Le macerie rivelano
Si terrà fino al 31 ottobre 2010 la mostra “Le Macerie Rivelano - Inediti archeologici per la storia della città”, selezione tipologica di componenti architettonici di alcuni complessi monumentali tra i più antichi della città ritenuti irrimediabilmente perduti e recentemente tornati alla luce.
È la corte di Palazzo Ignazio Silone, sede della Regione Abruzzo a L’Aquila, ad ospitare la mostra “Le Macerie Rivelano - Inediti archeologici per la storia della città” organizzata dall’Ufficio del Vice Commissario per la messa in sicurezza del Patrimonio Culturale in collaborazione con la Regione Abruzzo.
Si tratta, in particolare, di un percorso articolato su una trentina di pezzi che rappresentano una selezione tipologica di materiali lapidei componenti architettura e apparato decorativo di alcuni complessi monumentali tra i più antichi di L’Aquila, la chiesa di Santa Maria Paganica e la Basilica di Santa Maria di Collemaggio, di cui si erano perse traccia fisica e memoria. L’esposizione propone capitelli, porzioni di colonnine e di altri elementi decorativi, parti di lastre tombali, lacerti di affreschi (in uno in particolare è riconoscibile una testa di Santo con aureola prospettica in foglia d’oro proveniente dalla Chiesa di Santa Maria Paganica e databile alla seconda metà del XV secolo); insomma una selezione di opere che si pensavano irrimediabilmente perdute e che oggi, grazie anche al lavoro di selezione delle macerie effettuato da un team di esperti diretti da un funzionario archeologo della Soprintendenza Archeologica per l’Abruzzo, coadiuvato da architetti e storici dell’arte, sono tornate alla luce. “Questi lavori - spiega il Vice Commissario Luciano Marchetti - sono stati diretti dall’archeologo Vincenzo Torrieri non certo per fare archeologia, non era e non è ancora questo il momento, ma per avvalersi di tecniche idonee per la comprensione dei fenomeni fisici e per la restituzione di tutti gli elementi componenti l’architettura e l’apparato decorativo di complessi monumentali ciclicamente distrutti dai terremoti che fin dalla fondazione hanno interessato la città dell’Aquila”. I materiali esposti, infatti, sono presentati come una mera testimonianza archeologica, con una semplice descrizione della materia del manufatto e degli ambiti culturali di riferimento, senza entrare nel merito dei possibili risvolti storico-culturali. “Ci sembrava giusto - spiega il curatore della mostra Vincenzo Torrieri - riavviare il processo di storicizzazione degli inediti rinvenuti e dare la possibilità a storici, critici, professionisti e addetti ai lavori di esprimersi in merito e, nello stesso tempo, far conoscere a tutti le nostre scoperte, il nostro lavoro: il lavoro di recupero e di rimozione delle macerie post-sisma”.
La mostra è stata inaugurata lo scorso 30 luglio presso Palazzo Silone a L’Aquila alla presenza del Commissario delegato per la ricostruzione e Presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, del Vice Commissario e Sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente e del Direttore Regionale BCP Abruzzo, Anna Maria Reggiani. L’iniziativa è stata illustrata dal Vice Commissario per i Beni Culturali, Luciano Marchetti, dal Soprintendente ai Beni Archeologici per l’Abruzzo, Andrea Pessina e dal curatore della mostra Vincenzo Torrieri; a parlare del lavoro di recupero e sgombero svolto dai Vigili del Fuoco è stato il Direttore Regionale Vigile del Fuoco Sergio Basti e il coordinatore delle squadre SAF Gabriele Miconi.
SCHEDA EVENTO
Le Macerie Rivelano
Inediti archeologici per la storia della città
Luogo
Palazzo Ignazio Silone (sede Regione Abruzzo)
Via Leonardo Da Vinci 4
L'Aquila
Periodo
dal 31 luglio al 31 ottobre 2010
Nell’immagine, Chiesa delle Anime Sante in piazza Duomo l'Aquila, dettaglio della cupola. Foto di Roberto Di Paola (fonte)
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