Arte e architettura radicale: al PAC di Milano, Superstudio

Il PAC di Milano presenta l’opera di Superstudio (1966-1978), il collettivo fiorentino di architettura radicale e radical design che non solo ha influenzato il modo di pensare e progettare di grandi architetti come Zaha Hadid, Rem Koolhaas e Bernard Tschumi, ma ha definitivamente messo in discussione il confine tra arte e architettura, affermandosi come l’ultima grande avanguardia italiana.

La mostra Super Superstudio ha inaugurato lo scorso 10 ottobre in occasione dell’11a Giornata del Contemporaneo indetta da AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani – di cui il Padiglione milanese è socio fondatore.  Promossa da Comune di Milano – Cultura e prodotta dal PAC con Silvana Editoriale, la mostra si inserisce nell’ultimo mese di Expo 2015, reinterpretando il concetto di nutrimento e analizzando il ruolo “germinale” di un movimento tutto italiano nel panorama internazionale della cultura e dell’arte.

Super Superstudio è l’occasione per indagare le possibilità di una forma ancora aperta di discorso per immagini, dove la forza dei progetti di Superstudio – provenienti dall’ampio e in buona parte ancora inedito archivio fiorentino del gruppo – e dei loro ambienti per la prima volta esposti insieme, è in grado di comunicare e stabilire relazioni con l’arte contemporanea” spiegano i curatori Vittorio Pizzigoni e Valter Scelsi.

In un allestimento unico, pensato insieme a Superstudio, il Monumento Continuo – forse il progetto più famoso del collettivo – entrerà all’interno del PAC, a sua volta monumento al moderno italiano, trasfigurando lo spazio espositivo e coinvolgendo il visitatore in un’esperienza dinamica.

La mostra ricostruirà i progetti più importanti di Superstudio, riunendo i pezzi di design più iconici, le installazioni e i film e costruendo, come parte del modello di urbanizzazione totale proposto da Superstudio, un dialogo con 19 opere realizzate da altrettanti artisti contemporanei che dalla ricerca del collettivo fiorentino hanno tratto materia per il proprio lavoro: Danai Anesiadou, Alexandra Bachzetsis, Ila Beka and Louise Lemoine, Pablo Bronstein, Stefano Graziani, Petrit Halilaj & Alvaro Urbano, Jim Isermann, Daniel Keller & Ella Plevin, Andrew Kovacs / Archive of Affinities, Rallou Panayotou, Paola Pivi, Angelo Plessas, Riccardo Previdi, RO/LU, Priscilla Tea, Patric Tuttofuoco, Kostis Velonis, Pae White, Yacht-Utopia/Distopia.

Super Superstudio non è solo mostra-delle-mostre del Superstudio, quindi, ma vera opera autonoma, in grado di vivere del complesso rapporto tra quanto contiene e quanto è contenuto. La presenza delle opere di artisti contemporanei in grado di stabilire connessioni e relazioni con la ricerca del gruppo fiorentino, e con la sua traccia nella cultura contemporanea, è natura stessa e specifica della mostra.

“Nel selezionare gli artisti contemporanei da inserire nella mostra, abbiamo scelto quei lavori che potessero essere immaginati come potenziali risposte agli enigmi del Superstudio. Le opere prodotte dal gruppo nel 1970 sono radicali ancora oggi, perché hanno dato forma ad un’architettura non di proposte, ma di premonizioni, non di oggetti, ma di domande”, chiarisce Andreas Angelidakis, co-curatore della mostra. “Il loro lavoro ha composto una serie di enigmi, che coinvolgono non solo l’architettura, ma il modo in cui viviamo sul nostro pianeta. A distanza di 50 anni, si possono cominciare a vedere le risposte a quelle domande, poste in progetti come Monumento continuo o Atti fondamentali. Una superficie lucida continua che soddisfa tutte le nostre esigenze e i nostri desideri, e si diffonde su tutta la terra? Potrebbe essere che questa superficie esista oggi in forma di Internet?”.

Fondato a Firenze, nel 1966, da un gruppo di giovani architetti (Adolfo Natalini, Cristiano Toraldo di Francia, Gian Piero Frassinelli, Roberto e Alessandro Magris ed in seguito Alessandro Poli), il Superstudio è stato uno dei fondatori della cosiddetta Architettura Radicale (1966-1973) e successivamente si è impegnato in un tentativo di rifondazione antropologica dell’architettura (1973 al 1978) culminata con la partecipazione alla Biennale di Venezia del 1978. Il suo lavoro critico si è svolto principalmente attraverso progetti teorici come Il Disegno Unico (Istogrammi di Architettura, Catalogo delle Ville, Il Monumento Continuo), Le Dodici Città Ideali e la serie di film Atti Fondamentali (Vita, Educazione, Cerimonia, Amore, Morte). Nel biennio 1973 – 75 il gruppo ha fatto parte della Global Tools, un sistema di laboratori per lo sviluppo della creatività collettiva. Dal 1973 al 1978 si è riavvicinato all’architettura dedicandosi alla ricerca e alla didattica e lavorando sulla Cultura Materiale Extraurbana. In quest’ultimo periodo i diversi componenti del gruppo definiscono le loro personali linee di ricerca. Dopo la fine ufficiale del Superstudio continueranno a frequentarsi e dopo il 2001, con la costituzione dell’Archivio Superstudio, saranno impegnati in un vasto programma di mostre e pubblicazioni.
Numerose le mostre personali o la partecipazione a collettive, indicative della volontà di instaurare un dialogo non solo attraverso le pubblicazioni e la didattica, ma anche con opere, disegni, film, oggetti e allestimenti.
Il lavoro di Superstudio è incluso nelle collezioni di diversi musei internazionali: il Museum of Modern Art (MoMA, New York); l’Israel Museum (Gerusalemme); il Deutsches Architekturmuseum (Francoforte); il Centre Pompidou (Parigi) e il MAXXI (Roma).

SCHEDA EVENTO
Super Superstudio
Arte e Architettura radicale
a cura di Andreas Angelidakis, Vittorio Pizzigoni, Valter Scelsi

Luogo
PAC | Padiglione d’Arte Contemporanea
via Palestro 14
Milano

Periodo
11 ottobre 2015 – 6 gennaio 2016

Orari
martedì-domenica | 9.30-19.30
giovedì fino alle 22.30
lunedì chiuso

Per ulteriori informazioni
www.pacmilano.it

Nell’immagine di apertura, Superstudio, il Monumento Continuo, Piazza Navona, 1970.
Courtesy Pinksummer

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