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Tana libera per tutti

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"Le licenze facili e i permessi edilizi fai da te decretano la fine delle nostre malconce istituzioni. Il territorio, la città e l'architettura non dipendono da un'anarchia progettuale che non rispetta il contesto, al contrario dipendono dalla civiltà e dalle leggi della comunità. La proposta di liberalizzazione dell'edilizia, annunciata dal presidente Berlusconi, rischierebbe di compromettere in maniera definitiva il territorio. Ecco perché c'è bisogno di un sussulto civile delle coscienze di questo paese".

 

Questo il testo dell'appello promosso dagli architetti Gae Aulenti, Massimiliano Fuksas e Vittorio Gregotti, sostenuto e diffuso dal quotidiano La Repubblica, in opposizione alle nuove disposizioni in materia di rilancio del settore edilizio proposte nei giorni scorsi dal Governo. Il nuovo progetto di legge si affiancherà alle misure anticrisi del "Piano Casa" offrendo alle Regioni la possibilità di ampliare del 20% la cubatura degli edifici esistenti, di abbattere gli immobili realizzati prima del 1989 per ricostruirli con il 30% di cubatura in più, (fino al 35% per gli interventi di riqualificazione energetica) e di sostituire il permesso di costruire con una perizia giurata di un tecnico. Prevista anche la revisione e la riduzione delle sanzioni, che saranno solo amministrative per gli abusi più lievi e aggravate per quelli riguardanti i beni sotto vincolo. Secondo il Capo del Governo, lo snellimento delle procedure burocratiche e la possibilità di rigenerare il patrimonio edilizio esistente rappresenta "un volano enorme per l'edilizia e le attività collegate.

 

Il Veneto sarà la prima regione a sperimentare le nuove disposizioni. Hanno espresso parere positivo anche Sardegna, Sicilia e Lombardia, mentre appaiono piuttosto scettiche, se non in forte opposizione, molte altre regioni e numerose associazioni ambientaliste, tra cui Legambiente, che denuncia un ritorno “alle "Mani sulla città" di Francesco Rosi, al ricordo di come in barba a qualsiasi norma, Piano o Regolamento edilizio negli anni '60 in Italia, speculatori senza scrupoli hanno potuto ampliare, demolire, ricostruire edifici brutti e insicuri. Sono pagine di storia del nostro Paese che hanno creato edifici e periferie squallide, dove l'edilizia ha creato ricchezza solo per gli speculatori e case invivibili".
Anche l’INU, Istituto Nazionale di Urbanistica esprime preoccupazione offrendo il proprio sostegno ai nuovi provvedimenti “a condizione che incentivi e incrementi si indirizzino verso la realizzazione di edifici bio-sostenibili e energeticamente virtuosi”, e a patto che “eventuali demolizioni e ricostruzioni, del tutto auspicabili come principio, non vadano a detrimento della normale programmazione, anche in termini quantitativi, che ciascuna comunità si è data”.

 

Confindustria-Finco saluta con soddisfazione il nuovo progetto. “Da molti anni sosteniamo la necessità di implementare il progetto di “rottamazione urbana” - Abbattere per Ricostruire - un piano strategico di riqualificazione del patrimonio immobiliare italiano” - afferma la Presidente Giavarini - “Si tratta di un percorso ad ampio raggio che verte su una sinergia tra edilizia pubblica e privata, responsabilizzate da una “regia pubblica” di coordinamento”.
Favorevole, con qualche riserva, anche l’ANCE, Associazione Nazionale Costruttori Edili, ''assolutamente favorevole'' a patto però che ''ci sia il controllo e la gestione di tale provvedimento''. Secondo il presidente Paolo Bozzetti affinché “abbia efficacia il provvedimento deve essere chiaro, con le regioni che lo possano applicare nel più breve tempo possibile. Non siamo per la deregulation selvaggia - dice -, e staremo attenti a vedere l'efficacia dei provvedimenti che saranno applicati”.

 


Anche se il premier assicura che”non ci sarà nessuna cementificazione” e che le nuove misure saranno pienamente rispettose delle norme urbanistiche, il rischio che questa legge porti ad un’inesorabile devastazione del territorio, sostenuta dalla liberalizzazione delle procedure edilizie e dal ridimensionamento del potere delle istituzioni, è senza dubbio un aspetto da non sottovalutare. Soprattutto in contesti urbani già profondamente degradati, che non sembrano trarre nessun giovamento da una legge che è applicabile solo agli insediamenti a bassa densità e con tipologie uni o bifamiliare (che dispongono dello spazio per ampliarsi), non certo alle tipologie di edilizia residenziale prevalenti all’interno delle periferie delle nostre città.

 

Architetti.com sostiene l'appello dei tre architetti Gae Aulenti, Massimiliano Fuksas e Vittorio Gregotti, sottoscrivibile sul sito del quotidiano La Repubblica ed invita i lettori a riflettere sulle conseguenze che potrebbero scaturire da questi nuovi incentivi alla “rottamazione urbana”.

