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Un legge sulla qualità architettonica… ci vorrebbe eccome!

Un legge sulla qualità architettonica… ci vorrebbe eccome!

Dopo l'intervento di Giovanni Corbellini, prosegue il dibattito sul Disegno di Legge sulla Qualità Architettonica con una riflessione di Renzo Marrucci.

 

"Allora speriamo che una legge sulla qualità architettonica non divenga l'ennesima pennellata di grigio che complicherà la vita agli architetti. Si avrà il coraggio di pensare ad un riordino dei ruoli? A disegnare un rapporto serio tra professione e società? In Italia si va per caste, mi dice un caro amico... E quella più forte impone il suo profilo... Fare una legge seria sulla qualità architettonica senza partire dal riordino dei ruoli oggi è quasi assurdo! Non dico impossibile… L’ambito dell’impossibile è quasi vicino alla realtà. Soltanto per i minimi tariffari si son dovuti muovere gli ingegneri, che pratici quanto ti pare, hanno il senso del fondamento della professione... E hanno l'ambizione di fare molto di più di quello che fanno... Mentre una ristretta casta di architetti debitamente iperpompata dagli spot e da giornalisti compiacenti spadroneggia in cerca di eclatanze ipertecnologizzate sull'uomo a due teste...magari anche tre… Altri si interrogano invece sul senso dell'architettura con smarrimento sincero visitando una Biennale sconclusionata che brucia euro su una sottomusica vecchia e ritrita dell'architettura per l'architettura...E tutto ciò dopo la festa recente degli architetti, che a Torino si sono profusi in una vetrina, passerella di ministri e sindaci annessi in un nulla di fatto plateale e sconcertante! E certamente anche questo oneroso… Tutto ciò fa della globalizzazione una giaculatoria ipocrita e sconclusionata...Quale futuro ? Si interrogano i giovani architetti osservando il degrado dei centri storici piccoli e grandi. Il degrado sempre più forte delle periferie... E il territorio ? Continuano gli spot e con gli spot...i TEST nelle Università che avrebbero il compito di selezionare i probabili futuri architetti. Un numero sempre più grande di architetti che cambiano mestiere. Mentre una casta di superstar si spartisce l’etere e onori e costruisce in tutto il mondo a furia di medaglie mentre identità sempre meno forti scadono a confusione travolgendo valori che non saranno più gli elementi su cui costruire il presente a misura umana.
Promuovere la qualità architettonica per qualcuno vorrà dire far fare grattacieli a Kenzo Veloce... Oppure a Robespierre Kukka? Ma possiamo scegliere anche Libero Kid o ENDO o KAPSALA o COOOPER? Oppure qualche altro Super con più studi a giro per il mondo? Ma questa è la globalizzazione di chi? Non si guardano più in faccia gli uomini…Non interessa più studiare il problema di una periferia che si degrada e di un centro storico che si annulla e si desertifica per le speculazioni consentite ai gruppi economici di qualsiasi natura siano… E tutto nasce da sindaci e giunte incantate su quel nome e su l’appeal che ne deriva, il resto è secondario. È qui la festa? Si, la festa è nel programma che non riguarda il cittadino; concerne il potere e quello che ne deriva. Così spuntano grattacieli all’orizzonte come funghi animati solo da una pura operazione economica e non è architettura. Perché esce dalla portata della relazione umana, che si perde nella dimensione del rapporto interno esterno che non esiste più e neppure si ha la possibilità di goderlo perché complessa ne è la vita interna e piena di regole. Avete osservato bene quale rapporto instaura un grattacielo con la città? E con il cittadino? Di quale bellezza si parla? Quale è il punto di vista? Opera eminentemente tecnica a cui l’architetto non può che mettere la trina addolcendone l’asprezza come anche Renzo Piano sperimenta, imbellettandolo uno spazio astratto e simbolico nella città, perché di fatto il grattacielo è sottratto per una forte internità alla vita del cittadino. Una legge sulla qualità dell’architettura ci farebbe bene per pensare, ma forse è ostile alla portata degli uomini di oggi più propensi alla retorica concreta dei numeri che a osservare e capire la realtà".

 


di Renzo Marrucci

a proposito del nuovo Disegno di Legge sulla Qualità Architettonica

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3 commenti per "Un legge sulla qualità architettonica… ci vorrebbe eccome!", lascia anche il tuo

  1. Ciro Fusco il 18/04/2009 11:53 Pur non essendo esperto, non posso che condividere le amare riflessioni di Renzo Marrucci sul disegno di legge sulla qualità architettonica. Sono ormai evidenti in ogni città questi mostruosi funghi che vorrebbero impressionarci positivamente, lasciandoci invece sgomenti per l'arroganza della casta che architetta centri direzionali opprimendo i centri storici e soffocando il cittadino nello smog del relativo traffico urbano.
    Mi auguro che il disegno di legge sulla qualità architettonica avente come obiettivo una migliore vivibilità, non realizzi invece un ennesimo scarabocchio nella nostra società!
  2. Rosalba Terranova il 26/12/2009 14:34 E' vero.E' desolante vedere i frutti di quello che si vuole venga universalmente concepito come ingegno architettonico.Lontano dall'uomo e dalla vita,vicino solo alla celebrazione del singolo ego e alla sua iperbole.
  3. Luciano Sestri il 28/05/2010 14:13 Condivido totalmente il contenuto espresso in questo articolo dall'arch. Marrucci...
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