Arte e architettura per valorizzare i luoghi dimenticati della città: Dark Horse di Maurice Nio

Dark Horse, la nuova opera dell’architetto olandese Maurice Nio, verrà presentata il 21 giugno 2013 presso la Gipsoteca dell’Istituto d’Arte di Porta Romana a Firenze. L’opera apre a un programma promosso dalla Fondazione Architetti Firenze, teso verso la costruzione di una nuova affezione verso i luoghi dimenticati della città.

 

Rapito dagli spazi e dalle opere contenute all’interno della Gipsoteca dell’Istituto d’Arte di Firenze durante una sua recente visita, l’architetto Maurice Nio ha elaborato e voluto offrire a Firenze un suo lavoro inedito: un’opera plastica di grandi dimensioni, ispirata dagli stessi spazi nei quali è raccolta la prestigiosa e imponente collezione di gessi, coi quali la nuova opera tende ad avviare una relazione. L’imponente corpo nero, nella cui forma dinamica e cangiante si intravedono alcune sembianze di un originario cavallo, racconta -nelle parole dell’autore- il rapporto con il calco della Pietà di Michelangelo per elaborare una sensibilità originata dai temi della sofferenza e della morte. “Il dolore è una delle emozioni più profonde -ha scritto l’architetto olandese-. Se qualcuno che ti è veramente caro muore, il dolore può generare lo scambio tra vita e morte. Tu vivi, ora, mentre l’altro è morto, ma allo stesso tempo ti sposti in quell’altro e muori, e così l’altro può tornare in vita. La Pietà di Michelangelo è una rappresentazione unica di questo scambio. Maria sostiene il corpo di Gesù solo con la mano destra, con la mano sinistra invita a partecipare a questo ciclo, a questo scambio di vita e di morte. Dark Horse è l’ultimo letto (…) in cui si sente con forza la reciprocità tra vita e morte, in cui la reciprocità originaria tra uomo e animale può liberare emozioni profonde. Ma Dark Horse è più che una semplice scultura. È anche la messa in scena dell’emozione ‘dolore’“.

 

Dark Horse esprime lo stesso avvicinamento poetico che Maurice Nio usa spesso nel realizzare le sue stesse architetture, nelle quali la competenza tecnica e l’abilità costruttiva si associano talvolta alla ricerca di dimensioni oniriche e misteriose che coinvolgono gli spazi da lui progettati. La ricerca di Maurice Nio si è aperta, fin dalla sua formazione (in parte svolta anche a Firenze, presso l’Istituto Universitario Olandese di Storia dell’Arte, dove ha studiato pittura manierista) al costante sconfinamento fra arte e architettura. Una sensibilità evidente anche nel progetto di ampliamento del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, la cui inaugurazione è attesa nei primi mesi del 2014. Le sue forme “fluide e sognanti”, come le definisce il progettista, contengono l’allusione al “potere dell’immaginazione e della visione”, quello stesso potere che Dark Horse intende evocare.

 

La presentazione dell’opera Dark Horse segna anche l’inizio di un programma che la Fondazione Architetti di Firenze dedicherà alla città di Firenze per costruire una nuova affezione verso i luoghi dimenticati della città: “luoghi sofferenti” che diventeranno meta di percorsi guidati lungo un itinerario che intende recuperarne la memoria e immaginarne nuove prospettive di vita. Le passeggiate, il cui programma sarà annunciato prossimamente, muoveranno dalla Palazzina Reale della Stazione di Santa Maria Novella, architettura per anni non utilizzata e oggi nuova sede dell’Ordine degli Architetti di Firenze e della stessa Fondazione Architetti. “Vogliamo che i luoghi di sofferenza urbana diventino luoghi di sperimentazione e azione -anticipa la Fondazione-. Vogliamo che questi luoghi siano a disposizione per progetti culturali di rinascita, rigenerazione e riappropriazione di una nuova sensibilità verso il territorio e la città stessa. A ogni luogo corrisponderà un progetto creativo -curato da Associazioni, Fondazioni, Enti Istituzionali e non, artisti, architetti, scuole- che tornerà alla città. L’obiettivo sarà realizzare e costruire un insieme di azioni finalizzate a una ridefinizione delle relazioni tra cittadino, comunità e territorio, dove visione, visionarietà ed emozione siano al centro del progetto, legati in modo duale al movimento liberatorio di Dark Horse“.


Maurice Nio (1959) si è laureato nel 1988 presso la Facoltà di Architettura della University of Technology di Delft con il progetto per una villa per Michael Jackson. Tale progetto è stato di vitale importanza per la formazione del suo modo di lavorare ibrido. Attraverso un misto di processi mentali al tempo stesso mitologici e pragmatici, di strategie di progetto criptiche e allo stesso tempo completamente trasparenti, ha realizzato progetti con BDG Architekten Ingenieurs (1991-1996), come ad esempio l’enorme inceneritore di rifiuti aviTwente. Dal 2000 opera con il proprio studio NIO Architects. In Italia, Nio è attualmente impegnato nel progetto di ampliamento del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, la cui apertura è attesa per i primi mesi del 2014.


SCHEDA EVENTO
Dark Horse


Luogo
Gipsoteca dell’Istituto d’Arte di Firenze
Porta Romana 9


Inaugurazione
venerdì 21 giugno 2013 | alle ore 18:00


Una iniziativa di
FAF – Fondazione Architetti di Firenze
Liceo Artistico Statale d’Arte di Porta Romana e Sesto Fiorentino
NIO Architects


Promossa da
Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici
Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo
Museale della città di Firenze
Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi a Roma
Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci
Istituto Universitario Olandese di Storia dell’Arte


Realizzata con la collaborazione di
Image


Per ulteriori informazioni
www.nio.nl
www.image-web.org

 

Nell’immagine di apertura, vista del progetto per Dark Horse di Maurice Nio

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