Green City, un bosco in piazza a Sedriano
- Estratto della planimetria di piazza Gandhi, con collocazione e tipologie delle essenze. A destra, l'elenco delle specie utilizzate, numero di esemplari e numero identificativo nella planimetria Immagine 1
- Particolare del nucleo centrale della piazza, attorno alla fontana in granito bianco di Montorfano. Foto: Elena Sconfietti Immagine 2
- Edicola in legno all?ingresso di uno dei tre settori tematici della piazza. Foto: Elena Sconfietti Immagine 3
- Vialetti in calcestre e leggii didattici. Foto: Elena Sconfietti Immagine 4
La previsione progettuale di un’ampia piazza pedonale di accesso al centro commerciale Bennet e l’esigenza dell’Amministrazione comunale di Sedriano (Milano) di una soluzione che privilegiasse le aree verdi hanno fornito lo spunto per una radicale revisione del concept iniziale, arrivando a sperimentare una soluzione insolita e originale, frutto dell’intuizione di un ecologo e del senso estetico e funzionale di un architetto.
di R. Sconfietti (Dip. Scienze della Terra e dell’Ambiente, Università di Pavia) e M. Salamone (Studio AMS Vittuone, Milano)
Foto di Elena Sconfietti
Pur conservando la struttura progettuale originaria, la geometria del cerchio e della linea curva abbracciano il tema centrale della piazza, che si trasforma in una sorta di esposizione permanente del bosco, in particolare il querco-carpineto, che prende il nome dalle due specie arboree più rappresentate: la farnia, cioè la quercia tipica planiziale, e il carpino bianco.
La scelta del tema vuole essere un omaggio e, allo stesso tempo, un monumento vivo alla foresta che un tempo caratterizzava l’intera Pianura Padana, ma che ora sopravvive solo in piccole chiazze, spesso lungo corsi d’acqua importanti.
Luogo di sosta, di svago, di relazione e di cultura, Piazza Gandhi è caratterizzata dall’alternarsi di un sistema di vialetti in calcestre a forte valenza didattica e con andamento sinuoso, interrotti dagli “assi progettuali” impostati su tre direttrici: via Cesare Pavese da nord, il percorso ciclo-pedonale da ovest e la galleria commerciale a sud-est.
La fontana a cascata, in granito bianco di Montorfano, è il baricentro, verso il quale convergono le direttrici viarie e dal quale si dipartono i tre grandi settori espositivi, presentati da pannelli montati su edicole in legno.
Nei tre settori trovano spazio:
- gli alberi tipici nel settore più grande a sud, cioè le specie autoctone di grandi dimensioni che caratterizzano il querco-carpineto: innanzitutto farnia e carpino bianco, che conferiscono il nome alla tipologia boschiva, accompagnati da olmo, acero campestre e pioppo nero;
- gli arbusti autoctoni nel settore occidentale, attraversato dalla pista ciclabile: nocciolo, biancospino, sambuco, rosa canina, rovo da more e altri, che si ritrovano verso i margini o negli spazi più aperti;
- gli alberi alloctoni nel settore orientale: robinia, quercia rossa, ciliegio tardivo e acero americano, spesso invasivi, che tendono a sostituirsi alle comunità vegetali indigene.
In tutto sono presentate 22 specie arboree o arbustive, per un totale di 43 esemplari. Lungo i vialetti si incontrano numerosi leggii in legno, che riportano le schede botaniche semplificate delle specie presentate, con origini, areale di distribuzione, curiosità. Nell’ampio passaggio centrale attorno alla fontana, pavimentato in eleganti blocchetti di CLS, sono presenti numerose sedute in pietra e isole verdi di arredo. Ai due accessi lungo l’asse principale sono collocati due totem, che richiamano il concept progettuale e le scelte caratterizzanti. La piazza diventa, quindi, luogo di passeggio e momento culturale, dove si è guidati ad una lettura consapevole del monumento vivo al bosco che non c’è (quasi) più.
Pur essendo evidente l’impronta urbana, sia dall’interno che nel percorso di avvicinamento la percezione visiva rimanda ai parchi urbani, richiamati con evidenza dal fondo in calcestre dei vialetti e dai numerosi elementi in legno: i cordoli delle aiuole, le grandi bacheche e i leggii.
Piazza Gandhi, inaugurata il 14 novembre 2011, rappresenta un originale progetto pilota a forte valenza didattico-educativa, che integra in modo armonico arredo urbano e tematiche naturalistiche ed è il risultato della sinergia di competenze molto differenti, che hanno saputo trovare la giusta chiave di dialogo.
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