Architettura sostenibile e inclusiva, una scuola per la striscia di Gaza

Il progetto Terra Sottratta – Una scuola 0 CO2 per Gaza di Cristina Labianca e Alberto Menozzi è una proposta architettonica comprensiva di una scuola per centocinquanta bambini, uno spazio ricreativo e un centro d’incontro; uno spazio protetto ed un punto di riferimento per l’intera comunità di Um al Nasser, villaggio all’interno della striscia din Gaza.

 

Considerando la scarsità di acqua e l’alto prezzo dell’energia nei territori palestinesi, il progetto si configura come un edificio off-grid, facente unicamente affidamento su risorse rinnovabili disponibili localmente.

 

Rielaborando l’archetipo della Medina araba, l’edificio è concepito come un monolite scavato, al quale è stata dunque sottratta terra, metafora della difficile realtà del luogo stesso. La scuola si sviluppa intorno a tre piazze concepite come spazi per la comunità atte a promuovere nuove opportunità socio-economiche.
Tre vuoti per tre funzioni. La “piazza d’acqua”, collegamento pubblico tra il villaggio e i servizi sociali (Infermeria, biblioteca, centro d’incontro); la “piazza verde”, spazio più riservato per laboratori creativi e professori, e la “piazza di terra”, cortile su cui affacciano le classi. Un muro corre tra loro connettendole attraverso un percorso continuo e un sistema di orti: un “muro gioioso”, caratterizzato da passaggi aventi sagoma di bambini, in cui gli alunni possono riconoscere loro stessi e giocare, cercando, in tal modo, di rielaborare la drammatica presenza del vicino muro di Gaza.


La forma è il risultato di una logica bioclimatica.
– Stanze disegnate come monoliti di terra, sfruttando la grande massa termica degli spessi muri per proteggere dal caldo, minimizzando l’oscillazione delle temperature negli interni, sono alternate a patii, concepiti come bacini di aria fresca, al fine di promuovere la ventilazione naturale;
– i patii verdi oltre a favorire la ventilazione funzionano come classi all’aria aperta;
– tende, aperte durante il lungo periodo caldo, agiscono come moderatore bioclimatico, regolando la quantità di luce e gli apporti solari alle classi;
– tetti inclinati promuovono l’effetto camino, mentre lucernari consentono l’espulsione dell’aria ed un illuminazione diffusa ed indiretta, evitando il surriscaldamento degli ambienti.

 

L’utilizzo di materiali disponibili in loco e di un sistema di costruzione semplice minimizza il ricorso a tecnologie avanzate e dispendiose, combinando la lezione della tradizione con un linguaggio contemporaneo. La tecnica costruttiva comprende muri in pisè, tetti in legno isolati con terra e paglia, un basamento in pietra e copertoni come fondazioni.

 

Il sistema di raccolta acque, combinato con un impianto di fitodepurazione, è dimensionato in modo da coprire la domanda annuale, mentre un impianto fotovoltaico e solare termico, integrato sui tetti, risponde alla domanda di elettricità richiesta.

 

Ne risulta un edificio facente affidamento solo su fonti rinnovabili, integrato con il contesto ambientale e sociale. Terra sottratta può diventare un modello per lo sviluppo della conoscenza del “vivere sostenibile” con un sistema di scuole verdi a rete e una nuova strada per la progettazione di edifici e la pratica costruttiva all’interno dei territori palestinesi.

 

Il progetto è il vincitore della Medaglia d’Argento dell’undicesima edizione del Premio Italiano “Architettura Sostenibile” per la sezione Architettura e tecnologie sostenibili, la cui cerimonia di premiazione si è tenuta lo scorso 14 ottobre a Palazzo Tassoni Estense, sede del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara.

 

Secondo il parere della giuria del Premio “l’intervento progettato presenta un approccio interessante in un contesto difficile, dal punto di vista sociale e climatico, come quello della Striscia di Gaza. L’idea progettuale individua nell’edilizia scolastica uno strumento di coesione e sviluppo sociale, un’occasione di riscatto per l’intera comunità di Um al Nasser. L’architettura nasce come rielaborazione dell’archetipo della Medina Araba, combinando le esigenze di protezione climatica con quelle di sicurezza rispetto ai pericoli generati dalle ben note tensioni sociali di questi territori. Il risultato è un complesso massivo, chiuso verso le critiche condizioni esterne e aperto attorno a cortili e ambiti interni di mitigazione e transizione climatica. L’impiego di strategie di raffrescamento passivo, materiali naturali locali o riciclati e sistemi di raccolta e depurazione dell’acqua piovana prefigurano un appropriato livello di sostenibilità, nonostante la necessità di un maggiore approfondimento nel progetto del sistema di copertura”.


SCHEDA PROGETTO
Terra sottratta – Una scuola 0 CO2 per Gaza


Progetto
Cristina Labianca e Alberto Menozzi


Istituto formativo
IED | Istituto Europeo di Design
Torino


Livello di formazione
Master di II livello in Architettura Sostenibile


Relatore
Mario Cucinella


Correlatore
Alberto Bruno | Arcò_Architettura e Cooperazione


Anno Accademico
2011-2012


Per ulteriori informazioni
www.premioarchitettura.it

 

Nell’immagine di apertura, Cristina Labianca e Alberto Menozzi, vista del progetto Terra sottratta – Una scuola 0 CO2 per Gaza

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