Architettura temporanea, il progetto di un’aula multiuso all’aperto, Caracas

Superfici ricavate da tubi in PVC, piastrelle ottenute da lattine di alluminio, blocchi di cemento gettati in casseforme metalliche riutilizzabili, superfici pneumatiche, pelli metalliche, griglie di legno. Il creativo padiglione da utilizzare come aula multiuso all’aperto è stato realizzato dagli studenti dell’Università Simón Bolívar di Caracas nell’ambito dei wokshop Fabrication and Manufacturing Processes (T.FABs).
A partire dal 2002 i wokshop T.FAB si sono tenuti in cinque diverse università dell’America Latina: Universidad Andrés Bello (UNAB) in Cile, presso l’MA in Technology, Universidad Central de Venezuela (UCV), nell’ambito dell’MA in Architectural Design a Caracas e alla Unidad Extramuros (Beyond Wall Unit) in Barquisimeto, Universidad de Artes, Ciencias y Comunicación (University of the Arts, Science and Communication – UNIACC) in Cile. L’ultimo workshop (il T.FABs del luglio 2010) si è tenuto al Dipartimento di Design, Architettura e Arte dell’Università Simón Bolívar con il supporto del Lab E della Scuola di Metallurgia come inaugurazione di future collaborazioni e progetti di ricerca.
Questi seminari sono indirizzati agli studenti di architettura, industrial design, e pianificazione urbana e rappresentano un esempio di sviluppo e ricerca applicata che consente loro di confrontarsi con le difficoltà materiali della progettazione e del settore delle costruzioni.
I workshop, in questi anni, hanno reso possibile il raggiungimento di elevati standard competitivi e innovativi nell’ambito dell’applicazione dei materiali costruttivi ridefinendo l’efficacia e la rapidità dei cantieri costruttivi nel continente. Ciò è possibile avendo come obiettivo l’ampliamento dell’offerta dei mercati locali e delle industrie incentrate sul settore delle costruzioni e l’affermazione di una coscienza critica nei confronti delle prestazioni e del ciclo di vita dei prodotti.

 

La combinazione tra conoscenza e metodologia sperimentale consente di creare un metodo di apprendimento che pone domande critiche circa la lontananza del mondo accademico dalla costruzione vera e propria. I laboratori si avvicinano alla forma generatrice, riesaminando i sistemi costruttivi tradizionali e combinandoli con le tecniche avanzate della produzione industriale. Gli oggetti e i dispositivi creati durante i workshop sono prototipi che costituiscono un’alternativa nel campo dei sistemi costruttivi e dei componenti; sono abbastanza flessibili da essere utilizzati come unità replicabili che, proprio perché possono essere riprodotti, consentono una sistematizzazione del loro stesso processo produttivo. Inoltre essi possono essere implementanti attraverso la produzione in catena di montaggio.
I workshop di fabbricazione e processi costruttivi approfondiscono i seguenti temi fondamentali: involucro, coperture, pavimentazioni, strutture e componenti d’arredo, trattandoli come elementi indipendenti che possono essere assemblati in loco e realizzati mediante catena di montaggio. I laboratori inoltre non implicano solo lo studio del componente ma anche il suo utilizzo, manutenzione e smontaggio, il sistema di trasporto e di stoccaggio in base al formato, alla morfologia e alla funzione di ciascun componente dell’edificio. Infine, i workshop sono incentrati sulla concreta realizzazione di un oggetto all’interno di una scala limitata, sia dal punto di vista economico che da quello strumentale. Questo permette di coprire tutte le fasi della costruzione: progettazione, produzione, pre-montaggio, smontaggio, imballaggio, trasporto e installazione, dalle fondamenta agli elementi di chiusura.

 

Il laboratorio avente per oggetto la realizzazione del padiglione da utilizzare come aula multiuso all’aperto presentava quattro linee di ricerca (pavimentazione, pelle, coperture e struttura) da sviluppare come metodologia di lavoro nell’arco del trimestre accademico. La prima parte del workshop è consistita in una fase sperimentale che ha introdotto gli studenti alla manipolazione di materiali nobili, sintetici o riciclati. La seconda fase si è concentrata sulla gestione dell’attività “industriale”, utilizzando attrezzi tradizionali di nuova generazione per produrre il prototipo in scala, terminata poi nella terza fase con la realizzazione del manufatto in scala 1:1 (progettazione, produzione e montaggio) tenendo in considerazione l’intera pianificazione di un processo costruttivo.
Gli studenti sono stati divisi in gruppi di lavoro, affidando a ciascuna squadra la responsabilità di una “catena di montaggio”. Tutti e quattro i prototipi sono stati poi adattati al budget disponibile e alla complessità dei materiali da utilizzare. Questa modalità di laboratorio genera gruppi di discussione attorno al progetto, che unifica e collega le squadre di assemblaggio.

 

a cura di Federica Maietti

 

L’articolo completo e le immagini del progetto sono pubblicati nella e-zine n. 30 “EFFIMERO”.

 

Nell’immagine, tubi in PVC di diversa sezione e colore, una volta tagliati e assemblati, costituiscono superfici continue che possono essere utilizzate come chiusure orizzontali

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