ArcVision Prize Women and Architecture, la seconda edizione celebra Lina Bo Bardi

Saranno resi noti il prossimo 7 marzo i risultati della seconda edizione del Premio internazionale d’architettura arcVision Prize – Women and Architecture, istituito da Italcementi Group e rivolto a progettiste distintesi per una proposta professionale capace di coniugare e armonizzare da un punto di vista funzionale/stilistico, innovazione tecnologica, sostenibilità e cultura.

 

Obiettivo del Premio è la valorizzazione della figura femminile nell’attuale scenario dell’architettura mondiale, con particolare attenzione per quelle qualità che una progettista moderna deve avere per affrontare la propria professione con originalità, alla ricerca di soluzioni avanzate e non convenzionali, e con una sensibilità più forte e più matura per il contesto umano e sociale.
Dopo la prima edizione, vinta dalla progettista brasiliana Carla Juaçaba, la seconda edizione del Premio ha coinvolto l’Instituto Lina Bo e Pietro Maria Bardi per celebrare il centenario della nascita dell’architetto Lina Bo Bardi, progettista straordinaria, autrice di sensazionali strutture in cemento armato, attraverso il Premio Speciale “Architettura solidale”.

 

Il Premio Speciale a Lina Bo Bardi rappresenta un riconoscimento a tutte le progettiste che nell’epoca della modernità hanno lottato e lottano per l’affermazione del ruolo paritario della donna nell’impegno civile e nello sviluppo di una cultura del progetto egualitaria, progressista e solidale. Lina Bo Bardi è internazionalmente riconosciuta come un’autentica figura di culto nella storia di questa lotta, con il suo contributo allo sviluppo di architetture profondamente moderne per implicazioni sociali, ingegnosità strutturale e vocazione educativa. Il MASP (Museo d’Arte della città di San Paolo), la Casa de Vidro (oggi sede della Fondazione Lina e P.M. Bardi), il Centro sociale SESC-Pompéia sono ancora oggi centri attivi di promozione artistica ma anche testimonianze di una poetica unica e originale, con cui Lina Bo Bardi ha indicato a tutte le donne architetto la strada di una ricerca espressiva pienamente autonoma”, spiega Stefano Casciani, direttore scientifico di arcVision Prize Women and Architecture.

 

Per l’Edizione 2014 la Giuria sarà composta da Shaikha Al Maskari (businesswoman di Abu Dhabi e membro del Consiglio Direttivo dell’Arab International Women’s Forum-AIWF), Vera Baboun (Sindaco di Betlemme), Odile Decq (titolare dello Studio Odile Decq di Parigi), Louisa Hutton (inglese, socia fondatrice dello studio d’architettura Sauerbruch Hutton), Suhasini Maniratnam (attrice, produttrice e scrittrice indiana fortemente impegnata nel sociale), Samia Nkrumah (ghanese, presidente del Centro Panafricano Kwame Nkrumah), Kazuyo Sejima (titolare con Ryue Nishizawa dello studio d’architettura SANAA di Tokyo), Benedetta Tagliabue (socia fondatrice con Enric Miralles dello studio d’architettura EMBT di Barcellona), Martha Thorne (statunitense, direttore Pritzker Prize), Elena Zambon (presidente dell’azienda farmaceutica italiana Zambon Spa).

 

Nelle scorse settimane un gruppo di Advisor, scelti tra architetti, docenti, critici, rappresentanti dei media del settore, hanno avanzato le candidature per l’edizione 2014. La Commissione tecnico-scientifica ha poi definito la short list da sottoporre al giudizio della Giuria che si riunirà a Bergamo dal 5 al 7 marzo.
I risultati saranno resi ufficiali la sera del 7 marzo con una conferenza stampa della Giuria presso l’i.lab Italcementi, Parco Scientifico-Tecnologico Kilometro Rosso, Bergamo, per essere divulgati l’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna.
Al termine della conferenza stampa sarà ricordata la straordinaria figura dell’architetto Lina Bo Bardi, in occasione del centenario della nascita, attraverso una lecture tenuta dalla professoressa Carmen Andriani e con la consegna di un premio speciale, che sarà ritirato da Anna Carboncini dell’Instituto Lina Bo e Pietro Maria Bardi di San Paolo, Brasile.


Per ulteriori informazioni
www.arcvision.org
www.institutobardi.com.br

 

Nell’immagine, Lina Bo Bardi, Museu de Arte de São Paulo (MASP), San Paolo, Brasile, 1957-1968. Foto © Nelson Kon

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