Arte, Architettura, Design: Universo Rietveld

Architetto, artigiano e falegname, progettista di interni e di arredi, ma anche docente, sapiente allestitore di mostre e progettista di spazi espositivi, anticipatore di molti sviluppi dell’architettura attuale e dell’idea contemporanea di democratic design, che sposa la qualità alla produzione di massa. A Gerrit Rietveld (Utrecht 1888 – 1964) e al suo universo il MAXXI Architettura dedica la prima retrospettiva monografica in Italia, dal 14 aprile al 10 luglio 2011, coprodotta dal MAXXI con il Central Museum Utrecht e NAi Rotterdam e realizzata con il sostegno della Ambasciata di Olanda a Roma, a cura di Maristella Casciato, Domitilla Dardi e Ida van Zijl.

 

La mostra – con oltre 100 opere di architettura e design per un totale di circa 400 pezzi tra disegni, foto, modelli – ripercorre a 360 gradi l’attività del maestro olandese: dai suoi rapporti con gli artisti del gruppo De Stijl (Theo van Doesburg, Bart van der Leck, Vilmos Huszár J.J.P. Oud) e con i protagonisti dell’avanguardia modernista (Le Corbusier, Gropius, Mies van der Rohe, Frank Lloyd Wright) fino agli influssi sull’architettura e il design contemporanei (da Alessandro Mendini a Ettore Sottsass a Maarten  Baas).

 

Tra le opere in mostra, alcuni classici di Rietveld: Casa Schröder a Utrecht del 1924, la sua prima opera di architettura in mattoni e legno, che sembra la trasposizione plastica di un quadro di Mondrian (dal 2000 nella World Heritage List dell’Unseco); le sedie Rosso-Blu e Zig-Zag, icone del movimento moderno; il Padiglione Olandese alla Biennale di Venezia del 1953-54, esempio di integrazione tra spazio espositivo e opera d’arte.
E poi il confronto con il suo tempo e i  colleghi, che  Rietveld ha sempre mantenuto vitale e continuo. In mostra, per esempio, il disegno della casa Farnsworth di Mies van der Rohe (Chicago, 1951), dalla collezione del MoMA o quelli delle case al quartiere Weissenhof di Stoccarda di Le Corbusier (1927), dalla Fondation Le Corbusier di Parigi.
Infine, il rapporto di Rietveld con il XXI secolo, che irrompe dalle quattordici interviste ai progettisti contemporanei trasmesse in loop nello spazio di mostra (tra cui Gae Aulenti, Andrea Branzi, Vittorio Gregotti, Enzo Mari) e nelle loro opere esposte, come la reinterpretazione della Zig-Zag di Alessandro Mendini o la sedia Smoke di Maarten Baas, rivisitazione della Rosso-Blu. 
Il percorso espositivo è inoltre arricchito dall’installazione del Laboratorio Rietveld, a cura del Dipartimento Educazione del MAXXI: uno spazio esterno progettato dagli scandinavi Rintala Eggerstsson Architects – in perfetto spirito rietveldiano all’insegna dell’essenzialità – in cui i visitatori possono sperimentare la costruzione di alcuni mobili di Rietveld.

 

Questo progetto – dice Pio Baldi, Presidente MAXXI – non si limita a rappresentare le opere dell’architetto olandese secondo un tracciato chiuso in se stesso, ma indica attraverso gli interventi di rilevanti personalità dell’architettura e del design del presente i nessi esistenti tra quella ricerca e le proposte contemporanee”.
Nell’opera di Rietveld – dice Margherita Guccione, Direttore MAXXI Architettura – si ritrovano molti temi della modernità che anticipano gli sviluppi dell’architettura e del design più attuale. La mostra, nel ripercorrere l’opera del maestro olandese e dei suoi contatti con le avanguardie del 900, si interroga sull’eredità di Rietveld nella creatività contemporanea e sulla continuità della cultura del secolo scorso con le ricerche più innovative del presente”.

