Design, cultura e progetto. La parola a Roberto Semprini
- Ricordi d'infanzia Immagine 1
- Ingresso dello Studio Galleria dell'Architetto Roberto Semprini Immagine 2
- Lo Studio Galleria dell'Architetto Roberto Semprini Immagine 3
- Tatlin di Edra Immagine 4
- Tatlin di Edra Immagine 5
- GreenHome, Abitare il Tempo Verona 2009 Immagine 6
- GreenHome, Abitare il Tempo Verona 2009 Immagine 7
- Cucina Mondrian, di TM Italia Cucine Immagine 8
- Riccione, produzione privata Immagine 9
- Paolina di Partner&Co Immagine 10
- Joker di Pedrali Immagine 11
- Chicciola, produzione privata Immagine 12
- Riccione, produzione privata Immagine 13
- Rolling di Edilco Immagine 14
- Divano Sand di Bruma, allestimento 150Y Italian Beauty Montenapoleone 2011 Immagine 15
Abbiamo chiesto a Roberto Semprini di parlarci di design, architettura, sostenibilità e progetto, con particolare attenzione alle origini dell'architetto: la Romagna e, naturalmente, l'Italia.
a cura di Giacomo Sacchetti
Mai come quest’anno, 150° anniversario dell’Unità d’Italia, si è presentata l’occasione di celebrare il design italiano. Come Studio di progettazione avete organizzato una bellissima iniziativa: 150 Y ITALIAN BEAUTY, una mostra che unisce arte, moda e design. Che cosa ci racconta a proposito di questa esperienza?
150y Italian Beauty e' stata l'occasione per celebrare il design Made in Italy, all'interno di un'evento come il Salone del Mobile di Milano, di respiro internazionale. Realizzare un'evento in grande stile in Via Montenapoleone poi era come essere nella vetrina della vetrina del Made in Italy nel mondo. L'interpretazione creativa dei 150 anni a livello di design è stata duplice; sia cromatica che segnica. La lettura cromatica era data dall'interpretazione spaziale dei tre colori della bandiera italiana attraverso la stanza verde intesa come green, quella bianca intesa come come la purezza delle forme e quella rossa dell'energia. La parola ITALIA o la sua conformazione geografica sono state interpretate a livello di oggetti d'uso quotidiano, come i lavabi ITALIA per il Casone o il materasso a forma di stivale per Morfeus.
Passiamo a parlare dei suoi prodotti. Così nella Serie limitata, come negli imbotti e nelle sedute, ci sono linee di disegno molto particolari. Alcune realizzazioni (come “Riccione” o “Paolina”) permettono di distinguere immediatamente il tratto di Roberto Semprini Architetto. Quali sono le figure storiche del design italiano a cui fa o ha fatto riferimento, quanto contano oggi nel suo lavoro?
la dormeuse Paolina e la chaise-longue Riccione in effetti sono fra gli oggetti che piu' mi rappresentano a livello sstilistico. I riferimenti culturali sono più attinenti al mondo dell'arte che del design. Sono le linee sensuali dei corpi femminili di Modigliani per Paolina, come le volute oniriche dei dipinti di Savinio per Riccione. Volendo poi classificare i miei progetti all'interno di uno stile, citerei il design Organico e come figura storica del design italiano Walter Mollino, il più importante rappresentante di questo stile a livello di design e architettura in Italia.
Nel processo di creazione che tipo di rapporto ha con l’immaginario cinematografico felliniano, esplicitato in particolare nella “Gradisca”? Immagino che Fellini, essendo lei di Rimini, sia stato sempre “al suo fianco”…
Anche il linguaggio cinematografico felliniano se volessimo farlo rientrare all'interno di uno stile di design e architettonico potremmo definirlo organico. Fellini si è sempre circondato di atmosfere e figure femminili oniriche, capaci e avvolgerti. I critici di design affermano che nel mio stile ci sono tracce di romagna, per la sua componenete spesso edonistica e sensuale, credo che su questi punti ci sia una convergenza con il Maestro.
