Architettura Sostenibile, i vincitori della XI Edizione del Premio Internazionale

Compiuti i dieci anni nel 2014, il Premio Internazionale Architettura Sostenibile arriva alla sua undicesima edizione con una evoluzione verso il 2020: cambia la declinazione di Sostenibilità.
Il premio, fondato nel 2003 dal Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Ferrara e l’azienda Fassa Bortolo, da undici anni incentiva e promuove progetti di architettura che sappiano rispettare e coesistere con l’ambiente circostante per una visione del costruire sostenibile nel mondo. Tale visione, come è noto, ormai è fortemente diversa da quella di dieci anni fa. Nuove keyword si inseriscono adesso nello scenario della sostenibilità, come “low-tech”, “low-budget”, ma anche “vernacolare” e “localizzato”.

La crescita dell’iniziativa è stata esponenziale, e l’impegno della comunità mondiale affezionata a questo tipo di attenzioni è divenuto sempre più sostanzioso, anche da un punto di vista quantitativo. Più di 130 studi di architettura dai paesi più lontani del globo si sono iscritti a quest’ultima edizione; la grande internazionalizzazione del premio ha riguardato anche i membri della stessa Giuria Valutatrice, nella quale si sono susseguiti architetti, professori e ingegneri di altissimo valore che hanno creato una community oggi rimasta vicina alla manifestazione, con l’apporto di contributi e spunti culturali legati alla divulgazione dell’architettura sostenibile.

 

Per valorizzare questo grande afflusso di iscrizioni il Premio è stato suddiviso temporalmente in due diverse sezioni che si alternano con cadenza biennale: la sezione che riguarderà le Tesi di Laurea, Master e Dottorato provenienti dal territorio Italiano, che ha avuto la prima edizione nel 2014 e si ripeterà nel 2016, e la sezione in corso, che vede la partecipazione appunto di studi di architettura e ingegneria da tutto il mondo, edizione che si ripeterà nel 2017.

 

Prevista per il giorno 9 luglio presso la sede del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara, la premiazione vedrà vincitori progetti che, nell’ambito di questa evoluzione del termine “Sostenibilità”, sono stati capaci di “integrarsi in maniera adeguata alle condizioni del contesto, fornendo risposte ottimali alle necessità di vita dei fruitori. Si tratta di architetture che si possono definire ‘appropriate’, perché nascono dalla piena conoscenza dei luoghi, dallo studio e comprensione del loro funzionamento e dal rispetto della cultura locale”, come scrive Thomas Herzog, presidente di giuria. Gli altri componenti della commissione valutatrice sono stati per questa edizione Philippe Samyn (Bruxelles, Belgio), Muck Petzet (Mendrisio, Svizzera), Gianluca Frediani e Luca Emanueli (Università di Ferrara).

 

Nella rosa dei premiati sono rientrati in questa edizione tre progetti rappresentativi di tre declinazioni della “nuova evoluzione” del pensiero sostenibile.

 

È stata conferita la medaglia d’oro allo studio giapponese Suppose Design Office di Makoto Tanijiri e Ai Yoshida, con Onomichi U2, il progetto di rigenerazione di un capannone industriale, una re-interpretazione di una tipologia di tale spazio che è molto comune nel territorio, declinandolo su bisogni del tessuto circostante che vengono soddisfatti in uno spazio innovativo che li accomuna e non li mette in contrasto, con un utilizzo di suolo molto circoscritto, in un’area che necessariamente deve conservare la quantità preziosa di spazi verdi circostanti.

 

Le due medaglie d’argento ex aequo sono andate rispettivamente a:
ASF Italia ONLUS (Architetti Senza Frontiere) con il progetto di una nuova scuola in Cambogia, che, pur nel rispetto delle tecnologie e dei materiali tradizionali locali, cerca una chiave di lettura compositiva che si avvale dei saperi dell’architettura sostenibile, dal calcolo dei flussi e dei movimenti d’aria a uno studio solare che permette il corretto soleggiamento/ombreggiamento delle aule nelle ore diurne più calde;
architetti Gurrieri-Giampiccolo con Casa DCS, una riqualificazione di un antico edificio in Sicilia, che trovano, in una situazione congestionata come quella della città di Ragusa, una soluzione ottimale nel rapporto con l’esistente che però riesce, in a zona soggetta a tutela ambientale, ad essere pienamente auto-sufficiente ed eco-sostenibile, sfruttando know how vernacolari dell’architettura locale.

 

Le menzioni d’onore sono state assegnate a progetti di alto livello, provenienti dal Kenya, Cile, Repubblica Ceca, Sudan, Belgio e Italia.

 

a cura di Pietro Massai e Luca Rossato
Dipartimento di Architettura, Università degli Studi di Ferrara

 

Per ulteriori informazioni
www.premioarchitettura.it

 

Nell’immagine di apertura, Suppose Design Office, vista esterna di Onomichi U2, medaglia d’oro alla XI edizione del Premio Internazionale Architettura Sostenibile

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