Arredo minimal e il suo contrario. 3 designer/artisti per la diatriba

Minimal
Pulse: lo sgabello realizzato dal designer turco Fatih Can Sarioz. La linea di Pulse ricorda la raffigurazione di un elettrocardiogramma, soprattutto quando se ne mettono in fila diversi. La linea del design viene sfruttata in modo superlativo, e c’è anche un incavo laterale utilizzato come porta-riviste. È stato definito “design nervoso” e “dinamico”. Si sprecano gli accostamenti di aggettivi al vocabolo “design”, spesso non sono motivati, altre volte sono più indovinati. In questo caso “design nervoso” ci pare quasi corretto poiché la linea di Pulse riproduce il battito del nostro cuore. E questo battito sembra essere “vivo”, anche troppo. Fortunatamente.
Completa il tutto un cuscino per rendere più confortevole la seduta (e decelerare il battito cardico) e un efficace abbinamento di colori bianco-arancione.
Ferma fogli che si usano spesso negli uffici: ecco cosa vi ricordava. I principi su cui si basa questo tavolo SP-7, realizzato dai designer tedeschi Flo Schwab e Georg Panther, sono proprio quelli di tensione e pressione: quattro pezzi uniti tra loro, ricavati da un elemento tubolare in metallo ripiegato. Il piano è in legno o vetro e la struttura può essere smontata facilmente facilitandone così il trasporto.
Molto versatile, SP-7 è stato presentato al “DMY 2010 – International Design Festival Berlin”.

 

Il contrario di minimal
L’illustratrice e scenografa londinese Hattie Newman realizza scenari in tre dimensioni in cui dispone le sue immagini, gli oggetti e i panorami che immagina (o vede), rielabora e concretizza creandoli: un lavoro che trascende lo spazio concreto e tradizionale dell’illustrazione. Non c’è, infatti, un foglio a trattenerla, non c’è una cornice. Quindi: via libera a scritte che occupano le pareti (intere) dell’ambiente che accoglie l’opera, font in tante dimensioni diverse, ogni lettera ricreata e ripensata quasi come un’illustrazione, senza mai allontanarsi dal suo suono e dal significato che essa vuole esprimere insieme ad altre e dall’idea complessiva che l’opera vuole trasmettere. Il tutto viene realizzato in carta o integrato con oggetti in miniatura.
La forza della Newman è quella di trasporre le illustrazioni e i collage in tridimensionale, senza far perdere loro nulla dell’espressività originale, anzi incrementandola, dandole più spazio e valeore. I lavori, infatti, si animano e assomigliano alle pagine di un libro pop-up.

 

Minimal o non minimal?
È difficile (e inutile) scegliere tra il “di meno” e il “di più”. Di fronte al nervosismo di Faith Can Sarioz, per esempio, si animano in noi idee di un certo tipo, energia e voglia di muoversi. Diverse sono le nostre emozioni davanti a un “quadro” della Newman: lì c’è più confusione, ma anche più colore e più fantasia, se si intende questo termine come sostantivo che ci ricollegato più strettamente a un mondo fantastico (e colorato).

 

Fonte: intweetion

Informazioni
www.schwab-panther.net
www.fatihcansarioz.com
www.hattienewman.co.uk

 

Nell’immagine di apertura SP-7 di Flo Schwab e Georg Panther

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