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Restauro Architettonico. Premio Domus: il progetto dell’ex convento San Francesco a Rimini

Il progetto di restauro dell’ex convento San Francesco a Rimini, elaborato da Marina Campidelli, Gilda Montanari e Roberto Rossi come tesi di laurea presso l’Università di Bologna, sede di Cesena, Facoltà di Architettura “Aldo Rossi”, ha vinto la medaglia d’oro alla prima edizione del Premio “Domus restauro e conservazione” nella sezione “Tesi di Laurea”.

 

Sorto per volontà della Chiesa nella seconda metà del XIII secolo, l’ex convento San Francesco a Rimini ha ospitato, nel corso dei secoli, diverse destinazioni d’uso: convento, caserma, pinacoteca, museo. Gravemente danneggiato durante la seconda guerra mondiale, e abbandonato per lungo tempo, oggi è il risultato della ricostruzione selvaggia degli anni ‘50-‘60, pur rimanendo “documento” indispensabile per la comprensione della storia della città.
L’intervento ipotizzato mira a reintegrare nel territorio l’edificio attraverso pochi gesti progettuali e un’attenta opera di conservazione.
Il progetto, dopo un’approfondita analisi storica e un’attenta osservazione dello stato di fatto e delle fasi costruttive dell’edificio, si fonda sulla volontà di rendere percepibile la coesistenza di tre distinti livelli: il manufatto antico, l’intervento contemporaneo, i ruderi, creando tre corpi totalmente indipendenti a livello strutturale, ma che si relazionano tra loro da un punto di vista distributivo e funzionale.
Si è convenuto che l’edificio potesse ospitare una sala espositiva al piano terra, una piccola sala conferenze al piano primo e un’area ricreativa al piano secondo, scelta dettata dalla possibilità di relazionarsi con la fitta rete di sedi universitarie di Rimini.
Preconsolidamento, pulitura, consolidamento e protezione sono le operazioni fondamentali per il restauro delle murature, degli stucchi, e degli intonaci ancora presenti nella parte “antica”, mentre comfort, sostenibilità e semplicità hanno caratterizzato il progetto “contemporaneo”.
Per non gravare sulla struttura esistente tutti i carichi maggiori, come i collegamenti verticali, servizi e locali tecnici, sono posizionati nell’area nuova al fine di non indebolire le murature e i solai della parte esistente.
La struttura antica e quella nuova sono comunicanti tra loro, unite attraverso l’utilizzo di giunti di dilatazione appositamente coibentati al fine di limitare al massimo ogni tipo di dispersione termica.
Grande attenzione è stata data alle norme antincendio, all’accessibilità, all’aspetto statico della struttura, al dimensionamento degli impianti e dei nuovi pacchetti murari necessari per adempiere alle normative vigenti in materia di consumo energetico e sopperire alle mancanze della parte vecchia.
Nell’area dei ruderi sono stati ricollocati e riorganizzati i resti lapidei ritrovati in loco in modo da allestire il “giardino di pietra”. In corrispondenza degli archi e delle varie aperture, nonché degli accessi all’edificio, sono stati posizionati dei pannelli in lamiera forata, mobile, in modo da poter mutare la percezione dello spazio e fungere all’occorrenza da chiusura.
Un progetto complesso con l’intento di suscitare una riflessione sulla questione del rudere oggi.

 


SCHEDA PROGETTO

 

Il destino del rudere
Progetto di restauro dell’ex convento San Francesco di Rimini

 

Studenti
Marina Campidelli, Gilda Montanari, Roberto Rossi

 

Università
Università di Bologna, sede di Cesena

 

Facoltà
Facoltà di Architettura “Aldo Rossi”

 

Relatore
Andrea Ugolini

 

Correlatori
Gian Carlo Grillini, Kristian Fabbri

 

Anno Accademico
2007/2008

 


I candidati presentano una tesi svolta in modo solidamente disciplinare, approfondendo sia la lettura delle fasi costruttive sia quella del degrado. Le proposte di intervento e di reintegrazione si distinguono per un approccio criticamente consapevole volto a riproporre alcuni volumi perduti secondo un linguaggio contemporaneo semplice ed efficace. La tesi ha il merito di affrontare a tutto campo le problematiche del restauro, da quelle conservativo-analitiche a quelle più espressamente progettuali-architettoniche” è il parere della giuria della prima edizione del Premio Domus costituita da Giovanni Carbonara (Presidente, Ordinario di Restauro Architettonico e Direttore della “Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio”, Università Sapienza di Roma, Facoltà di Architettura “Valle Giulia”), Renata Codello (Soprintendente dei Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia e Laguna), Erich G. Steinmayr (Membro della Commissione Straordinaria per la Tutela del Patrimonio Culturale del Ministero della Cultura dell’Austria), Riccardo Dalla Negra (Ordinario di Restauro Architettonico, Facoltà di Architettura dell’Università di Ferrara) e Marcello Balzani (Segretario del Premio, Direttore del DIAPReM Centro Dipartimentale per lo Sviluppo di Procedure Automatiche Integrate per il Restauro dei Monumenti dell’Università di Ferrara).

 

Ideato e promosso nel 2010 dalla Facoltà di Architettura dell'Università di Ferrara  in collaborazione con Fassa Bortolo SpA, il Premio “Domus restauro e conservazione” è la prima iniziativa del settore tesa a far conoscere ad un ampio pubblico restauri architettonici che abbiano saputo interpretare in modo consapevole i principi conservativi nei quali la comunità scientifica si riconosce, anche ricorrendo a forme espressive contemporanee.
Il Premio vuole inoltre riconoscere la fondamentale importanza rivestita dalle imprese coinvolte nei restauri, premiando i progettisti del settore privato o pubblico e le ditte di restauro che hanno realizzato le opere.
La cerimonia di premiazione della prima edizione del Premio Internazionale di Restauro Architettonico “Domus Restauro e Conservazione” si è svolta il 30 marzo scorso nella prestigiosa cornice di Palazzo Tassoni, sede della Facoltà di Architettura dell’Università di Ferrara.

 

 

Per ulteriori informazioni
www.premiorestauro.it

 

 

Nell’immagine di apertura,  render del progetto di restauro dell’ex convento San Francesco a Rimini. © Marina Campidelli, Gilda Montanari, Roberto Rossi

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