 

La Mostra
La mostra propone un ordinamento cronologico suddiviso in quattro sezioni e cinque approfondimenti, questi ultimi dedicati, in particolare, a Rietveld designer.
In esposizione disegni originali, fotografie d’epoca e attuali, prototipi di mobili e oggetti di design, modelli di architettura, libri e riviste, manifesti e pubblicità, documenti archivistici e filmati.  Ai materiali originali di Rietveld si affiancano quelli di Albini, Baas, Baldessari, Van Doesburg, Gropius, Le Corbusier, Mari, Mendini, Mies van der Rohe, Oud, Sartoris, Sottsass, Stam,  Wright, solo per citarne alcuni, provenienti da prestigiosi musei e collezioni private in Olanda (Centraal Museum Utrecht, Nai Rotterdam, Stedelijk Museum  Amsterdam) e internazionali (MoMA New York, Bauhaus Archiv Berlino, Fondation Le Corbusier Parigi, Archivio Storico Cassina).

 

Le sezioni
Un’idea di spazio / 1917-1925 indaga sulla sperimentazione di Rietveld sull’architettura e lo spazio, a partire dagli ambienti astratti di stampo neoplastico legati al movimento De Stijl alla ricerca di una spazialità aperta, fluida e sensibile, di cui Casa Schröder rappresenta l’icona più riconosciuta. Architetture e modernità / 1925-1945 presenta la messa a punto delle idee sull’abitare, studiando i modelli abitativi per le classi meno abbienti.
Città e disegno urbano / 1933-1950 analizza gli esperimenti di urbanistica collettiva, la ricerca di un’armonica relazione tra gli spazi urbani e i programmi sociali, tra ambiente e nuove abitudini collettive, come nei progetti per le case di villeggiatura.
Abitare, Lavorare, Allestire / 1950-1964 sono i temi della ricerca più matura tra cui spiccano due progetti in Italia: il Padiglione Olandese alla Biennale di Venezia e l’allestimento della mostra sul movimento De Stijl alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna nel 1960, cui si deve l’acquisto dell’unica opera di Mondrian nelle collezioni pubbliche italiane: Grande Composizione A.

 

Gli approfondimenti
Sono dedicati alla Casa Schröder, ai mobili per bambini (Rietveld è stato tra i primi nella storia del design a progettare mobili e oggetti destinati ai bambini, come per esempio il seggiolone del 1918, alla Piegabilità (dal suo studio sulla natura flessibile dei materiali – metallo, legno, poliestere – sono nati la sedia Birza in fibra, la First Model in alluminio, la Sedia Danese); agli Assemblaggi (con la serie Crate del 1934 Rietveld ha inventato i mobili faidate, forniti in un kit a imballo piatto. In mostra, tra l’altro, diciannove modelli di Enzo Mari per la autoprogettazione); alle Icone con i classici di Rietveld, la Rosso-Blu e la Zig-Zag nelle loro diverse declinazioni e reinterpretazioni.

 

Le interviste
La mostra è introdotta da 14 interviste a storici del presente, architetti e designer contemporanei sul portato di Rietveld nella cultura contemporanea: Gae Aulenti, Aldo Aymonino, Daniele Baroni,  Andrea Branzi, Vittorio Gregotti, Alberto Iacovoni, Enzo Mari, Alessandro Mendini, Susanna Nobili, Anti Pansera, Tonino Paris, Sami Rintala, Adachiara Zevi.

 

 

SCHEDA EVENTO
Universo Rietveld
Architettura arte design
a cura di Maristella Casciato, Domitilla Dardi, Ida van Zijl

 

Luogo
MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo
via Guido Reni, 4 A
00196 Roma

 

Periodo
14 aprile – 10 luglio 2011

 

Orari
mar-merc-ven-dom | 11.00-19.00
gio-sab | 11.00-22.00

 

Catalogo e guida
Universo Rietveld.Guida alla Mostra
a cura di Maristella Casciato e Domitilla Dardi, con un ricco corredo di immagini illustra l’intero percorso espositivo.
Rietveld’s Universe, a cura di Rob Dettingmeijer, Marie-Thérèse van Thoor, Ida van Zijl, NAi Publishers, Rotterdam.

 

Per ulteriori informazioni
www.fondazionemaxxi.it 

 

 

 

Nell’immagine di apertura, Gerrit Rietveld, Casa Schroeder, Utrecht 1924. Foto F. Panzini 2011

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