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Elm Park: edifici ad uso misto a basso consumo energetico

Elm Park: edifici ad uso misto a basso consumo energetico

Il progetto Elm Park Low Energy Mixed-Used Development, vero e proprio recupero di un grande comparto urbano in grado di rivitalizzare un intero quartiere e realizzato secondo i principi del basso consumo energetico realizzato a Dublino, ha ricevuto la menzione speciale al Premio Architettura Sostenibile 2009 durante la premiazione avvenuta lo scorso 27 maggio a Palazzo Tassoni, sede della Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Ferrara.

 

Il nuovo quartiere urbano Elm Park di Dublino, progettato dallo studio Bucholz McEvoy Architects, della  superficie complessiva di 100.000 mq, è uno spazio urbano ad alta densità, basso consumo energetico e ad uso misto; esso comprende un centro ospedaliero privato, uffici, residenze private e sociali, un hotel, bar caffè e locali, collocati in un contesto progettato riccamente come un grande parco e caratterizzato dalla varietà di funzioni nel corso dei giorni, delle stagioni e degli anni. Elm Park costituisce un unicum come park-land, “polmone verde” della città.
Gli edifici hanno un’impronta compatta al suolo per minimizzare l’impatto sul terreno e per ridurre al massimo gli impedimenti alla visuale verso il paesaggio montano circostante. Un ricco ed articolato mix di destinazioni d’uso assicura un continuo flusso di vita e attività in tutto il quartiere; questo “tappeto urbano” è inoltre arricchito da una rete di nuovi percorsi, intersezioni e punti nodali sulla sua superficie i quali creano diverse nuove possibilità per attraversare il quartiere a piedi.
Lo spazio pubblico prospiciente i giardini è il cuore di tutto il layout del quartiere. Connettendo tutti gli edifici, esso costituisce un luogo di incontro e di affari, con bar, piccoli bookshop e altri luoghi di svago. Gli spazi di aggregazione informale sono incoraggiati e facilitati da leggere coperture in tessuto su tensostrutture mentre gli ingressi agli uffici, all’hotel e al centro ospedaliero si aprono direttamente sullo spazio pubblico.

 

Gli edifici sono orientati secondo l’asse nord-sud, consentendo ai prospetti est ed ovest di essere liberi per sfruttare al massimo la luce naturale del giorno di mattina e pomeriggio e aprendo il quartiere alla vista delle vicine montagne e del mare.
Legno riciclato è stato largamente utilizzato per caratterizzare il progetto dal punto di vista della sostenibilità e delle qualità sensoriali degli edifici, impiegato sia per le strutture che per i rivestimenti. All’interno delle facciate, gli elementi strutturali longitudinali sono travi in legno lamellare progettate come supporto per le facciate ventilate.
La minimizzazione dell’utilizzo di energia è ottenuto attraverso il progetto degli edifici nel contesto in termini di orientamento, altezza, impiego delle strutture e delle facciate come parte fondamentale nel progetto della ventilazione convogliando l’energia eolica fornita dai venti dominanti.
La ridotta richiesta energetica è dovuta anche all’adozione dell’energia condivisa: il mix di destinazioni d’uso del quartiere fa sì che l’energia sia utilizzata di giorno dagli uffici e di sera delle abitazioni. Tutti gli edifici sono provvisti di ventilazione naturale secondo gli schemi più innovativi in termini di tecnologie e materiali. Gli uffici sono dotati di controllo climatico senza dover ricorrere all’utilizzo di ventilazione meccanica o di aria condizionata.
Le facciate ventilate sono in armonia con l’ambiente, con le stagioni e con la vita.

 

Altre immagini del progetto

 

Secondo il parere della giuria del Premio Internazionale Architettura Sostenibile, “il complesso di Elm Park costituisce un importante contributo al tema d’interventi di recupero urbano di rilevanti dimensioni a destinazione funzionale mista, che rende giustizia all’immotivata condanna tributata all’edificio lamellare quale prodotto del Moderno, reinterpretandone i principi. Il progetto risolve infatti positivamente la coesione di numerose e diversificate funzioni sviluppando un nuovo ambito urbano che risulta vissuto, proprio grazie alla varietà di funzioni in esso ospitate, durante l’intero arco delle giornate, con dinamiche differenti nel corso del susseguirsi delle ore. Lo spazio urbano, mantenuto libero grazie all’utilizzo concentrato di edifici pluripiano, diviene luogo per la circolazione pedonale e ciclabile, mentre la circolazione carrabile viene risolta in modo separato. L’orientamento degli edifici privilegia la massimizzazione della luminosità naturale per la maggioranza degli spazi interni nelle ore del mattino e del pomeriggio;  l’involucro edilizio è accuratamente isolato in relazione alle esposizioni cardinali e la ventilazione naturale è garantita con tale efficienza da eliminare la necessità di utilizzo di sistemi di raffrescamento meccanico anche negli uffici. La diversità delle funzioni ospitate all’interno del complesso, generando un’elevata densità, ha anche permesso di calibrare il funzionamento degli impianti in maniera sinergica e integrata a seconda degli orari di utilizzo delle varie attività. L’insieme degli accorgimenti progettuali citati consente all’intervento di offrire un basso livello di consumi energetici”.

 


SCHEDA PROGETTO

 

Progetto
Elm Park Low Energy Mixed-Use Development


Localizzazione
Dublino, Irlanda

Progettisti
Bucholz McEvoy Architects

Fase di progettazione
giugno 2001- aprile 2008

Fase di realizzazione
agosto 2004 – completamento nell’aprile 2008

Committente
Radora Developments

Superficie complessiva
100.000 mq

Architetti dello studio Bucholz McEvoy che hanno collaboato a Elm Park
Project Director
:
Merritt Bucholz, Karen Mcevoy
Project Architects: Klaudia Cacic, Peter Crowley, Graham Petrie
Architects: Ronan Burke, Nicci Brock, Susan Cutler, Alexis Dönhoff, Rebecca Egan, Claire Faulkner, Julie Fisher, Mette Harder, Svenja Hörtdörfer, Neasa Hourigan, Ralf Kampe, Merlo Kelly, Sabine Klingner, Jim Luke, Lindsay Martin, Miwa Mori, Brian Mwenelupembe, Rory Murphy, Eoghan O’Shea, Patrick Papczun, Marcin Pik, Katja Potzern, Ciara Reddy, Jana Scheibel, Carsten Koglin, Yasuaki Tanago, Carolus Tränkner
Students: Eilish Beirne, Eoin Flood, Brian Guckian, Barry McBrien, Joe Smith

 

Nell’immagine, veduta esterna del complesso Elm Park a Dublino, Bucholz McEvoy Architects

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Questo articolo è stato inserito il 08/06/2009 nella categoria Architettura, letto 2219 volte



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