Arte contemporanea, al MAXXI di Roma installazione di Doris Salcedo

Il MAXXI ospita, fino al 24 giugno 2012, l’installazione Plegaria Muda dell’artista Doris Salcedo, scultrice della memoria e della vita, del disagio e della dignità, che ha squarciato il pavimento della Turbine Hall alla Tate Modern di Londra (2007), murato una sala del Castello di Rivoli a Torino (2005), riempito con più di 1500 sedie il “vuoto umano” lasciato dalla distruzione di un edificio a Istanbul (2003).

 

L’esposizione romana, di grande forza espressiva e impatto emozionale, è organizzata dal MAXXI Arte diretto da Anna Mattirolo e curata da Monia Trombetta. È parte di un progetto itinerante curato da Isabel Carlos, commissionato dalla CAM Fundação Calouste Gulbenkian di Lisbona e dal Museet, Malmö, prodotto in partneship con il MAXXI, il MUAC – Museo Universitario Arte Contemporáneo di Città del Messico e la Pinacoteca do Estado di San Paolo. Come pensato insieme all’artista, venti unità scultoree dell’allestimento romano entreranno nella collezione permanente del MAXXI Arte.

 

Spesso Doris Salcedo utilizza nei suoi lavori oggetti di uso quotidiano, impregnati della vita dei protagonisti delle storie raccontate. Plegaria Muda è un’installazione costituita da oltre cento coppie di tavoli di legno sovrapposti, dai quali nascono esili fili d’erba. Nel suo ripetersi modulare, evoca un luogo di sepoltura collettivo ed è metafora di vite condotte ai margini della società. L’artista ha trovato ispirazione rivolgendo lo sguardo alle vittime delle stragi avvenute per mano dell’esercito in Colombia, suo paese natale, ma anche alle morti violente nei sobborghi di Los Angeles, dove ha vissuto per qualche tempo e riconosciuto i germi e gli effetti di una stessa violenza, gratuita e insensata in ogni parte del mondo.
Plegaria Muda è una preghiera dedicata a quelle persone che, in situazioni di disagio, non hanno voce per parlare della propria esistenza e per questo sembrano non esistere. Ma Plegaria Muda è anche e soprattutto un omaggio alla vita: dai tavoli/bare di questo rito funebre mai avvenuto che restituisce umanità a ogni esistenza profanata, crescono piante, simbolo di vita e resurrezione perché, come scrive la stessa artista, “spero che, nonostante tutto, anche in condizioni difficili, possa vincere la vita… come avviene in Plegaria Muda”.
Plegaria Muda è essa stessa un’opera viva: gli odori della terra umida e dell’erba fresca, la disposizione labirintica dei tavoli che costringe a percorsi obbligati, ci immergono in un’esperienza intensa e totalizzante che coinvolge la mente, il corpo e i sensi.

 

Si tratta di un lavoro particolarmente suggestivo – dice Anna Mattiroloche si rapporta, come una danza, alla struttura e all’anima multiforme del MAXXI, attraverso un processo di adattamento spaziale che ne amplia il potere evocativo e simbolico. In questa sede, il lavoro della Salcedo si arricchisce della particolare luce del museo, che ne valorizza la forza espressiva. Il MAXXI ospita un lavoro che non solo accresce la particolarità dello spazio che lo contiene, ma è anche capace di instaurare con questo un rapporto di simbiosi dal valore indiscutibile”.

 

Nel percorso di mostra, è allestita una reading room: cataloghi, monografie, descrizioni e fotografie dei suoi principali lavori guideranno il pubblico alla conoscenza di Doris Salcedo, tanto forte ed empatica quanto complessa.

 

A partire dal lavoro di Doris Salcedo, MAXXI B.A.S.E. (il centro di ricerca del museo) e Limes (la rivista italiana di geopolitica) hanno pensato il progetto Le frontiere come ferita: 5 creazioni cartografiche in mostra e due tavole rotonde.
Limes ha prodotto e pubblicato in quasi vent’anni oltre tremila creazioni cartografiche originali. In mostra al MAXXI B.A.S.E., dal 15 maggio, una selezione di cinque grandi carte di frontiera, tra cui una nuova carta geopolitica pensata ad hoc.
Due incontri, presso l’Auditorium del MAXXI, 15 maggio e 19 giugno a ingresso libero, sulle frontiere italiane e quelle europee, per riflettere sui conflitti, sulle migrazioni, sui confini culturali, etnici e mentali all’interno degli spazi disegnati dalle frontiere ufficiali.
L’edizione italiana del catalogo Plegaria Muda, aggiornata e ampliata, è curata da Carolina Italiano e edita da Electa. L’edizione originale è curata da Isabel Carlos, Direttore della CAM Fundação Calouste Gulbenkian di Lisbona.

 

SCHEDA EVENTO
Doris Salcedo
Plegaria Muda
Luogo
MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo
via Guido Reni, 4/A
00196 Roma

 

Periodo
dal 15 marzo al 24 giugno 2012

 

Orari
mar-mer-gio-ven-dom | 11.00 – 19.00
sabato | 11.00 – 22.00
chiuso il lunedì

 

Per ulteriori informazioni
Tel. 06.399.67.350
E-mail: info@fondazionemaxxi.it
www.fondazionemaxxi.it
www.romaexhibit.it

 

Nell’immagine, vista di dettaglio dell’installazione Plegaria Muda di Doris Salcedo. Foto © Patrizia Tocci

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