Oltre al cinema… l’arte. Le cucine “Mondrian” e “Naturally Mondrian” fanno chiaro riferimento al pittore astratto olandese. I riferimenti sono, quindi, alti, anche in questo caso. Ci sono artisti contemporanei che segue con particolare interesse?
Insegnando Design all'Accademia di belle Arti di Brera vivo immerso nel mondo dell'Arte e a stretto contatto con gli artisti. Il mondo dell'Arte poi storicamente e' sempre stato fonte di ispirazione per il design. Il riferimento a Mondrian per i progetti delle mie cucine nasce dallo studio che il pittore ha fatto per raggiungere quell'altissimo grado di astrazione della realtà.. Nei quadri di Mondrian c'è un rapporto perfetto fra i pieni e vuoti fra i colori e lo sfondo bianco della tela. Ho semplicemente cercato di applicare questo concetto alla struttura della cucina Mondrian. Tornando all'arte contemporanea sono un'ammiratore dello scultore angloindiano Anish Kapoor, per quella sua particolare capacita di essere uno scultore "Minimal-warm", artefice di uno stile minimalista/caldo, capace di trasmettere emozioni lavorando semplicemente sul vuoto, un vuoto che ti attrae con una forza primaria. Personalmente sono alla costante ricerca del Less is more di Mies Van de Rohe, riletto alla luce delle nuove tecnologie che scaldano e arricchiscono e contemporaneamente attualizzano lo stile essenziale. Il Minimalismo credo che non risieda in un risultato formale definito ma nella ricerca dell'anima del progetto della sua struttura interna non importa che il risultato finale sia una retta o una curva ma che sia quella forma giusta per quel progetto.
Si parla sempre di design sostenibile. Quanta importanza ha nel suo lavoro? Quali, tra i suoi progetti, vuole menzionare perchè caratterizzati dall’utilizzo di materiali “eco-friendly”?
Il design sostenibile ha assunto negli ultimi anni nei miei lavori sempre più valore. La Green Home e' il progetto piu' interessante sotto questo punto di vista. Una casa prefabbricata di design in Classe A arredata con oggetti disegnati da me con aziende che rispecchiano tutti i criteri dell'ecocompatibilita. Ma sono convinto che l'ecocompatibilità sia al di la' delle belle parole una forma mentis del progettista, che deve realizzare il massimo del risultato con il minimo sforzo e impiego di mezzi.
Anche i complementi recitano una parte importante all’interno della sua produzione. Vorrei affrontare con lei anche l’aspetto economico del suo mestiere… Da questo punto di vista, nella situazione difficile in cui ci troviamo, si “muove” di più il mercato del furniture, del design legato alle cucine e alle camere da letto o dei complementi d’arredo?
Il prodotto di arredo non essendo un bisogno primario risente piu' di altri prodotti la crisi. E' necessaro concentrarsi sempre di più nella ricerca di nuovi contenuti progettuali come le nuove tipologie d'uso, i nuovi materiali, la qualità quasi sartoriale dell'oggetto. E' altrettanto importante poi raccontare il contesto che sta intorno al prodotto, capire come viene realizzato, da chi viene realizzato, se l'azienda nel suo contesto rispetta i criteri ecologici. Occorre rimettere al centro l'uomo e i suoi reali bisogni oltre al bisogno di bellezza che e' il dato di fatto imprescindibile. Non a caso la mia prossima installazione per il Fuori Salone del Mobile a Milano si intotilera' "Arts & Craft in Brera" e verra' realizzato all'interno della Chiesa sconsacrata di San Carpoforo, sede dell'Accademia di Belle Arti Brera. Vorrei mettere al centro dell'evento l'uomo e il suo talento che è il vero valore aggiunto del Design italiano, soprattutto in questo momento di crisi economica e di feroce globalizzazione.
www.robertosemprini.it
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