Archittettura e collettività. Kibbutz in mostra a Milano

In occasione dell’evento Unexpected Israel, in corso a Milano fino al 23 giugno 2011 in omaggio ai 150 anni dell’unità d’Italia, si terrà la mostra Kibbutz: l’architettura della collettività, organizzato dallo Urban Center e dall’Ufficio culturale dell’Ambasciata di Israele.

 

Presentata alla XXII Biennale di Venezia (2010) nel Padiglione di Israele con il titolo Kibbutz. Architecture without precedents, la mostra illustra il ruolo attivo dell’architettura nella definizione di un’idea di società e nel concorrere alla qualità delle relazioni umane al suo interno.
“Kibbutz” negli anni ’60 e ’70 era sinonimo di Israele; evocava un’idea di giovinezza, di libertà, di apertura alla vita e rafforzava l’immagine di Israele quale fertile melting pot di culture, di storie, di provenienze: un’esperienza unica in un mondo non ancora segnato dalla globalizzazione.
Poi la società è cambiata con molti ideali che sono tramontati e altri che ne sono sorti. Si è continuato a parlare di collettività, di pubblico, di luoghi di aggregazione, ma rinunciando a qualsiasi idea di radicale riforma delle mentalità dell’abitare e della società che in tali strutture insediative e concettuali si riconoscevano. E così, anche il termine “kibbutz” è sparito dalla conoscenza diffusa, relegato nella mitologia di quanti avessero personali legai con Israele.
Le difficoltà, tuttavia, di pur significative e apprezzabili recenti esperienze di residenze collettive e nuovi quartieri, nel loro fari tessuto sociale, evitando condizioni di marginalità e degrado, impongono con forza un ripensamento di proposte progettuali che, ancorché tecnicamente ineccepibili, sono risultate prive di uno spirito ideale in grado realmente di animarle.
In questo senso, l’esperienza del kibbutz, con la sua stretta relazione tra forme insediative e modello sociale di riferimento, come ben raccontata dalla mostra Kibbutz. Architecture without precedents della Biennale di Venezia 2010, qui ripresa e riadattata, può costituire un attuale riferimento e un utile spunto di riflessione da cui partire.

 

Milano ha, nel suo dna e nella sua storia, una forte attenzione al tema della residenza collettiva a partire dalle prime cooperative umanitarie e operaie dell’800 fino alle tante realizzazioni dell’Istituto Case Popolari del secolo scorso e alle recenti esperienze di significativi progetti di social housing e cohousing, alcuni dei quali di livello internazionale. Del resto, una grande città non può non affrontare e concretamente esplorare uno dei tratti indispensabili del suo stesso costituirsi, ovvero risolvere la dimensione dell’accoglienza e della dignità di cittadinanza dei suoi abitanti in strutture insediative di qualità, tali da favorire il positivo sviluppo di dinamiche sociali di aggregazione.
Non poteva, dunque, non destare giusta attenzione la proposta di una mostra sul Kibbutz, da ospitare presso l’Urban Center di Milano, ovvero su una delle esperienze più compiute e riuscite di vita comune.
Tutti temi per i quali il kibbutz, con la sua storia e la sua evoluzione, può raccontarci qualcosa, aiutandoci a riscoprire, su un piano più generale, il valore dell’appartenenza a una comunità, mentre sotto un profilo più tecnico-disciplinare, la possibilità di costruire per parti la città secondo un principio coerente di relazioni tra struttura sociale e modelli insediativi che la rappresentano.

 

Dopo l’incontro dello scorso lunedì 13 giugno, in cui Yuval Yasky e Emanuele Fiano hanno parlato di Kibbutz: Architecture without Precedents, i prossimi appuntamenti sono:

 

giovedì 16 giugno | ore 17.00-19.00
Kibbutz: memoria ed evoluzione di una tipologia socio-insediativaù
Intervengono: Israel De Benedetti, Davide Luraschi e Claudio Sangiorgi

 

lunedì 20 giugno | ore 17.00-19.00
Housing in Community: the lesson of Kibbutz
Intervengono:
Galia Bar-Or e Martina Landsberger, con la partecipazione di Ruth Keret della Scuola Ebraica (Ulpàn)

 

 

SCHEDA EVENTO

 

Kibbutz: l’architettura della collettività
a cura di Galia Bar-Or e Yuval Yasky

 

Luogo
Urban Center di Milano
Galleria Vittorio Emanuele

 

Periodo
dal 13 al 23 giugno 2011

 

Orari
dal lunedì al venerdì
ore 9.00 – 18.00 continuato
ingresso libero

 

Per ulteriori informazioni
www.unexpectedisrael.it

 

 

Nell’immagine, interni del refettorio, Kibbutz Givat Brenner, immagine degli anni ’60; architetto: Robert Bennet

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