L’architettura come cardine della Terza Rivoluzione Industriale
Jeremy Rifkin conclude il IV Festival Internazionale di Urbanistica di Bologna.
Si è conclusa sabato a Bologna la IV edizione di Urbania, il Festival Internazionale dell’Urbanistica che per tre giorni ha proposto dibattiti e tavole rotonde sul tema del rapporto fra architettura, territorio e società.
A conclusione della manifestazione, che ha esercitato un notevole richiamo di pubblico, Jeremy Rifkin è stato invitato a svolgere un lectio magistralis sulla Terza Rivoluzione Industriale, per tracciare un quadro d’insieme della critica congiuntura economica, energetica e climatica.
La scelta di concludere il Festival con un tema trasversale al campo strettamente architettonico è dettato dalla volontà di istituire un ponte che traghetterà alla prossima edizione, toccando argomenti e problematiche che vedono certamente coinvolti i massimi sistemi della struttura della società contemporanea, ma di cui il singolo deve ritenersi molto più parte attiva e responsabile di quanto ai più farebbe comodo pensare.
L’incipit di Rifkin ha richiamato alle emergenze planetarie dell’era che l’umanità attraversa in queste ore: l’”Età del Petrolio” ha visto nascere e svilupparsi una società le cui attività vitali si basano sull’utilizzo delle risorse non rinnovabili, fortemente legata a dinamiche di geopolitica volte all’approvvigionamento ad ogni costo -anche e soprattutto di vite, non solo umane- delle fonti di energia, lanciata verso la globalizzazione eppure nel contempo pervasa da uno spiccato individualismo, una società in cui il diffuso dilagare della pratica del credito al consumo -entro cui ogni cellula microeconomica condivide come normale prassi l’usanza di spendere più di quanto si guadagna, consumare più di quanto si produce- si propone come segno della sua decadenza.
La prospettiva a breve termine che Rifkin spalanca alla platea è quella indicata dai maggiori studiosi e scienziati: il crash del sistema petrolifero entro 5-20 anni (il lasso di tempo così relativamente ampio è indice della difficoltà nel potere prevedere gli sviluppi di una situazione inedita nella storia e ricchissima di variabili, i cui legami non sono ancora pienamente conosciuti), l’estinzione in poche decine di anni del 70% delle specie viventi, il tramonto della società così come noi la conosciamo.
Il brusco scossone con cui Rifkin ha accolto le due sale gremite di spettatori non ha avuto, però, carattere di gratuito pessimismo ed allarmismo: ecco, quindi, uno spiraglio, la prospettiva concreta che saprebbe riprendere in mano le sorti del Pianeta.
La Terza Rivoluzione Industriale.
Una rivoluzione distribuita, orizzontale, peer-to-peer.
Una rivoluzione basata sull’attiva partecipazione e responsabilizzazione del singolo cittadino, che diviene primo elemento portante dell’economia energetica, cardine della prossima epoca.
La strategia proposta per l’immediato futuro è basata su quattro capisaldi: energia distribuita e rinnovabile, edificio come modulo minimo di produttività energetica e salvaguardia dell’ambiente, interscambio di energia tramite interconnessione delle cellule produttive, sviluppo della tecnologia dell’idrogeno.
L’edificio diviene, in questa prospettiva, il nucleo produttivo della Terza Rivoluzione: non più un elemento che passivamente ospita attività umane, bisognoso di costante alimentazione in termini di energia e calore e responsabile della maggior parte dell’inquinamento ambientale; l’immobile diventerebbe unità di produzione energetica, sfruttando sole e vento, risorse ovunque reperibili e costanti nel tempo. L’eccedenza accumulabile in alcuni periodi dell’anno o in alcune aree geografiche verrebbe scambiata fra i singoli nuclei con modalità peer-to-peer mutuata dal funzionamento di Internet e già in sperimentazione in alcuni complessi edilizi.
Questo nuovo business-model fondato sulla compravendita di energia permetterebbe anche al sud del mondo, dove le condizioni climatiche favorirebbero l’accumulo di un surplus disponibile allo scambio, di proporsi nel mercato globale con un ruolo non più subalterno, favorendo così una parificazione delle gerarchie globali.
I più clamorosi eventi della storia globale si basano sull’intuizione dell’opportunità che sempre si cela dietro a situazioni deficitarie.
Nel momento in cui comprenderemo l’impellente necessità di compiere anche noi questo passo, la Terza Rivoluzione vedrà il suo inizio.
Alessandra Gola
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