 

Nell'immagine: Botto e Bruno - Under My Red Sky, InstallaZione al Palazzo delle Esposizioni, Roma, dicembre 2000 - gennaio 2001 (http://www.postmedia.net/01/bottobruno2.htm)

 


Fonti: La Repubblica, Il Corriere della Sera, ASCA

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5 commenti per "Tana libera per tutti", lascia anche il tuo

  1. Renzo Marrucci il 23/03/2009 09:35 Per la serietà di una legge…

    Naturalmente con la necessità di far fronte al problema grave della recessione economica, si dovrebbe anche andare incontro alle necessità degli italiani che vivono le esistenti importanti problematicità urbane. Tutto ciò senza schienarsi alle necessità di "portar grasso" ai gruppi economici già molto attivi e agguerriti all'in
    terno delle nostre città, con proposte e realizzazioni allucinogene e bollite. La cementificazione possibile non dovrebbe essere peggiore di quella già esistente... anche se garbatamente paventata da alcune archistar nostrane, più o meno superstar... o di fantomatici e criptici urbanisti della cazzuola… sempre aulicamente nostrana.
    Peggio di come è... francamente è difficile supporre.
    Se il progetto di legge viene incontro ai problemi della città e dei cittadini sarà un
    colpo di salute “evolutivo” alla nostra cultura edilizia e economica, altrimenti si rimane nel mosto a fermentare…con addebito di nuove decomposizioni realizzate.
    Certo, non bisogna creare ulteriori escamotage o vizi di cui siamo già pieni nelle nostre amministrazioni e determinante sarà il loro comportamento nell'applicazione della legge. In Italia c'è tanta architettura minore che non è meno importante di quella cosiddetta monumentale o maggiore vincolata per Decreto. Questa architettura minore, che non concerne solo i Centri Storici, dovrà essere opportunamente tutelata nella sua realtà e bisognerà definire le valutazioni specifiche, per non incorrere in una "lavatura" sciagurata che rischierebbe di essere consentita dalla leggerezza o dalla superficialità di un Decreto legge non particolarmente curato. In Italia si è molto bravi a far passare leggi firmate da qualcuno che lo consenta. Opportunamente normata questa possibilità e organizzate opportune fasce e tipologie di rispetto, sarà possibile avere un campo di azione interessante dove applicare norme per un effettivo rilancio economico del settore edile e anche di sperimentazione possibile. Sarà cioè possibile, quindi, esercitare un campo di azione critica serio e costante, responsabile, anzichè allargare generici proclami di suggestiva preoccupazione morale fondati su generici allarmismi d'occasione.
    Renzo Marrucci
  2. Telamone il 24/03/2009 00:38 Lei davvero crede che un'occasione del genere possa trasformarsi in un "campo di azione interessante dove applicare norme per un effettivo rilancio economico del settore edile e anche di sperimentazione possibile"? Chi sarà ad organizzare queste "fasce tipologiche"? Chi restringerà il campo d'azione della legge? Una legge che disincentiva la riqualificazione energetica facendo prevalere la logica della CUBATURA, del volume e quindi dei soldi, non credo possa aprire nessuna nicchia di sperimentazione, ma soltanto e ancora, come sempre, SPECULAZIONE.
  3. Renzo Marrucci il 24/03/2009 02:38 Io non credo " penso " che potrebbe essere... e dovrebbe essere! Del resto vuole che io prenda in considerazione quello che dicono gli architetti e gli urbanisti che sottoscrivono?
    Ma dove erano in questi decenni? In italia? o dove ? Forse pensavano ai casi loro? O tra le nuvole commissionate da Veltroni? O nello Zen di Palermo? Alla Bicocca? O dove? Al Gratosoglio? O dove? Lei invece crede? Se esiste una opposizione la vedremo e mi farà enormemente piacere... ma da queste voci, abbia pazienza...lei crede? Lei crede che la speculazione abbia solo un colore? Oppure anche lei "pensa"...
  4. Telamone il 24/03/2009 20:02 A dire il vero "credo" in poche cose e "penso" molto, forse anche troppo. Sono un giovane architetto che ha voglia di esprimere un'opinione, sulla base di quello che "legge", "vede", "sente", di solito dopo aver pensato. Ho assoluto rispetto di quello che dice e "pensa" e il mio breve intervento nasce dalla voglia di confrontarmi con qualcuno. Lo so che la speculazione non ha un colore. Sarebbe troppo facile. E so anche che ci sono molte sfumature da tenere in considerazione quando si esprime un'opinione. Apprezzo la sua critica "ottimista" nei confronti di questo disegno di legge, ma non riesco proprio a vederci i presupposti per un rilancio dell'Architettura (con la A maiuscola) in Italia, ma solo dell'edilizia (con la e minuscola). Detto questo...sono disposto a cambiare idea e a rimangiarmi tutto quello che ho detto! E me lo auguro! Al di là dei colori...
  5. Renzo Marrucci il 25/03/2009 08:47 E' senza dubbio lodevole il suo assunto e io lo prendo sul serio. Il suo stimolo è sano e giusto. Bisogna avere il coraggio di fare non per il fare ma di fare pensando agli uomini e all'ambiente e alla città. Il coraggio appunto di non cedere alla stupidità e alla mancanza di senso critico. Facendo quello che anche il cuore suggerisce... Cosa oggi molto facile da simulare e purtropo difficile da realizzare... Ognuno il suo...
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