano la sua matita.
Le iniziali “CS” scelte come icona della mostra sono il frutto di una originale lettura e riscrittura degli alfabeti di Carlo Scarpa: un omaggio all’architetto che è stato disegnato, costruito in cemento e poi fotografato per l’occasione da Francesca Palladini e Lucia Pasqualin.
SCHEDA EVENTO
Carlo Scarpa e la forma delle parole
Luogo
MAXXI, Museo nazionale delle arti del XXI secolo
via Guido Reni 4 A
00196 Roma
Periodo
29 luglio - 25 settembre 2011
Orari
mar-merc-ven-dom 11.00-19.00
gio-sab 11.00-22.00
Per ulteriori informazioni
Tel. 06 322.51.78
E-mail: press@fondazionemaxxi.it
www.fondazionemaxxi.it
Nell’immagine di apertura, Carlo Scarpa, Fondazione Querini Stampalia, Venezia
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